S’un casto amor, s’una pietà superna, s’una fortuna infra dua amanti equale, s’un’aspra sorte all’un dell’altro cale, s’un spirto, s’un voler duo cor governa; s’un’anima in duo corpi è fatta etterna,5 ambo levando al cielo e con pari ale; s’amor d’un colpo e d’un dorato strale le viscer di duo petti arda e discerna; s’amar l’un l’altro e nessun se medesmo, d’un gusto e d’un diletto, a tal mercede10 c’a un fin voglia l’uno e l’altro porre: se mille e mille, non sarien centesmo a tal nodo d’amore, e tanta fede; e sol l’isdegno il può rompere e sciorre.
Ciao Rock, ben tornato nel Forum , e piccola replica per le rime :lol:

Mille rimedi invan l’anima tenta:
poi ch’i’ fu’ preso alla prestina strada,
di ritornare endarno s’argomenta.
Il mare e ’l monte e ’l foco colla spada:
in mezzo a questi tutti insieme vivo.
Al monte non mi lascia chi m’ha privo
dell’intelletto e tolto la ragione
Complimenti ad entrambi!
Non fa rima ma bravi!
Ben tornato Roccia!
Poeta mio poeta vagabondo
Sei un cattivo esempio
Per la gente come noi
A fare come te si puo scoprire
Che vivere non e
Cercare dei perche
Ma usar la bocca gli occhi e il cuore
Poeta mio poeta per amore
Per gioia per dolore
Per antica liberta
Chissa
Quando ti somigliero
Ma tutto quel che so
E' che succedera
Vinicius grazie, sarava

Poeta, meu poeta camarada
Poeta da pesada,
Do pagode e do perdao
Perdoa essa cançao improvisada
Em tua inspiraçao
De todo o coraçao,
Da moça e do violao, do fundo,
Poeta, poetinha vagabundo
Quem dera todo mundo fosse assim feito voce
Que a vida nao gosta de esperar
A vida e pra valer,
A vida e pra levar,
Vinicius, velho, sarava

Omaggio al grande Vinicius de Moraes

Poeta, poetinha vagabundo
Virado, viramundo,
Vira e mexe, paga e ve
Que a vida nao gosta de esperar
A vida e pra valer
A vida e pra levar
Vinicius, velho, sarava
Poeta mio poeta vagabondo
Sei un cattivo esempio
Per la gente come noi
A fare come te si puo scoprire
Che vivere non e
Cercare dei perche
Ma usar la bocca gli occhi e il cuore
Poeta mio poeta per amore
Per gioia per dolore
Per antica liberta
Chissa
Quando ti somigliero
Ma tutto quel che so
E' che succedera
Vinicius grazie, sarava

Poeta, meu poeta camarada
Poeta da pesada,
Do pagode e do perdao
Perdoa essa cançao improvisada
Em tua inspiraçao
De todo o coraçao,
Da moça e do violao, do fundo,
Poeta, poetinha vagabundo
Quem dera todo mundo fosse assim feito voce
Que a vida nao gosta de esperar
A vida e pra valer,
A vida e pra levar,
Vinicius, velho, sarava

Omaggio al grande Vinicius de Moraes

Poeta, poetinha vagabundo
Virado, viramundo,
Vira e mexe, paga e ve
Que a vida nao gosta de esperar
A vida e pra valer
A vida e pra levar
Vinicius, velho, sarava
Era d'Agosto e il povero uccelletto
Ferito dallo sparo di un moschetto
Andò per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.

Dalla tendina del confessionale
Il parroco intravvide l'animale
Mentre i fedeli stavano a sedere
Recitando sommessi le preghiere.

Una donna che vide l'uccelletto
Lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio
Pio pio, pio pio, pio pio.

Qualcuno rise a sto cantar d'uccelli
E il parroco, seccato urlò: "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
Di lasciare la casa del Signore!"

I maschi un po' sorpresi a tal parole
Lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale
e: "Fermi - disse - mi sono espresso male!

Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!"
a testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte usciron pian piano.

Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.

"Per tutti i santi - gridò il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano.

Ben celata in un angolo appartato
Una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci mancò poco si sentisse male

e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo? Se n'è accorto!"
Non ha l’ottimo artista alcun concetto c’un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio, e solo a quello arriva la man che ubbidisce all’intelletto. Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto,5 in te, donna leggiadra, altera e diva, tal si nasconde; e perch’io più non viva, contraria ho l’arte al disïato effetto. Amor dunque non ha, né tua beltate o durezza o fortuna o gran disdegno,10 del mio mal colpa, o mio destino o sorte; se dentro del tuo cor morte e pietate porti in un tempo, e che ’l mio basso ingegno non sappia, ardendo, trarne altro che morte.
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono:
del vario stile in ch’io piango et ragiono,
fra le vane speranza e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
La parte iniziale non la scrivo sarebbe troppo facile indovinarla.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
roccia1962_2 ha scritto: La parte iniziale non la scrivo sarebbe troppo facile indovinarla.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte..

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Veramente la conoscono tutti la provenienza, ma quello è il testo apocrifo.
L' originale è lo seguente, messere....

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai nel cul una matita.
Ahi che pene! Ahi che dolori!
Era una BIC a 12 colori….

Poi mi girai, ma non potei far manco un passo
che mi si fiondò nel deretan un gran compasso.
Ahi quanto a dir quanto era duro
esto manico selvaggio e aspro e forte
che nel pensier rinova la paura
di ritrovarmi inchiappettato a morte!


:mrgreen:

Ovviamente non continuo per pura decenza...
cron