mi piacerebbe sapere cosa pensate delle religioni ...il tutto spero in un clima sereno di discussione pacata...senza fanatismi...io sono ateo dopo essere stato cattolico per nascita come molti altri..sono secondo voi ispirate da dio? o più comunemente fatte da uomini per sottomettere altri uomini? e le teorie sumeriche dove tutto nasce dagli alieni (annunaki n.d.r.) ?
attendo vostri commenti
mauro
MAURO: si vede che manchi da tanto.
Fino qualche mese fa qui si sono AZZUFFATI sull'argomento (tirando pure me in ballo, of course).

Per quanto mi riguarda (mi ripeterò...) io sono ANCHE PIU' ATEO DI TE.
Pensa, sono COSI' ATEO che a volte tendo anche a non credere in ME STESSO! (GULP!)

Avrai capito quindi che per me quelli che seguono qualunque religione sono PERSONE SENZA CARATTERE, facili a farsi impressionare e comandare, e con molti problemi esistenziali.
Di contro gli ideatori, i gestori e i diffusori delle varie religioni sono dei FURBASTRI che ci marciano guadagnandoci in ogni modo.

Va bene il RISPETTO DEL PROSSIMO, ma come si fa a rispettare completamente uno che crede ai miracoli, al cadavere risorto al terzo giorno, al paradiso, al Dio che tutto vede, tutto sa, ma nulla fa per salvare piccole creature indifese o interi villaggi di poveracci.

(Parentesi ironica, ma mica poi tanto)
Se per caso sei stato BATTEZZATO CONTROVOGLIA ecco qualcosa per te...

https://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

(Chiusa parentesi ironica, "ma mica poi tanto")

Spero nessuno adesso mi dia del PROVOCATORE.
I provocatori sono quelli che citofonano al mio portone alle 10 di mattina per "darmi la parola del signore", o quelli che suonano le campane alle 18 per radunare i pecoroni per la messa", o, ancora, quelli che a scuola vorrebbero emarginare i miei figli rei di essere esclusi dai genitori dall'ora di religione.

P.S. Sumeri? Alieni? Noi siamo POLVERE DI STELLE. Veniamo dallo spazio e li, presumibilmente, torneremo. Cosa vuol dire ALIENO?

Da WIKI:
"La parola Alieno (dal latino alienus col vario significato di: «appartenente ad altri, altrui; straniero; estraneo; avverso») assume diversi significati in funzione del contesto di riferimento. In generale indica una qualunque cosa o soggetto estraneo all'ambiente di riferimento."
Noi NON APPARTENIAMO alla Terra non essendo stati creati dal nulla su di essa. Ergo anche la razza umana e tutti i rappresentanti del mondo animale e vegetale sono ALIENI sulla Terra.
Persino l' ACQUA non è di questo mondo: portata in milioni di anni sotto forma di ghiaccio dai meteoriti schiantatisi sul suolo essa è, ancora oggi, quella di miliardi di anni fa.
Ma ci pensate? Noi beviamo un acqua vecchissima e di provenienza...ignota!
Altro che Dio.


P.S. 2 L'unica TRINITA' che riconosco!

http://www.cinematografo.it/wp-content/uploads/2016/06/bud_spencer_terence_hill.jpg
caro colombo ti dirò che sono quasi completamente d'accordo su quello che dici...non so se la cosa mi debba spaventare?...quasi perchè l'unico in cui credo sono io...io me ...credo nelle mie capacità e nelle mie idee spesso fuori dal comune pensare...ora lo psichiatra mi ha detto che da quando non mi credo più la reincarnazione di Marduk il sommo di sumer le cose miglioreranno...ma chissà potrei aver mentito! dentro di noi c'è dio perchè noi stessi siamo dio.
lo sbattezzamento è solo al fine di togliersi dai registri di controllo ecclesiastici...del resto ci controllano in tutti i modi quindi...ne vale la pena?
anche io ho amato terence hill e bud spencer compagni della mia gioventù
shalom
mauro
artmk59 ha scritto: dentro di noi c'è dio perchè noi stessi siamo dio

ASPETTATI SPERNACCHIAMENTI caro MAURO.

Io stesso ho scritto questa cosa e me ne han dette di tutti i colori.

Noi SIAMO il nostro DIO.
Pensa... creiamo pure la vita e spesso...a nostra immagine e somiglianza!!!

Ma molti, che non si fidano di se stessi, che non hanno il coraggio di affrontare le cose che man mano accadono nella vita, che non riescono ad avere una visione più larga di quella limitata dalla punta del proprio naso...Queste persone si affidano a FETICCI per darsi un contegno, per cercare un motivo di vita, per allontanare i pensieri della morte.
Non è questa la strada.
La strada è GUARDARSI DENTRO E REAGIRE.
Dio lasciatelo ai ciarlatani. Con tutte le loro paccottiglie miracolose.
E LIBERATEVI dai fantasmi.

P.S. MAURO: A te il vecchio post fermo (mi pare) a Febbraio scorso.
BUONA LETTURA!

https://www.club-50plus.it/forum/argomento-non-di-successo-t75248.html
Sono nata in una famiglia cattolica - ma non bigotta - e ho fatto tutto il percorso che molti fanno: battesimo (senza il mio consenso :D ), prima comunione e cresima (a 6 anni :shock: ), matrimonio in chiesa ed è sotto gli occhi di tutti com'è andata a finire. Mi mancano solo i voti e l'estrema unzione, se ricordo bene. Dopo 60 anni di vicissitudini, casini, dolori laceranti e qualche momento di gioia, mi sono ritrovata in un angolino di serenità che nessuno mi ha regalato ma che mi sono conquistata con unghie e denti. Eppure ancora prego ma come se dall'altra parte non ci fosse nessuno ad ascoltarmi, una sorta di messaggio lanciato nello spazio nella speranza che in qualche mondo lontanissimo qualcuno sia in grado di decodificarlo. E mi piace ritenermi più cristiana che cattolica, anche se in modo vago e con la confusione in testa tipica di chi sa di non sapere e di avere limiti insuperabili anche per chi è depositario di enormi conoscenze e di intelletto fuori dal comune. Quindi mi trovo qui, in questo limbo di agnosticismo dove nessuno studio filosofico o teologico mi da risposte. Qui non alberga nessuna verità assoluta mentre aspetto l'illuminazione ma senza illusioni. Nel frattempo vivo come voglio vivere io ossia calcando sentieri che nessun umano deve arrogarsi il diritto di indicarmi, perchè questo mi fa stare bene. Punto.
Ho vissuto esperienze straordinarie con cattolici islamici buddisti e atei come me.
ma perchè la religione preoccupa tanto da suscitare prese di posizioni categoriche? e i più religiosamente integralisti sembrano proprio gli atei. Me lo sono chiesto più volte e non ho saputo darmi una risposta quindi ci ho rinunciato. Non sono proprio una mente eccelsa, anzi, non proprio una mente.
Mia moglie una volta mi ha detto: la religione è la misura della tua incapacità di trovare risposte ai perchè della vita, è il luogo del mistero che inizia dove la tua intelligenza dichiara forfait. Lei non faceva liste di buoni e cattivi, non era una primadellaclasse, anzi era una donna semplice e umile (ma forte ed essenziale) e proprio questa sua caratteristica le consentiva di riconoscere con serafica tranquillità di non essere ragione a e di se stessa, di non essere in grado di capire tutto e di rendersi conto che esiste una zona di mistero nella quale dobbiamo muoverci senza pretese e diritti. Ma lei era saggia, io invece stavo a perdermi in discorsi nei quali emergeva la venere di Milo e gli inviti a non cedere alle sue grazie, più che la voglia sincera di andare alla sostanza del mistero. Forse lei aveva più di una ragggione. Se vogliamo parlare di religione senza fare chiacchere inutili, dobbiamo iniziare a mettere da parte arroganza, sicurezza, dogmatismi. Io preferisco tacere.
Permettetemi però una battuta: se esiste un aldilà, in Dio e un Demonio, un paradiso e un inferno, io sono sicuro di andare in paradiso. Fede? macché! 1) perchè, lì c'é senz'altro mia moglie e so che lei andrà tra le gambe del diavolo (si fa per dire) pur di avermi lì con lei   2) perchè quando busserò alla porta del curnuto mi sentirò dire: ma anche qui vuoi venire a rompere i coglioni? va da quello lassù che dice di essere misericordioso. Qui non c'è posto per te, abbiamo smesso di sopportarti da tempo. Qui ci sono solo primidellaclasse, non ultimi.
Quanto poi alle religioNI, beh, noi siano così limitati che abbiamo bisogno di tante parole per esprimere un concetto semplice, anche quando ci arroghiamo la capacità di parlare di Dio. Ogni religione è una parola del concetto semplice di Dio. Qualcuna più adeguata qualcun'altra meno. 
NonnaSimona ha scritto: Eppure ancora prego ma come se dall'altra parte non ci fosse nessuno ad ascoltarmi

E questo è quello che è:
NON C'E' NESSUN DIO, quindi NESSUNO CHE POSSA ASCOLTARE.
Sic et simpliciter

ultimo ha scritto: ma perchè la religione preoccupa tanto da suscitare prese di posizioni categoriche? e i più religiosamente integralisti sembrano proprio gli atei.

OMISSIS

Se vogliamo parlare di religione senza fare chiacchere inutili, dobbiamo iniziare a mettere da parte arroganza, sicurezza, dogmatismi. Io preferisco tacere

Gli atei veri NON SIAMO INTEGRALISTI.
Ma rompe le scatole vedere contestata una REALTA' ASSOLUTA.
Nel caso di varie particelle tipo BOSONE DI HIGGS (Particella di Dio) siamo nel campo delle PROBABILITA' quindi nessuno ci può effettivamente mettere bocca fino a risultati ottenuti (e i risultati poi SONO STATI ottenuti...).
Ma nel caso delle religioni, specialmente quella cattolica...beh...che dire...
COME FAI A PARLARE DI QUALCOSA CHE NON ESISTE:
insomma...NON C'E'!
NULLA AL MONDO può testimoniarne l'esistenza. NULLA.
Qualcuno mi dirà E L'AMORE? Come mi dimostri l'amore?
Ma quello è UN SENTIMENTO, come l'odio, la simpatia eccetera.
Un DIO si presume sia qualcosa IN QUALCHE MODO REALE, benchè onnisciente, onnipresente, onnipiagnucolante (sempre a lamentarsi di sti cavolo di terrestri tanto da volerli quasi debellare tutti con un acquazzone tipo Irma!).
COME SI FA A DIRE: NON LO PUOI PROVARE...
Come faccio a provare che qualcosa che non esiste...IN EFFETTI NON ESISTE?

Naaaaaaaaaaaaaaaaaaa....
Non sono io integralista. Sono i cattolici POCO LUNGIMIRANTI. E nemmeno poi tanto SCALTRI.

Comunque...NO, io NON VOGLIO tacere.
Perchè la storia delle religioni MI DANNEGGIA IN PRIMA PERSONA.
E per tutta una serie di motivi, a cominciare dalla EMARGINAZIONE IN CERTE SITUAZIONI a finire all' ODIO RAZZIALE che scaturisce dalle varie dottrine.

Tutto qua.
Consonanza ha scritto: Ho vissuto esperienze straordinarie con cattolici islamici buddisti e atei come me.

 ne avrai ottenuto un arricchimento personale che ti ha aiutato a costruire una vita piena di realizzazioni positive. Perché non le racconti anche a noi? Condividere aiuta a crescere.
Ciao Mauro; la religione, anzi, “Le religioni!”

Argomentino di poche considerazioni; quel tanto che basta a redigere testi per una nuova biblioteca di Alessandria (d’Egitto), raccontare qualche decina di migliaia di anni di storia dell’uomo, sconvolgimenti sociali epocali a tutte le latitudini e longitudini. Si tratta di scrivere della causa prima di migliaia di piccoli e grandi scontri di civiltà, qualche centinaio di milioni di morti e quant’altro di peggio l’anthropos sia stato capace di proporre.
Medesimamente potremmo scrivere della memoria storica dell’uomo, dello stimolo a conoscere (entro certi limiti), della spinta a migrazioni, delle tutele dei deboli, della custodia dei documenti, dello sviluppo di arti e scienze.
Scollegare la religiosità dall’uomo è -pare eccessivo ma, in realtà, non è così- negarlo. E questo significherà qualcosa! La stessa negazione di dio è appunto una negazione, non una affermazione; e si nega qualcosa se è già presente. Non ci sarebbe nulla da negare se non ci fosse qualcosa da negare.
Eppoi; il dio unico è una invenzione recente rispetto alla nostra storia; a me personalmente, mentre non suscita alcun interesse il diverso dio che popola l’uomo nelle sue differenti appartenenze etniche, né suscita molto e vorrei approfondire la dimensione pagana nella sua accezione di politeista. Nel mio personale onirico realizzo una dimensione in cui le differenti cose (mondo animale, vegetale, minerale) sono portatrici di deità e ne celebro il rito di volta in volta che le utilizzo. Migliaia di dei per migliaia di gesti, una religiosità militante e strettamente connessa alla quotidianità di vita. Alcuni aspetti ci hanno accompagnato fino ai giorni nostri –mio nonno si arrabbiava se il filone del pane di appoggiava sulla tavola capovolto, il carnevale, lo stesso Natale che ha origini ben più lontane di quelle spacciate dalla religione cristiana e altro ancora- ed altre hanno subito trasformazioni moderniste che le hanno rese difficilmente riconoscibili –le cene in compagnia, le partite di calcio, le appartenenze politiche ecc-
In epoca moderna, il tempo del dio unico, la religione ha usato ed è stata usata dal potere nel senso più deteriore possibile. Qualcuno si è mai posto il problema del perché, il perché vero non le visioni di croci fiammeggianti o similari, il cristianesimo è divenuto religione di stato in quello che per qualche secolo ancora era il potere che governava il mondo noto di allora.
Butto li una, non la sola, chiave di lettura.
Cosa c’è di meglio, per avere grandi masse di lavoratori che offrissero una regolare produttività su cui fare conto per la dimensione commerciale, che una bella religione che ti dice “È la domenica il giorno destinato a dio e gli altri li puoi passare a lavorare”?
Un’altra?
Cosa c’è di meglio, per avere grandi masse di lavoratori concentrati su quanto fanno sul posto di lavoro, che una bella religione a dirti che il luogo deputato a fare i conti con te stesso e con dio è la confessione da fare in chiesa alla domenica?
Un’ultima?
Cosa c’è di meglio, per avere grandi masse di lavoratori che non si facciano troppi problemi se quello che gli chiedi di fare faccia un poco schifo e sia moralmente discutibile, che una bella religione che ti assolve con una bella confessione e ti garantisce il paradiso se ti penti (sempre alla domenica, sempre in chiesa)
Evidentemente poi c’è la questione delle questioni
Cosa c’è di meglio, per avere grandi masse fanatizzate e disponibili al macello, che una bella religione che assolutizza la sua appartenenza al lato giusto, pio e santo? –qualcuno si legga la storia di Ipazia e si documenti su come si comportarono i cristiani una volta divenuti religione di stato-
Sebbene nella volgata popolare si dice che JCS è il primo socialista (non comunista che sennò….) il cristianesimo è perfettamente funzionale all’accumulazione capitalistica, ne è stato il sostegno morale e ne ha sfruttato i vantaggi (del capitalismo) durante i mille e settecento anni da Costantino via via fino a Bergoglio. Non ha caso è la religione che si è ripetutamente scissa, riformata, controriformata.
Con l’apparire sulla scena mondiale, a livello politico, sociale, demografico, di nuovi e differenti soggetti, tale centralità è andata scemando a riconferma che la religione è storia di uomini, creata da uomini, distrutta da uomini, adattata da uomini, necessaria agli uomini.
Necessaria, appunto.
Una necessità che deriva (quando evolutivamente si cominciarono a creare legami affettivi, nuclei sociali strettamente e non occasionalmente connessi) dalla paura della morte. Che, a spanne, significa qualche decina, se non centinaia, di migliaia di anni di elaborazione, di relazione, di processi mentali e pratica quotidiana. È una prassi certamente più vecchia della divisione del lavoro, della creazione del concetto di proprietà; forse ancorata al passaggio dal nomadismo di razzia ai coltivatori raccoglitori stanziali -per praticare una religiosità ci vuole un luogo dove farlo, un luogo per essere costantemente accessibile deve essere manutenuto, manutenere un preciso luogo significa avere una struttura economico/sociale affidabile, organizzata, capace di ripetersi-
Ecco dove si ancora il necessario religioso. Una delle più vecchie elaborazioni mentali dell’uomo, l’unica paura che l’evoluzione conoscitiva non ha, non battuto, nemmeno scalfito.
L’assioma delle religioni (l’aldilà) che genera testimonianze di fede addirittura sconvolgenti –si pensi ai martiri della Jihad, ai Kamikaze, a Masada ecc ecc-, assioma indimostrabile per cui fideistico nel suo accettarlo, praticarlo, condividerlo; in qualsiasi altra attività umana sarebbe deriso, sbeffeggiato se non addirittura interdetto, anche fisicamente. Che fine farebbe un parente stretto che decidesse di investire quota rilevante della sua fortuna per comperare un possedimento sul lato sud del Sole? Quale sarebbe l’esito di una riunione di famiglia o di un CdA se si scoprisse che il babbo –un babbo generico, non io- o l’AD ha dato fondo alla liquidità disponibile per studiare un sistema per raddrizzare le banane piuttosto che finanziare una ricerca mondiale sull’omosessualità delle formiche?
Ebbene; io credo sia molto più probabile riuscire a infilare un filo nella cruna di un ago sparandoci con un cannone della Bismark che credere a qualsivoglia aldilà eppure chi lascia le proprie fortune alle varie chiese esiste ed è considerato un benemerito mentre chi controlla se “i formichi” si inchiappettano tra loro e per fare questo dilapida una eredità va in manicomio.
Questo si che è potere ed esercizio del
Ciao Mauro; questo giusto come antipasto, anzi, stuzzichini con aperitivo. Il pasto sulle religioni con le prossime 4.750.000 pagine, se sopravvivete.
Sennò ci vediamo…di là
mi soddisfa molto leggere le varie interpretazioni che vengono date alla religione di qualsiasi confessione ...i punti di vista altrui fanno sempre riflettere... benvenuti i commenti...
grazie babbo per essere stato stringato le altre pagine, pochine ho visto, le pubblicherai pian piano o come dici tu ci si vedrà dall'altra parte...forse
un saluto a tutti
Leggo solo ora questo argomento e siccome ultimo mi ha chiesto chiarimenti cerco di rispondere.
ultimo... non è importante le esperienze che si abbiano nella vita che per molti potrebbero sembrare noiose. Il concetto che volevo esprimere è che per me che la gente sia religiosa e di quale chiesa sia seguace importa poco. Mi interessano i progetti comuni e i valori comuni che comunque ci sono. Non mi colpisce in cosa o in quale dio la gente crede ma il come lo manifesta. E' nel "come" che posso cogliere estremismi, fanatismi, voglia di plagiare etc. che mi danno fastidio e ai quali mi ribello. E' stupendo, viaggiare, vedere chiese cattoliche, anglicane, protestanti, moschee, minareti. Credo nella libertà di fede per chi ne ha una. Io mi considero atea e completamente laica, ma non avendo pregiudizio verso razze, fedi, mi considero fortunata perchè ho scoperto che i punti di sintesi ci sono sempre quando si voglia e quando si è aperti agli altri senza pregiudizio.
Per me, e rispondo alla domanda di Kirk (Mauro) la religione non è nè strada maestra assoluta e per tutti e neanche oppio dei popoli. Nella nostra società occidentale trovo che l'oppio dei popoli siano il potere, il denaro, il successo. E in nome di questi molta gente venderebbe anche l'anima al diavolo o si abbrutisce mentalmente.
Mi danno fastidio i pontificatori che salgono sul banchetto come fossero in Central Park e parlano di un IO che se diventa super, ossia un accentramento su se stessi, su un ego smoderato possono diventare più pericolosi di una persona che se ne vada tranquilla a fare le sue preghiere. E midanno fastidio le pseudo religioni a pagamento che plagiano le menti togliendo la libertà di pensiero.
Wow! Consonanza, i miei più sinceri complimenti.
Ho sempre ammirato chi gode del dono di una sintesi che però non riduca la comprensione e pare che questo dono sia tuo.
Concordo; pienamente condivido e supporto.
L'individuo ed il suo "portato"; questo è il nucleo omogeneo primario.
Questo, nella tua ottima sintesi, il concetto della responsabilità individuale che normalmente è inteso nell'ambito legale o politico-legale, ma che tu estendi, giustamente, a ulteriori ed importanti aspetti del manifestarsi di una persona. La responsabilità soggettiva che permea anche gli aspetti espressivi, di pratica quotidiana, di atteggiamenti.
Perfino nelle cose belle vale questo meccanismo.
Io sono uno che bacia benissimo (eheheh) e mal tollererei che si generalizzasse dicendo "gli uomini baciano bene". La regola è "Marco bacia molto bene; Luigi benino e quell'altro pessimamente"
A parte gli scherzi -io comunque bacio benissimo!- credo che tu sia riuscita a mettere in evidenza il giusto criterio per misurare (giudicare) le differenti espressioni del soggetto, Uomo.
Consonanza grazie per la risposta. Avendo io scritto "Ogni religione è una parola del concetto semplice di Dio. Qualcuna più adeguata qualcun'altra meno" penso di trovarmi in linea con le tue precisazioni. Ma la mia richiesta era un'altra. Non mi interessano le discussioni teoriche su Dio, ognuno la può pensare come vuole, tanto più che a parlare di Dio siamo tutti degli incompetenti perché è qualcosa che ci supera, esista o no. Io poi sono tra gli ultimi a poterlo fare. A me interessano le esperienze vissute. E' su queste che può iniziare un dialogo. Tutto il resto sono chicchere, non mi sconvolgono. Sulle esperienze dirette invece nessuno si può arrogare il diritto di fare delle critiche e talune esperienze fanno pensare, da qualunque parte arrivino. Tu avevi cominciato bene, mi sarebbe piaciuto un seguito, questo sì sarebbe stato costruttivo.
ho aperto questo forum nella speranza di avere più opinioni con moderazione
devo dire che per il momento questo scopo è stato raggiunto...
voglio ringraziare tutti coloro che vi stanno partecipando
mauro