Si sa, di solito in una coppia la donna è il partner che di fatto sceglie definitivamente l'altro. E' dimostrato che, seguendo i lineamenti tipici degli interessi di controparte, l'uomo non è "cacciatore" ma "cercatore" mentre la donna non è "preda" ma "degustatrice". Se si preferisce, si potrebbe sintetizzare l'uomo coma la "domanda" mentre la donna come l' "offerta", con la variante che solo la domanda sarebbe possibile generare artificiosamente, vista la natura tipica degli attori in campo. Da qui, normalmente la donna ha almeno una marcia in più rispetto all'uomo per trovare un partner.In ogni caso, l'unico consiglio per mettersi in gioco è riposto nella propria disponibilità dimostrata di conoscere e lasciarsi conoscere.
Altro sarebbe pura demagogia!!! E la "domanda" nasce spontanea..ma gli uomini hanno molta piu' paura di rimettersi in gioco?? Mi viene questo pensiero :) :)
Ciao:) nella mia esperienza personale e sociale...avviene l'esatto contrario...le più paurose sono le donne..
Oppure più desiderose di mantenere un'indipendenza fisica e psicologica conquistata spesso con dolore
non posso parlare per tutti gli altri uomini...perchè credo nel mio piccolo di essere diverso...quasi unico...e questo lo verifico confrontandomi...non per immodestia...il punto è che per quanto mi riguarda non ho nessun problema a rimettermi in gioco...anzi l'ho già fatto in un passato recente ed anche ora...finita da qualche mese la mia storia precedente...dopo un periodo in cui ho avuto bisogno di un attimo per leccarmi le ferite ...eccomi qui di nuovo in pista virtualmente sposato e felice...con una intelligente ed ironica signora della chat....con la quale stiamo provando a conoscerci a fondo per incontrarci e scoprire se quello che proviamo è vero nonostante le distanze...vada come vada in questo momento meravigliose sensazioni che credevo sopite per sempre  mi avvolgono e le terrò con me fino all'ultimo dei miei giorni...
ps. ero entrato in chat solo per amicizia ...ma il karma a volte è misterioso e birichino 
ps.del ps. ten.Uhura...un bacio 
Francysca ha scritto: Si sa, di solito in una coppia la donna è il partner che di fatto sceglie definitivamente l'altro. E' dimostrato che, seguendo i lineamenti tipici degli interessi di controparte, l'uomo non è "cacciatore" ma "cercatore" mentre la donna non è "preda" ma "degustatrice". Se si preferisce, si potrebbe sintetizzare l'uomo coma la "domanda" mentre la donna come l' "offerta", con la variante che solo la domanda sarebbe possibile generare artificiosamente, vista la natura tipica degli attori in campo. Da qui, normalmente la donna ha almeno una marcia in più rispetto all'uomo per trovare un partner.In ogni caso, l'unico consiglio per mettersi in gioco è riposto nella propria disponibilità dimostrata di conoscere e lasciarsi conoscere.
Altro sarebbe pura demagogia!!! E la "domanda" nasce spontanea..ma gli uomini hanno molta piu' paura di rimettersi in gioco?? Mi viene questo pensiero :) :)


della parte in grassetto non ho capito niente. l'uomo domanda e la donna offre? e la domanda naturale sostituita con quella artificiale di chi o di cosa? "la natura tipica degli attori in campo"... sarebbe un modo alternativo per dire uomini e donne?
"la donna ha almeno una marcia in più per trovare un partner (almeno, magari sono due)". ehm... per ogni uomo ci sono 1.3 donne.
io so che ogni donna che sceglie si prende un uomo, quindi il bilancio è sempre 1=1 e a restare fuori è quel 0,3 di donne.

ah, forse adesso ho capito la faccenda dell'offerta! la donna si mette lì e si offre, poi sceglie da chi farsi comprare. è così?
scusa la domanda: e se non la vuole nessuno, la marcia in più in che consiste?
artmk59 ha scritto: ps.del ps. ten.Uhura...un bacio 


Capitano Kirk... sempre fiera di far parte del tuo equipaggio:-)) ed esplorare nuove galassie mi entusiasma...:-))
E poi... che dirti? Io vivo un rapporto sentimentale con un'altra galassia quindi davvero... al cuor non si comanda:-))
blauereiter ha scritto:
Francysca ha scritto: Si sa, di solito in una coppia la donna è il partner che di fatto sceglie definitivamente l'altro. E' dimostrato che, seguendo i lineamenti tipici degli interessi di controparte, l'uomo non è "cacciatore" ma "cercatore" mentre la donna non è "preda" ma "degustatrice". Se si preferisce, si potrebbe sintetizzare l'uomo coma la "domanda" mentre la donna come l' "offerta", con la variante che solo la domanda sarebbe possibile generare artificiosamente, vista la natura tipica degli attori in campo. Da qui, normalmente la donna ha almeno una marcia in più rispetto all'uomo per trovare un partner.In ogni caso, l'unico consiglio per mettersi in gioco è riposto nella propria disponibilità dimostrata di conoscere e lasciarsi conoscere.
Altro sarebbe pura demagogia!!! E la "domanda" nasce spontanea..ma gli uomini hanno molta piu' paura di rimettersi in gioco?? Mi viene questo pensiero :) :)


della parte in grassetto non ho capito niente. l'uomo domanda e la donna offre? e la domanda naturale sostituita con quella artificiale di chi o di cosa? "la natura tipica degli attori in campo"... sarebbe un modo alternativo per dire uomini e donne?
"la donna ha almeno una marcia in più per trovare un partner (almeno, magari sono due)". ehm... per ogni uomo ci sono 1.3 donne.
io so che ogni donna che sceglie si prende un uomo, quindi il bilancio è sempre 1=1 e a restare fuori è quel 0,3 di donne.

ah, forse adesso ho capito la faccenda dell'offerta! la donna si mette lì e si offre, poi sceglie da chi farsi comprare. è così?
scusa la domanda: e se non la vuole nessuno, la marcia in più in che consiste?

Caspiterina..perbacco, qui andiamo giù duro...Dipende sempre.."dall'offerta che si fa" ed essere ben consapevoli di essere persone sicure di se stesse..ed avere una gran carica di autostima...difficilmente esiste una donna ..che nessuno vuole..
Francysca ha scritto: Caspiterina..perbacco, qui andiamo giù duro...Dipende sempre.."dall'offerta che si fa" ed essere ben consapevoli di essere persone sicure di se stesse..ed avere una gran carica di autostima...difficilmente esiste una donna ..che nessuno vuole..


Duro? A me invece sembra tu vada sempre lunga. Le donne qui, le donne là... Ma tu li leggi i forum? CuoreAmoreDolore non lo scriviamo noi, eh!
"L'offferta che si fa... etc.etc.". Queste frasi astratte che non dicono nulla... sembra "l'importante è essere sé stessi", "vivi e lascia vivere" e altre formule da serate agli Alcolisti Anonimi.
TU che offerta fai? Perché è miseramente fallita fino adesso?

difficilmente esiste una donna che nessuno vuole :shock: ... esistono MILIARDI di donne che nessuno vuole. a meno che per "volere" tu non intenda "essere disposti a darglielo per un'oretta". anche in questo caso, ne restano molte centinaia di milioni che nessuno prenderebbe neanche dietro ricompensa.
Francysca ha scritto:
blauereiter ha scritto:
Francysca ha scritto: Si sa, di solito in una coppia la donna è il partner che di fatto sceglie definitivamente l'altro. E' dimostrato che, seguendo i lineamenti tipici degli interessi di controparte, l'uomo non è "cacciatore" ma "cercatore" mentre la donna non è "preda" ma "degustatrice". Se si preferisce, si potrebbe sintetizzare l'uomo coma la "domanda" mentre la donna come l' "offerta", con la variante che solo la domanda sarebbe possibile generare artificiosamente, vista la natura tipica degli attori in campo. Da qui, normalmente la donna ha almeno una marcia in più rispetto all'uomo per trovare un partner.In ogni caso, l'unico consiglio per mettersi in gioco è riposto nella propria disponibilità dimostrata di conoscere e lasciarsi conoscere.
Altro sarebbe pura demagogia!!! E la "domanda" nasce spontanea..ma gli uomini hanno molta piu' paura di rimettersi in gioco?? Mi viene questo pensiero :) :)


della parte in grassetto non ho capito niente. l'uomo domanda e la donna offre? e la domanda naturale sostituita con quella artificiale di chi o di cosa? "la natura tipica degli attori in campo"... sarebbe un modo alternativo per dire uomini e donne?
"la donna ha almeno una marcia in più per trovare un partner (almeno, magari sono due)". ehm... per ogni uomo ci sono 1.3 donne.
io so che ogni donna che sceglie si prende un uomo, quindi il bilancio è sempre 1=1 e a restare fuori è quel 0,3 di donne.

ah, forse adesso ho capito la faccenda dell'offerta! la donna si mette lì e si offre, poi sceglie da chi farsi comprare. è così?
scusa la domanda: e se non la vuole nessuno, la marcia in più in che consiste?

Caspiterina..perbacco, qui andiamo giù duro...Dipende sempre.."dall'offerta che si fa" ed essere ben consapevoli di essere persone sicure di se stesse..ed avere una gran carica di autostima...difficilmente esiste una donna ..che nessuno vuole..

Francysca... come già ho scritto altre volte, certi argomenti, personalmente, mi fanno venire l'orticaria:-)) ma non in quanto tali, per carità, ma per il modo come vengono trattati. Non so... siamo non coetanee ma sicuramente dello stesso periodo storico e mi sono più volte chiesta che tipo di esperienza o non esperienza tu abbia avuto per poter affermare con certezza alcune cose. Sono estratti da tue letture o frutto di tua esperienza? Mi sembra tutto molto astratto e senza anima... come se fosse un trattato tu come siano gli uomini e le donne. Bene, io mi sono sempre rifiutata di catalogare le persone per sesso e soprattutto nelle tue parole emerge sempre un quadro della donna che a mio avviso non collima con la realtà. E, se posso essere sincera fino in fondo, credo che se le donne a 60 anni ragionano come te, si scavano la fossa da sole. Sta mania, molto femminile, di vivere il maschio come qualcosa di lontano, un nemico, o un qualcuno che ci debba giudicare o assolutamente conquistare. Boh... le donne si imprigionano da sole nei loro ragionamenti e, fidati, ho esperienza per poterlo affermare. E, poi, non è vero che tutte le donne sono volute... ci sono tipologie di donne per cui il lavorare su se stesse, per acquisire stima di se stesse... le porta all'eccesso opposto... ossia si sentono talmente perfette che nessun uomo le vuole... proprio perché questo lavoro di autostima perde il senso del voler bene a se stesse... ma una ulteriore sfida verso l'uomo... con cui in fondo non vogliono molto in comune, ma solo... distanziarsi ancora di più.. Consapevolezza si... autostima si... conoscere il proprio valore si... ma non facciamone un vessillo per diventare presuntuose. Poi, davvero, ci condanniamo alla solitudine. Francysca... stiamo coi piedi per terra... il mondo funziona diversamente:-))
Ri-mettersi in gioco - al di là di tante parole credo non sia una cosa che si può decidere del tutto razionalmente: puoi decidere di non rischiare più, di usare meglio la testa, puoi decidere di essere solo tu al centro del tuo mondo, e poi ti capita un incontro, o anche una giornata di sole che ti fa venire quella voglia di tornare a sentire sensazioni che erano proprie dell'adolescenza, a darti una visione nuova delle persone che ti circondano, in definitiva, a farti rimettere in gioco.
Quindi, perchè no? Vale per le donne e per gli uomini - Domanda-offerta, sono concetti economici che non si dovrebbero applicare alle persone, anche se incosciamente o meno tanti ragionamenti si fanno. Però ha ragione Consonanza secondo me, può essere che siano di più le donne refrattarie al rimettersi in gioco, se non con paletti bene in vista (esempio: ognuno a casa sua).
Ognuno a casa sua...e' il minimo...a monte vedo nelle donne spesso ansia da prestazione...un catalogare pensieri parole rapporti...ancor prima che nascano. Un modello perfetto...ma dove esiste? Ma al contempo una diffidenza verso l'uomo...e quindi si arroccano su pensieri letti sui libri. La vita è più fluida....più sfumata...e se una e' blindata dentro certo difficile se ne accorga
Qualche giorno fa mi scrive una (non qui), dopo che le avevo detto "no grazie": "ti arrendi così facilmente? e dov'è la combattività da Cavaliere Nero? però vuoi mettere la caccia vera! Il sudore, la fatica...purtroppo la tecnologia ci sta togliendo anche questi antichi piaceri...a noi donne che piacevano tanto gli sguardi predatori...che annunciavano l'imminente attacco... Ora anche noi con il catalogo in mano a scegliere....mah!... etc. etc."

Le ho chiesto se fosse in guerra con qualcuno, e si è scusata. Ora, a parte questo caso limite, è effettivamente diffusa quest'immagine che l'uomo "bruto e ferino" attenti alla virtù di donzelle che fingono di fuggire. Esse si pascono dell'idea di essere loro a scegliere, di avere il potere...
Sì, hanno il potere di dire di no, ma quello ce l'ho anch'io e ogni altro maschio. Quest'idea di essere prede è pura e semplice vanità, un'illusione di scelta.

Parlando con mia figlia, le ho chiesto come si sente ad essere corteggiata, confessandole che era un curiosità per me difficile da soddisfare, quindi glielo chiedevo come donna.
Mi ha risposto: "Papà, dopo un po' è una cosa che stufa, perché mica è detto che ti corteggino sempre quelli che vorresti lo facessero: devo dire dei no e qualcuno è un amico e mi dispiace. Poi non sai mai bene perché escono con te, se vogliono qualcos'altro che non mi aspetto. E' stressante. Così, l'ultimo l'ho scelto io".

Ecco: una ragazza di 19 anni sceglie così, non mettendosi in vetrina e scartando quelli che arrivano questo no questo sì.

Non riferendomi solo a questo post, devo dire che nel sito vedo molta mentalità vecchia. Nel senso di decrepita.
nina57 ha scritto: Ri-mettersi in gioco - al di là di tante parole credo non sia una cosa che si può decidere del tutto razionalmente: puoi decidere di non rischiare più, di usare meglio la testa, puoi decidere di essere solo tu al centro del tuo mondo, e poi ti capita un incontro, o anche una giornata di sole che ti fa venire quella voglia di tornare a sentire sensazioni che erano proprie dell'adolescenza, a darti una visione nuova delle persone che ti circondano, in definitiva, a farti rimettere in gioco.
Quindi, perchè no? Vale per le donne e per gli uomini - Domanda-offerta, sono concetti economici che non si dovrebbero applicare alle persone, anche se incosciamente o meno tanti ragionamenti si fanno. Però ha ragione Consonanza secondo me, può essere che siano di più le donne refrattarie al rimettersi in gioco, se non con paletti bene in vista (esempio: ognuno a casa sua).

Quando l’essere single diventa la nostra normalità o una condizione dalla quale non riusciamo a prescindere, potrebbe essere sintomo di una paura a legarsi a qualcuno. Ciò potrebbe essere frutto di una grande delusione subita in passato, per cui non siamo più in grado di lasciarci andare e di fidarci dell'altro.( questo cara Consonanza l'abbiamo provato in molte ..me in primis )Stare da soli non significa essere tristi, significa godersi il momento, la giornata, i mesi, gli anni, rilassarsi e vivere la vita. ...in tutto questo ..non ho perso il desiderio di amare di nuovo..Vivere l’amore è probabilmente l’emozione più forte e piena di magia che si possa provare, un regalo della vita...Specifico che " domanda" e "offerta" ..non e' un mercato delle occasioni ..Blauereiter ..ma era un pensiero posato con troppa(forse) ironia. Fra le tante risposte la tua nina 57..mi e' piaciuta molto
Grazie Francysca :D
io credo si parli troppo di amore, uomini e donne, relazioni, sentimenti ecc ecc troppe parole, troppo elaborate, troppi concetti e classificazioni inutili.
Mettersi in gioco, rimettersi in gioco è solo una voglia primaria che hai di star bene o di sentirti viva e questo succede se trovi qualcuno che tocca qualche corda e la fa vibrare di nuovo.
Tutto il resto, la testa, i ragionamenti, lasciano il tempo che trovano. Arrivano dopo, quando ti sei già rimessa in gioco e allora devi fare i conti anche con la razionalità.
Come dici tu, vivere l'amore è un regalo della vita, e come fai a non rimetterti in gioco? E poi senti, siamo single, probabilmente dopo anni di matrimoni/convivenze dove l'amore dei primi tempi, quello che ti fa battere il cuore e sentire le farfalle nello stomaco (cito da harmony/storia d'amore sul forum di farasabina :D ) ormai è solo un lontano, lontano ricordo, ben venga innamorarsi di nuovo, ma ben vengano anche la paura di non essere amate o quella di essere lasciate - è comunque SENTIRE, non essere appiattiti.
buona serata!
Francysca ha scritto: [.[/
Quando l’essere single diventa la nostra normalità o una condizione dalla quale non riusciamo a prescindere, potrebbe essere sintomo di una paura a legarsi a qualcuno. Ciò potrebbe essere frutto di una grande delusione subita in passato, per cui non siamo più in grado di lasciarci andare e di fidarci dell'altro.( questo cara Consonanza l'abbiamo provato in molte ..me in primis )Stare da soli non significa essere tristi, significa godersi il momento, la giornata, i mesi, gli anni, rilassarsi e vivere la vita. ...in tutto questo ..non ho perso il desiderio di amare di nuovo..Vivere l’amore è probabilmente l’emozione più forte e piena di magia che si possa provare, un regalo della vita...Specifico che " domanda" e "offerta" ..non e' un mercato delle occasioni ..Blauereiter ..ma era un pensiero posato con troppa(forse) ironia. Fra le tante risposte la tua nina 57..mi e' piaciuta molto

Questo lo capisco... ed è un altro discorso da quello di prima su uomini e donne:-)).. e lo condivido. A mio avviso il ri-mettersi in gioco è un processo spontaneo, che inizia già la mattina quando ci svegliamo e non valutiamo che vivere sia solo respirare.... ed essere single, a tutti capita o capitato qui, è uno stato mentale ed emotivo, non certo fisico con cui purtroppo spesso bisogna fare i conti e non si può scansare. Poi la vita se siamo ricettivi da sola trova la soluzione:-)). L'anno scorso, Francysca, sono uscita dalla mia terza lunga relazione ed è stata mia figlia di 21 anni che mi ha aiutata... perché io a mia volta dovevo aiutare lei a venir fuori dalla fine della sua storia di 4 anni:-)).
Bellissimo argomento, sulla base della mia esperienza ad avere piu' paura è la donna ma per un motivo molto logico, la donna è molto piu' mentale dell'uomo per sua natura, in tutto la donna ha la capacita' di vedere piu' lontano quindi nel momento in cui due persone si avvicinano e iniziano un dialogo piu' profondo istintivamente è la donna a porsi piu' domande.
La frase rimettersi in gioco per me ha un significato molto relativo, nel momento in cui una persona è sola sia uomo che donna si è sempre in gioco, da single ci si relaziona con persone nuove in modo molto diverso rispetto a chi non è solo, si è piu' attenti, si cerca istintivamente di leggere tra le righe cercando di capire chi abbiamo di fronte. In fondo non siamo fatti per essere soli, un uomo e una donna sono cosi' diversi proprio perchè unendosi raggiungono la perfezione, cio' che manca a uno lo apporta l'altro, non sto parlando di sola fisicita' ovviamente ma anche a livello mentale