Salve a tutti come avrete letto nel titolo mi piace scrivere ( ma mi piacciono mille altre attività ! ) .Scrivo d'impeto e difficilmente mi blocco perchè non so come continuare . Mi piacerebbe postare qualcosa per conoscere la vostra opinione anche perchè mi piacerebbe pubblicare ma prima vorrei sapere l'opinione di molte persone in modo da potermi correggere dai molti errori che sicuramente faccio e non mi accordo !
siamo in tanti a condividere questo gesto a volte catartico ...!!!
buona giornata :D
Ho letto il tuo profilo, da cui emerge che coltivi la tua vena creativa in diversi campi. Ciò mi sembra un gran bene, indipendentemente dal livello qualitativo dei risultati, perché dare sfogo a inventiva e creatività aiuta a trovare un equilibrio (dinamico) con noi stessi, e favorisce anche l'autocritica (merce rara) e il desiderio di migliorarsi, ottima medicina contro l'invecchiamento.

Dici di voler sottoporre degli scritti, qui dentro. Prima domanda: lo sai, vero, che ci sono luoghi assai più qualificati dal punto di vista dell'audience? Luoghi in cui la gente articola e motiva per bene le sue osservazioni su quanto gli fai leggere? Writer's Dream è uno di questi: la più grande comunità italiana di aspiranti scrittori.
Seconda domanda: perché vuoi farci leggere quello che scrivi? Fatti un esame di coscienza - se già non l'hai fatto - e risponditi sinceramente: per avere delle critiche (costruttive), per farti conoscere o per sentirti rassicurata? Perché qui dentro tutti ti diranno che sei bravissima, anche se non fosse vero. Serve molto alla rassicurazione, molto poco a migliorare la tua scrittura.

Terza cosa (invito): PRIMA di sottoporci le tue fatiche, sarebbe utile per tutti tu le introducessi con una presentazione della tua epica e della tua poetica. Di solito si fa proprio così: prima si spiegano i perché, poi si sottopone la concretizzazione espressiva di quei perché.
Ciao KwisatzHaderach
ho letto la tua risposta con attenzione. Mi sembrano osservazioni corrette , giuste.
Non conoscevo questa comunità di lettori che hai citato ma appena ho un attimo di tempo la cercherò volentieri . Io conosco solo quella aperto dalla scuola di Milano Belleville http://www.typee.it .ho detto di voler proporvi qualcosa di mio più che altro per sapere se qualcuno ha il mio stile di scrittura o medesimi soggetti anche se devo ammettere che si sicuramente a volte qualche rassicurazione serve all'ego!
Se devo presentarmi o presentare i miei scritti (mi sembra esagerato definirla poetica ! ) non so cosa esattamente o precisamente dovrei dirvi ! Scrivo semplicemente quando mi viene voglia e quindi solo per piacere . Scrivo di getto.
Scrivo ma mi dedico anche a tante altre attività che hanno in comune lo sfogo di una dose di creatività non indifferente ! Ero già in passato sempre ricca di fantasia ma dal 2009 una patologia ha avuto il merito di avermela esponenzialmente aumentata. La necessità di dedicarmi a qualcosa di creativo , che sia scrivere o disegnare o cucire o etc etc è decisamente vitale non ne posso fare a meno , è più forte di me.
Non so se questa come mia descrizione !
grazie
N.B.ti invierò un messaggio per alcune cose che ho percepito se non ti disturbo
paolach ha scritto: N.B.ti invierò un messaggio per alcune cose che ho percepito se non ti disturbo


No non mi disturbi. Qualunque cosa sia espressione di inventiva non mi disturba. A me cascano le palle solo quando leggo banale ripetitività rituale di uno status quo di cui si sogna la permanenza nei secoli.

Giusto perché tu lo sappia: per 4 anni ho fatto il critico/correttore di bozze per una casa editrice online, sia su racconti che romanzi. Era un'attività a tempo perso (il mio lavoro è un altro) ma che ho intrapreso perché volevo capire cosa passa per la testa a questo popolo di scrittori (nonché navigatori, poeti, eroi eccetera). La cosa più evidente è la loro presunzione: molti pensano di essere profondi, spiritosi, interessanti, e non è così. Ne consegue che il mio lavoro era stressante: nel 90% dei casi era roba da buttare al secchio immediatamente, che invece mi toccava leggere da cima a fondo, a me che non sono masochista.

Dimenticavo: la suddetta casa editrice forniva a noi critici anche una sorta di manualetto con indicazioni su COME svolgere una critica (cosa guardare del testo, come classificarlo, etc.). Era abbastanza completo. Ora penso che PRIMA dei critici avrebbero dovuto leggerlo gli "scrittori".
paolach ha scritto: Salve a tutti come avrete letto nel titolo mi piace scrivere ( ma mi piacciono mille altre attività ! ) .Scrivo d'impeto e difficilmente mi blocco perchè non so come continuare . Mi piacerebbe postare qualcosa per conoscere la vostra opinione anche perchè mi piacerebbe pubblicare ma prima vorrei sapere l'opinione di molte persone in modo da potermi correggere dai molti errori che sicuramente faccio e non mi accordo !
siamo in tanti a condividere questo gesto a volte catartico ...!!!
buona giornata :D


Ciao paolach! Ho letto il tuo profilo e lo trovo molto schietto e ricco della tua creatività. Che bella cosa che tu abbia trovato il canale della creatività per esprimere tutta l'energia positiva che ti contraddistingue.
Non so cosa ti sia successo, come scrivi, anni fa ma é un esempio di tutto rispetto la tua volontà di espressione interiore attraverso tutto ciò che sai creare.

Scrivere è una dote, come sorridere, accogliere, abbracciare, essere empatici...non si impara, lo si è!
E credo che molte cose della vita vadano prese con semplicità, anche con le imperfezioni che le rendono uniche, genuine, inimitabili. E gli errori servono eccome! Altrimenti come si potrebbe imparare?!
Un buon maestro è colui che non ricorre la perfezione ma rende la debolezza, l’errore, la fragilità elementi utili, tragici certo, ma fondamentali, per essere artisti nel senso più stretto. L'individualità ha un grande valore. E mi chiedo se forse un buon maestro non sia anche colui che aiuta l’allievo a scoprire non tanto il suo lato onnipotente, quanto la sua «divinità», per dirla con Giordano Bruno:" non dimentichiamo che siamo divini", dice il filosofo, "che siamo noi la causa di noi stessi" e "possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco"!
:D
Continua a fare e a creare ciò che ti piace, ciò che ami e ciò che ti fa star bene..sarà un piacere condividerlo. Grazie
Condivido un piccolo scritto che dal titolo potrebbe essere attinente al sito !
non cerco lodi ma vorrei solo sperare di suscitare un moto di allegria, una risatina anche soffocata insomma una lucina inaspettata in questa giornata di pioggia !


Il Principe blu cobalto


C’era una volta un principe azzurro che per colpa di un lavaggio sbagliato in lavatrice era diventato di colore rosa ed era lo zimbello del reame.
Rapidissimamente la fama del Principe rosa valico i confini alla velocità mediatica dei cellulari. Dalla parte opposta del reame viveva in una piccola cittadina , una ragazza di buoni principi , morigerata e sognatrice.
Il suo unico hobby era quello di suonare la chitarra in un gruppo rock di sole donne chiamato “Le dragonesse svolazzanti” .
Destino volle che il principe rosa e il gruppo delle Dragonesse furono invitati allo stesso talk show condotto da Maria De Filippi .
Il gruppo ovviamente, per una esibizione musicale e il principe rosa invece , per partecipare ad un dibattito a tavola rotonda sulla decadenza dei costumi e su quale fosse il significato odierno di una democrazia monarchica.
Le dragonesse dal canto loro erano anarchiche e apolitiche e per finire
laiche e non credenti .
Dietro il palco in attesa del loro turno avvenne lo scontro più che l’incontro . Mentre la giovine di nome Gesualda stava dipingendo , per dare una rinfrescata
Il logo del gruppo sulla batteria , venne travolta dal Principe rosa che stava cerando disperatamente i suoi occhiali .
Fu così che il barattolo di vernice blu cobalto si schiantò per terra raggiungendo
Con gli schizzi un raggio di un centinaio di metri .
Gesualda e il principe rosa , ora mutato in blu cobalto si guardarono in cagnesco per dieci minuti; il tempo necessario per togliere lo strato di blu cobalto posatosi sulle loro labbra.
Dopodiché i due dettero un saggio delle loro capacità verbali denigratorie .
Dall’altro lato però , incominciò imprevedibilmente a fare effetto la vernice accumulata sul loro corpo , provocando una seria manifestazione cutanea. Immediatamente i soccorsi li caricarono su di un camper , perché per i troppi feriti avevano esaurito le ambulanze e li trasportarono al più vicino centro ospedaliero.
Le esalazioni delle vernici avevano anche distorto e annebbiato le capacità cognitive dei nostri giovani e fu così che il Principe ex rosa e ora blu cobalto rivelò a Gesualda dove aveva nascosto suo padre, la collezione di chitarre elettriche originali dei Rolling Stone.
Gesualda dal canto suo, raccontò di quella volta in cui si era introdotta a scuola per uno scherzo nel bagno dei ragazzi .
Rapidamente persero conoscenza e furono intubati vista la loro gravità; ma per fortuna vennero anche immediatamente spostati in reparto , dove si svegliarono il giorno successivo .
Qui fu Amore a prima vista tra Gesualda e il dottore tirocinante e tra il principe Blu cobalto e l’inserviente di nome Mario (era gay ) .
Da qui nacque il modo di dire “ un principe non fa un regno ma manco una primavera “ .
E tutti visserò moderatamente felici.
Allora, una cosa che mi sento di dirti subito, senza impegnare troppo il passato di critico, è di fare pace con la punteggiatura.
Una regola generale dice: esistono molti modi di usare la punteggiatura. Alcuni sono corretti o comunque accettabili, altri no. Il tuo - mi spiace - no.

Poi, la costruzione del periodo. Un esempio: "...rivelò a Gesualda dove aveva nascosto suo padre, la collezione di chitarre elettriche originali...".
Dove aveva nascosto suo padre? :shock: Credo intendessi "dove suo padre aveva nascosto".
Un'altra regola dice: più è corto il racconto, più dev'essere formalmente ineccepibile.

L'idea. A me personalmente la descrizione dei personaggli e della situazione non fa ridere, ma è un punto di vista soggettivo. L'unico "effetto sorpresa" (voluto) è la scoperta che il tizio è gay. Secondo me, il disvelamento avrebbe più forza se NON lo specificassi tra parentesi: è come spiegare una barzelletta.
Colpita e affondata ! ho aperto un cioccolatino e il messaggio al'interno diceva " Ritenta e sarai più fortunata " e io obbedisco !
gulp!

STORIA DI UNA SCALA E DEI SUOI GRADINI

C’era una volta , un gradino assai piccino
Dalle origini nobili e dai sentimenti stabili
Era figlio di un magico incontro inaspettato
Tra una scala mobile del supermercato
E un ascensore montacarichi appena restaurato
Dal padre aveva preso lo spirito di servizio
Dalla madre la golosità come vizio
Grande era il coraggio che scorreva nelle sue vene
Ma , pesante , era anche il carico delle sue pene
Si sentiva pronto ad un grande futuro
Ma per ora il suo destino sembrava assai scuro
Un giorno il fato fu a lui propizio
Perché gli evitò di cadere in un precipizio
Nella buia giornata di un solstizio
Decise di colpo di tenere un comizio
Per avvertire tutte le genti
Di colossali e strani movimenti
Che aveva scoperto investigando
Ma di cui lui sapeva tutto eccetto il quando
Però era enorme la sua preoccupazione
Al pensiero di una possibile rivoluzione
Se avesse svelato il grande segreto
Che il vino invecchiando diventa aceto
Oh scusate , mi son sbagliato
Il segreto è un altro ed è ben celato
E’ in corso , dicono . una ristrutturazione
Ma intanto regna una grande confusione
Han preso di mira tutte le scale
Perché secondo certi , son fatte male
Stanno smantellando tutti i gradini
Si proprio loro , i nostri bambini
Hanno comunque una loro giustificazione
Che è giusta , fuor di dubbio , come motivazione
Si tratta di tutelare i diritti sacrosanti
Di una fetta di popolazione e sono tanti !
Il diritto di accedere in qualsiasi struttura
Che dovrebbe essere già la base di ogni cultura
E così chi ci ha rimesso
Non ha potuto prendersela con il reo confesso
Perché nessuno ha ammesso le sue colpe
Perché pensano di essere più furbi di una volpe
Allora le scale si sono arrabbiate
E all’unisono si sono ribellate
Compatte han preso la decisione
E lo hanno detto anche alla televisione
Domani è deciso e noi emigreremo
E così successe in un battibaleno
Andremo la dove ci accetteranno
Perché è già sicuro e sempre lo fanno
La , dove l’amore ,
è così potente , d’avere uno spessore
metteremo su casa e lavoreremo
e le scale del Paradiso
finalmente noi saremo.
Ciao Paola, anche io ogni tanto mi diverto a scrivere versi e filastrocche. Ammiro il tuo metterti in gioco in questo contesto e sicuramente mi farà piacere leggerti. Questa filistrocca che hai postato, l'hai pensata per una fascia di età particolare? Io lavoro nella scuola dell'i :wink: :wink: nfanzia, ma per questa età e un pochino lunga e colma di termini specifici, sicuramente più adatta a bimbi più grandi. Forse se mi è permesso, direi sarebbe il caso di snellirla un pochino, nella lunghezza si perde il filo. Il tema è molto bello e ben si presta al periodo natalizio, che a scuola già si avverte. Attendo altri tuoi lavori.
Usi uno schema ritmico AABB, che al mio orecchio suona un po' pedante e ripetitivo, infantile e scontato. In più certe rime in strofe consecutive sono simili (uguali): trovare "-zione" 4 volte di fila non fa un bell'effetto sonoro.
Per accrescere la leggerezza dell'insieme potresti provare innanzitutto un ABAB, molto più agile, anche se alla fine stanca anche lui.
Poi sono d'accordo con chi dice che è troppo lungo, ma questo dipende soprattutto dalla già nominata monotonia dell' AABB.
Probabilmente ti serve un ritornello, che potrebbe essere un ABABCC o - se breve - un ABBA.

Il secondo punto è la metrica, che non è costante. Qualche eccezione si può usare, se si sa cosa si sta facendo, ma così chi legge deve cambiare spesso ritmo. Andrà bene per Ungaretti, meno per una filastrocca dove "l'inciampo" continuo dà la sensazione che l'autore non sia padrone dell'effetto musicale.

Ti consiglio caldamente di separare ogni strofa, così ti rendi meglio conto dei componenti e tieni l'insieme sotto controllo.

Non entro nel merito del significato delle immagini, che però trovo meno prevedibile e più colorato che nel raccontino.
Paola, ho letto con piacere ciò che hai condiviso con noi. Grazie.
Percepisci molto anche tu da un'espressione, un gesto, una parola. Questa è una bella dose di empatia. Ciò che ha dato una svolta alla tua vita, la patologia di cui parli, ti ha arricchita, rinforzata e ti ha donato quello sguardo nuovo verso il mondo che ti fa apprezzare e assaporare anche le più piccole cose. Con semplicità descrivi le tue doti creative e ciò che crei ti nutre di gioia e di amore per te e per gli altri.... ho percepito questo da ciò che hai condiviso con noi.
Trovo la storia del principe rocambolesca e simpatica e la filastrocca ricca di fantasia e inventiva! Mi piacciono i lieti fini :D e mi piace ciò che fa sorridere.
Grazie.
Michela
Buongiorno gentaglia !...lo dico con affetto !! :D

Ringrazio Michela V. per le belle parole e si devo ammettere che il mio compagno di vita da me non scelto ha avuto il grande merito di aumentare esponenzialmente la mia creatività . Di solito lo racconto così : " l'ho conosciuto nel 2008-2009 . Lui mi ha guardato negli occhi e mi ha detto - tu sarai sempre mia ...si chiamava Mr Parkinson. :lol:

per Magara Ciao a dir la verità quando ho scritto la storiella della scala e i suoi gradini a dir la verità non avevo assolutamente in mente a quale categoria di utenti fosse destinata! spesso quasi sempre scrivo di getto e non mi preoccupo di editing , anche perchè non ne sarei in grado . è un po' come dire che io scrivo il pezzo e dopo non è affar mio chi lo legge ! ovviamente se si vuole pubblicare il discorso cambia enormemente e mi rendo conto che dovrei rivedere tutto ma proprio tutto quello che scrivo .

per Kwisatzhaderac
ringrazio per la lucida analisi e le correzioni ..mi si apre un mondo sconosciuto a cui mi accosto con riverenza.
Chiedo venia dovete darmi un pò i tempo per metabolizzare tutti gli appunti e/o correzioni etc etc e successivamente rivedrò i miei testi alla luce di quanto mi avete suggerito.

Per tutti
Probabilmente sono masochista ...ma ci riprovo lo stesso .... e condivido questa breve storiella ambientata in un mondo particolare.
Nel mio universo gli oggetti parlano e non solo ....
buona lettura


La famiglia De Tappis.

C’era una volta ,
una giovane famiglia di tappi da lavandino . Erano della stirpe cromata quindi gente molto seria a posto.
Lavoravano tutti con gran lena ma non avevano orari fissi . Ciò creava diversi problemi che angustiavano
molto la mamma ( affettuosamente nominata tappona per la forma piena e rotonda ) .
La gestione della famiglia pesava , infatti , tutta sulle sue spalle anche perché i suoi “ tappini “ , come
soleva chiamare con dolcezza i suoi bambini , erano ancora troppo piccoli .
Non erano ancora in grado di passare l’esame di categoria , che li avrebbe consacrati ufficialmente
tappi di servizio . Erano necessari assolutamente anni di duro allenamento per raggiungere i punteggi
più alti della classifica STQ:20 ( Standard tappi di qualità – ventesimo aggiornamento ) .
D’altronde questi tappini piccini, avevano alle spalle una stirpe tanto illustre quanto lunga di antenati
ma nonostante tali precedenti non sembravano affatto vogliosi di intraprendere questa carriera e
perdevano gran parte delle loro giornate , giocando nei locali delle Rubinetterie.
Proprio a questo pensava nelle lunghe notti insonni il tappo supremo ( la più alta autorità della
Piccola comunità locale ) . Ma questa non era l’unica causa della sua insonnia .
Da poco nella gazzetta ufficiale Tappi & C. era apparsa una notizia , solamente un trafiletto , ma aveva
avuto il potere di sconvolgerlo fino alla fine della sua cordicella d’acciaio .
La novità riguardava la scoperta di un materiale duttile e trasformista , frutto delle nuove
tecnologie . Compattando diversi strati polimerici avevano ottenuto una somma che era più degli
addendi. In sostanza questo agglomerato riusciva contemporaneamente ad essere impermeabile
e non , al tempo stesso rigido e flessibile . In realtà erano state pubblicate poche righe che sommaria-
mente descrivevano gli obbiettivi raggiunti .
La lungimiranza e la logica stringente del tappo supremo aveva visto molto più in là nel futuro e
ne aveva captato già tutte o quasi le molteplici possibilità di utilizzo nei vari campi.
La sua mente era piena di funeste visioni come lavandini e vasche , contenitori dalle più disparate forme
che si allungavano , stringevano o lasciavano passare i liquidi o li bloccavano .
Il tappo segretario , abituato ai repentini sbalzi di umore del capo , incominciò a preoccuparsi
ma tentò di rincuorarlo con i pochi mezzi a disposizione .
Mentre la stanza risuonava di esclamazioni di sdegno e stupore , passava giusto lì vicino la giovane
figlia del tappo supremo . Nota per la sua arguzia e curiosità , si bloccò al clamore sentito e si
affacciò all’interno . La ragazza si concentrò sulla conversazione e dopo pochi istanti ruppe il silenzio .
Ma papà , perché sei così sconvolto dagli impieghi di questa futura lega ? e ancora con tono
spazientito “ Ma come hai dimenticato che il nostro campo d’azione si è espanso proprio in
questi ultimi anni ? “ Il tappo supremo e il suo segretario la fissavano come inebetiti .
Lei continuò imperterrita “ Ti ricordi ? là fuori c’è tutto un mondo di possibilità ! Pensate ad esempio
Ai buchi di bilancio ( quanti ce ne sono stati , eh ! ) e poi ai buchi delle casse dello stato che hanno
Causato il deficit pubblico e all’opposto le migliaia di buchi nelle tasche della gente e poi i buchi nella
Memoria ( a volte voluti e non ) , i buchi delle coscienze , i buchi del personale o delle maestranze
Generati da pensionamenti e/o licenziamenti .
Non dimentichiamo i buchi nel cuore che nascondo grandi sofferenze e dolore.
Per finire in bellezza , chi di noi a tavola non conosce l’osso buco ? Al che scattò una fragorosa
Risata da parte di tutti e tre . Da allora i nostri tappi , di cui abbiamo seguito le gesta , seppero ritagliare
un loro spazio nella società civile vivendo felici e contenti anche se ogni tanto si trovarono costretti a
tapparsi occhi e orecchie per andare avanti !!!
Come idea, per me senz'altro il migliore dei tre. E anche quello scritto in un italiano migliore.
Potresti leggere il racconto delle due scarpe, in "4 3 2 1" di Paul Auster.

Approfitto dello spazio per dirti che pubblicare non è per niente facile, a meno che non sia disposta a pagare, nel qual caso diventa facilissimo. Ci sono pseudo- case editrici (tipo Albatross) che vivono solo di questo, cioè della vanità dei loro clienti (gli "scrittori").
Oggi è molto più conveniente pubblicare sul web, che ha costo zero, anche se così non avrai la soddisfazione di stringere in mano la carta. Ma almeno non butti 3-4mila euro in false promozioni e false presentazioni, che non sono nient'altro che una recita a beneficio del tuo narcisismo e delle loro tasche.
Cara Paola, mi piace questo racconto, leggero e simpatico, ma per niente superficiale. Ti chiedevo a quale target ti riferivi perché generalmente le filastrocche le uso per stimolare i bambini alla comprensione di determinati concetti o argomenti. Ma certamente non sempre è così ed alcune filastrocche tranquillamente sono rivolte ad adulti. Concordo con chi diceva che pubblicare è difficile, ma puoi sempre partecipare a concorsi, c'è ne sono tanti e di tutti i tipi, puoi scegliere quello che più ti ispira. Mi piace leggerti.
Graziosissimo anche questo tuo ultimo racconto! :D

Concordo con la "collega " Magara : nel web e sulle tanta guide didattiche troviamo milioni di racconti/filastrocche/ "sfondi integratori" per i nostri bambini.
Sono , appunto, sfondi integratori perché proprio grazie a questi si sviluppano tutte le varie attività che poi proponiamo ai bambini con obiettivi mirati.
La letteratura per la prima infanzia è molto ricca e varia, soprattutto di immagini specifiche che catturano l'interesse dei bambini.

Hai mai provato a semplificare qualche tua storia di modo che sia comprensibile e catturi l'attenzione di bambini di 3/4/5 anni? Grazie

p.s.: capisco quanto peso abbia il tuo "compagno di vita" e ammiro il rinforzo che trovi trattandolo il modo ironico e scherzoso!Non è da tutti! :D
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