Leggevo questo interessante articolo di Sara Noseda  sulla rivista ELLE, e vorrei condividerlo con voi:

   
La chiave delle relazioni felici? "Accettate gli altri; non aspettatevi che cambino e i vostri rapporti andranno meglio"


  "Siamo animali sociali: le relazioni sono fondamentali, anche se difficili, e ci sono dei piccoli accorgimenti che possiamo adottare per salvaguardare i rapporti con gli altri:

Siamo sempre lì, vale per tutti: le relazioni sono difficili. E non solo quelle intime con il partner, anche le relazioni professionali, con superiori e colleghi, o anche con gli amici. Sebbene l'uomo non è un'isola, ed è sua natura ricercare relazioni con gli altri, è molto difficile avere a che fare con persone diverse da se stessi. Ci si può spesso scontrare per divergenze di opinione o interesse, e talvolta si rischia di mandare a rotoli un'amicizia, un amore, un buon rapporto lavorativo, a causa di incomprensioni irrisolte.

Nulla di nuovo, già. Ma stando alle ricerche di Larry Sternberg e Kim Turnage, autori del libro Managing to Make a Difference - Come imparare a fare la differenza, pubblicate sul sito di psicologia thriveglobal.com, ci sarebbero 3 cose che tutti facciamo continuamente e che condizionerebbero molto le relazioni che abbiamo:

       
Cosa NON fare se vuoi salvare le tue relazioni personali e professionali
 

1. Chiedere agli altri di cambiare
 Se siete mai andati a un ritrovo con i vecchi compagni del liceo, avrete notato che poco è cambiato da quando eravate tra i banchi di scuola: la ragazza molto studiosa continua la sua vita accademica, il bullo è rimasto quello dal carattere acceso, e così via. Per lo meno, questo vale nella maggior parte dei casi. Insomma, le persone non cambiano. E se succede, è molto raro. Tuttavia, nella società occidentale siamo portati a pensare che un partner, per esempio, debba cambiare, se ci ama davvero. Un amico deve modificare il suo comportamento se ci vuole bene sul serio. Il nostro collega deve fare qualcosa di diverso se tiene al rapporto. Ma chiediamoci: quanto queste persone riescono a cambiare davvero? E noi, quanto cambiamo?
La dura verità è che difficilmente si cambia, in termini di personalità, opinione e azioni. Per cui, i due autori del libro suggeriscono di provare a smettere di pretendere che gli altri cambino. Quella richiesta, detta o non esplicitata, potrebbe danneggiare le relazioni. "Accettate il partner, l'amico, il collega così come sono, con i loro difetti, non aspettatevi che cambino e i vostri rapporti andranno meglio", scrivono.

2. Aspettarti sempre un rapporto 50/50
 C'è questo "mito" nella nostra cultura, che tutte le relazioni debbano essere alla pari, un 50% per cento a testa, dare e prendere nella stessa misura. Un'altra amara verità è che non è così: qualche volta un amico vi chiederà di più di quello che vi ha dato lui. E la prossima volta magari saremo noi a chiedere di più. Insomma, se teniamo a qualcuno, o se vogliamo preservare serenità sul posto di lavoro, forse è un atteggiamento saggio smettere di pretendere lo stesso identico trattamento da parte degli altri. "Date il 100%, senza riserve. Senza stare a pensare a chi fa o dà di più. Prima di tutto ne beneficerete voi stessi".  Però ovviamente, non deve mancare il rispetto reciproco.

3. Voler sempre avere ragione
 Spesso nella nostra testa, quando si presenta un'incomprensione con qualcuno, pensiamo di essere dalla parte della ragione. E di solito, anche l'altra persona fa lo stesso. Banalmente, se entrambe le parti giocano alla sfida di chi ha ragione e chi torto, la battaglia è persa in partenza e il rapporto può danneggiarsi. "Per molti, il bisogno di sentirsi nella ragione è molto importante. Ma chi riesce a fare un passo avanti e lasciare andare, è forse chi vince davvero, dicendo no alla negatività e sì alle relazioni. O almeno, quelle che contano veramente".

 


 
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Michela, credo che nessuno metterà in discussione questo Piccolo Manuale del perfetto Interlocutore. Sono regole di saggezza spicciola che consentono di vivere sereni. Ma, anche in questo caso, la mia naturale diffidenza nei confronti degli psicologi non viene scalfita. Partono sempre dal secondo passo.
Al "bigino" proposto  occorre infatti fare una premessa essenziale: se non consideri il tuo interlocutore, l'altro in genere, come importante e prezioso per te, per la formazione della tua esperienza e del tuo comportamento, le tre regole sono solo tattica, ti permettono di vincere qualche battaglia (vivere felici, dici tu) ma non la guerra. Questa considerazione é la base del rispetto e il motore del dialogo e del confronto.
Senza questo primo passo si ottengono al più personaggi alla Tonymanero che, se talvolta dice cose sensate, d'abitudine si lascia travolgere dal suo misoginismo esasperato che nega qualsiasi valore alla donna (gli uomini non lo interessano).
Per vivere felici è necessario essere consapevoli del valore dell'altro. Questo é il primo passo, poi c'é davanti tutta una strada. Le regole ce le faremo cammin facendo, imparando dagli errori. 
Grazie ultimo per le tue sagge risposte.  Dai! Non sempre si diffida degli psicologi. Comunque consigli buoni, anche se per nulla nuovi, nell'articolo ci sono!

E' chiaro poi, che la saggezza dettata dall'esperienza  fa molto!
Mantenere le relazioni è comunque un dono, a volte una fatica, a volte un impegno e spesso, un piacere!

Resta importante che tutti , da buoni animali sociali quali siamo, abbiamo bisogno di relazioni.....infatti, siamo anche qui!  :D
Buona sera a tutti,
Vorrei esprimere un mio modesto parere su questo argomento.
Un vecchio detto enuncia: CHI NASCE QUADRATO, NON PUÒ MORIRE ROTONDO. Parole sagge, noi nasciamo con una certa indole , con il crescere e il maturare un po' potrebbe modificarsi ma cambiare no, è il " nostro stampo di fabbrica" :!:
Cercare di trasformare l' altro è una battaglia persa e se mi permettete, anche segno di un certo egoismo, le persone si dovrebbero accettare ed amare per come sono e non per come noi vogliamo che fossero. Potremmo un po' " aggiustare il tiro " reciprocamente, ma alla base di un rapporto penso debba esserci l' accettazione.
Più facile a dirsi che a farsi !!! Il nostro io ci porta a volere l' altro come noi lo desideriamo, ad attenderci da lui/ lei la nostra parte, della serie: " io ti do, quindi tu devi dare a me ". Ma in qualsiasi relazione c'è sempre chi da di più, per carattere, per capacità, o per inclinazione. Con una buona dose di apertura mentale, si riesce a capire che questa è la legge del completamento. Possiamo fare un esempio: l' acqua irrora e penetra nella terra arida, chi da di più? Sicuramente l' acqua che però bagnando il terreno lo rende fertile quindi chi da di più aiuterá e arricchirà chi e meno avvezzo completandolo. C'è solo una condizione da seguire, non usare la bilancia per evitare un rapporto tormentato.
Un altro aspetto umano è il voler avere ragione, ok, ognuno di noi ha i suoi motivi e le sue convinzioni e tende a farli valere, ciò non è negativo a patto che non si superino certi limiti altrimenti si potrebbe cadere nell' arroganza e nella chiusura mentale. Una persona sana mentalmente difende i suoi valori e le sue ragioni ma riesce a capire anche quando tutte quelle ragioni non le ha , se ne rende conto e lo ammette, ammette di avere sbagliato, è capace di cambiare idea e di considerare le idee e le motivazioni altrui.
Anche qui non è facile, se mettessimo da parte un po' di orgoglio e ci aprissimo all' amore con la A maiuscola e al perdono , tutti vivremmo meglio le nostre relazioni sociali e sentimentali.
Grazie a voi per avermi dato modo di riflettere!!!! :wink:
Grazie a te Marta. Il confronto ci porta sempre a riflettere. Vorrei che intervenissero più utenti a certe discussioni sul fronte relazionale...a volte mi sfugge che il sito è prettamente di incontri!Incontri anche di Amicizia! Forse perché intendo gli incontri sull'amicizia molto importanti e le discussioni fertili,  per questo sono fondamentali. :D :idea:
È un sito di incontri, hai ragione Michela, ma intervenendo nelle varie discussioni si esprime un parere che in qualche modo rivela un po' di noi è un modo per capire l' altro e chissà , magari incontrarci perché ci piace il modo di pensare di quella persona, e ci vediamo una affinità. Benvengano blog e forum, sono un elemento in più per
Scusa mi sono rimaste fuori al commento alcune parole: portarci ad un incontro.
Per me le relazioni umane sono più complesse di quanto gli esperti autori delle tre regole di felicità esprimano. Quindi giusto non voler cambiare l'altro, giusto investire le energie senza soppesare sulla bilancia dei debiti o crediti, etc. Ma se fosse così semplice la società si riempirebbe di armonia. Quindi, alla fine, la cosa per me importante e prioritaria è non perdere di vista che quello che rende felici è sapere di esistere per le persone a cui si tiene e di esser ascoltati e visti. "Non mi ascolta" è una delle lamentele più comuni che le persone patiscono nelle relazioni umane e un segno frequente di solitudine interiore
MartaC59 ha scritto: Cercare di trasformare l' altro è una battaglia persa e se mi permettete, anche segno di un certo egoismo, le persone si dovrebbero accettare ed amare per come sono e non per come noi vogliamo che fossero.

Concordo assolutamente aggiungendo che troppo spesso invece di accettare, ed amare, le persone per quello che sono, tentiamo di cambiarle per farle aderire all'immagine che vorremmo rappresentassero. Sintomo di pigrizia emotiva, pericolosissima aggiungo.
Curcumella ha scritto: Quindi, alla fine, la cosa per me importante e prioritaria è non perdere di vista che quello che rende felici è sapere di esistere per le persone a cui si tiene

Arrivi sempre al cuore del problema Paola!
Perfettamente d'accordo con voi! :D

E, per rinforzare in positivo l'intervento di Marta, sono d'accordissimo: proprio tramite le discussioni e gli interventi personali con risposte abbiamo terreno fertile per conoscerci meglio!
Grazie a tutte voi 
cron