Melancolie


Sotto gli archi
dell’ Hotel de la plage
sera cupa; Ottobre

Pioggia forte, battente
portata da raffiche di vento
muove passi di danza
cola per rivoli confusi
si mischia al mare

Rue de la marina
strada che sale leggera
luci color di Corsica
case vuote, spente. Sole

Del mare solo la voce
la pioggia copre tutto
riflette l’ocra luce di lanterne attonite

L’ asfalto mosso disegna
percorsi fantastici all’acqua

Non toccate nulla, per favore
lasciate che ancora, un’ altra volta
la poesia possa compiersi
Il Culo !


Oggi ho dato via il culo!
politicamente parlando
ma anche…pacatamente

C’è un sottile gusto erotico
nel perdere la verginità
alla mia non più giovine età

Come gli Altri, tanti degli Altri;
interesse personale, non più cuore
“Encore mieux: coeur qu’il va avec…”

Un lucido calcolo di convenienza
rintuzzando metodicamente
coscienza, coerenza, disgusto e morale

Come in vacanza a Rimini il quindici d’Agosto,
un sacco di gente vicina d’ombrellone;
così, fatta la scelta,
non più minoranza eterna, spocchiosa élite.
Animale protetto in via d’estinzione

E’ talmente bello trovare tanti amici!
Chi, dandoti una pacca sulle spalle, esclama “era ora!”
chi, facendo da chaperon, ti presenta al circolo

Anch’io ora potrò dedicarmi
al grande gioco del negare l’evidenza,
apprendere il linguaggio dei luoghi comuni

Godrò, infine, di sentimenti finora negati
l’invidia; farò la spia!
la gelosia; tramerò alle spalle!
l’ipocrisia; a recitar buonismo

Si spalancano territori sconosciuti
dove dare libero sfogo al mio peggio
politico, morale, sociale
Nell’immensa prateria dell’opportunismo
potrò cavalcare a rotta di collo

“io non sono razzista ma…”
quanto mi è mancata questa frase!
Sarà, finalmente, tutto un
“…in un certo modo …in un certo ambiente”

E ‘fanculo Giorgio Gaber
ed il suo gabbiano ipotetico