Non sono un economista, ma da profano una riflessione su questo argomento l'ho fatta: In Italia ci sono cinque/sei milioni di persone sulla soglia di povertà, gente che a cinquantanni perde il lavoro e a questa età nessuno ti dà più lavoro perché preferiscono un giovane, al suo posto oppure di persone che si danno alla delinquenza, perché non trovano lavoro e la fame fa fare brutte cose, o di persone ridotte a un reddito minimo bassissimo o di clochard che vivono in condizioni da terzo mondo, per non parlare di tutti i disoccupati e invalidi civili, anche tra i giovani, ecc. ecc. ,ma quel che conta è che a queste persone hanno bisogno di recuperare la dignità, della loro persona, di un tampone sociale che permetta loro di arrivare all'età pensionabile, che sembra sempre più distante, per l'aumento della soglia di età, per poterla percepire, oppure dovrebbero riportare l'età pensionabile intorno ai cinquantanni, oppure fare una legge che obblighi, la precedenza e l'assunzione di queste persone, con lavori formativi e socialmente utili. In un paese civile come il nostro, nel 21 secolo, si possono tollerare queste situazioni di disuguaglianza sociale in una democrazia come la nostra?Non credo proprio!..se queste persone avessero un sindacato o partito politico a sostenerli, avrebbero un peso nella scena politica, l'opposizione politica dice che sarebbero dei parassiti, ma io non credo proprio che potenzialmente lo siano o lo diventino, sono stato in paesi esteri dove il reddito di cittadinanza esiste da sempre e la prima cosa che ho notato è che in quei paesi, c'è più benessere perché ci sono leggi che obbligano le persone a fare circolare il denaro, creando un incremento del lavoro e un ritorno di tasse allo Stato, in poche parole, non c'è il segreto bancario e se metti da parte in banca oltre una certa somma di denaro, vieni tassato, per cui sei costretto a spendere e a scaricare dalle tasse il superfluo e questa azione crea ritorno fiscale e forza lavoro e benessere, tutto questo avveniva in Australia, per esempio, ma mettendo in tasca i soldi del reddito di cittadinanza a queste persone indigenti, avremo un ritorno fiscale e un aumento della richiesta del mercato occupazionale, perché queste persone spenderebbero nei negozi e servizi vari e anche con una azione alla Robin Hood togliere ai ricchi per dare ai poveri, ma in verità, i ricchi, ne avrebbero un ritorno economico nelle loro aziende, dettato dalla legge del consumismo :D :D :D :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: che ve ne pare? dite la vostra sull'argomento!...
Ciao Navyseals...nick molto importante e onorevole! :D

Mi sono documentata qui:
https://www.guidafisco.it/reddito-di-ci ... isiti-2035
uno dei tanti articoli informativi che si trovano nel web :mrgreen:

Cosa ne penso? Se il tutto va a migliorare la qualità della vita nel rispetto delle regole e nel possesso dei requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza, trovo la cosa molto positiva.

Ecco una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale. Leggo:

Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell'impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.

Poi leggo:

(12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l'introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d'inserimento nella società dei cittadini più poveri;

O anche

il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà (6), ha anch'esso raccomandato l'introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale

E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:

di riconoscere, nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso

senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell'intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili

(http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... 41:IT:HTML)

In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.


:D 8)
Ben fatto Michela, questo vuol dire che anche l'Italia deve allinearsi e adeguarsi agli altri paesi, personalmente in base alla mia diretta esperienza dei paesi da me visitati, ho provato ad immaginare la stessa situazione se l'avessimo in Italia, il REI è stato il primo passo sperimentale, ma a quel che so se vai al Comune presso gli Uffici dei Servizi Sociali, ci sono diverse tipologie di sussidi e contributi, come anche il contributo per la maternità, per il pagamento delle bollette della luce, per i figli che vanno a scuola o all'Università e in questo caso il Reddito di Cittadinanza potrebbe aiutare molti studenti a mantenersi agli studi, perché la scuola e anche formazione per l'inserimento nel mondo del lavoro, ma la cosa che mi fa rabbia in Italia è che dà tante piccole elemosine, e dover chiedere l'elemosina è poco dignitoso, anziché dare un unico contributo che la persona può decidere come distribuirselo secondo necessità, è una mania dell'Italia frammentare i servizi utili alla società, (come quello di tanti corpi di polizia e così via), anziché riunire le competenze, come avviene negli altri paesi. Ma quello che vorrei sapere da voi è come immaginereste l'Italia con il Reddito di Cittadinanza, pro e contro secondo Voi e se si a quali condizioni sareste a favore, io per esempio lo collegherei all'Ufficio di Collocamento, senza un termine di scadenza da rinnovare e che lo sospenderebbe in caso di assunzione da parte di aziende, in Australia per esempio dovevi dimostrare che cercavi lavoro e quindi a periodi dovevi fornire le referenze di Aziende e nel caso non ti hanno assunto il motivo del perché non ti hanno potuto assumere o del perché ti hanno licenziato, ma dopo tre licenziamenti, perdevi il diritto e nessuno ti assumeva più e quindi se avevi poca voglia di lavorare, la voglia te la facevano venire. In Italia il M5S sta portando avanti la battaglia sul Reddito di Cittadinanza è il suo cavallo di battaglia elettorale e l'opposizione si oppone per fargli fare più che altro brutta figura, anche perché quale mente potrebbe dire che non è cosa buona e giusta, e personalmente la restringerei ai soli cittadini italiani, come avviene all'estero e non anche chi non è cittadino come avviene adesso per i sussidi esistenti, perché anche se hai il permesso di soggiorno, non vuol dire essere come avere la cittadinanza, se hai il permesso di soggiorno vuol dire che lavori e se non lavori più che venga revocato, perché mai noi italiani dovremmo mantenere gli stranieri a mangiare e dormire? Io li farei restare , a condizione che siano i loro governi a mandare un contributo per il loro mantenimento, in caso contrario che vadano altrove a cercare chi li mantenga a bere, mangiare e dormire :!: :!: :!: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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