Avete mai provato a pensare cosa potrebbe succedere nella vostra vita se per una settimana intera foste completamente sinceri? Intendo via la diplomazia, i giri di parole, i valzer per confondere e avanti con la sincerità a tutti i costi. Con tutti. Un'amica che ti chiede un consiglio ma non vuol sentirsi dire che sta facendo un gran casino, un parente che discute con un altro e in mezzo noi a mediare alla meno peggio, oppure qui sul sito: ti contatto, ci si si scambia qualche messaggio, non scatta nessun feeling e lo dici serenamente. Con sincerità, che non vuol dire scortesia o cattiva educazione ma contatto profondo con quel che sentiamo e merita di essere comunicato, senza urtare i sentimenti altrui. Ci sto pensando da un po' e credo che proverò a farlo. Realistico? Utile? Inutile? Sciocco? Che ne pensate? Potreste farlo?
Ciao Viola e ....i suoi "sondaggi"! :D
Personalmente lo sono giá di mio e non ho bisogno di provare ad esserlo
La sinceritá é una dote naturale poi c'é la diplomazia..il tatto..l'educazione x dire ció che si pensa nei giusti modi.

Scusa se mi permetto: tu scrivi che "proverai"...perché non sei sincera?Non osi?
Alla tua domanda rispondo sí!La sinceritá é utile!
Sta diventando una dote rara! :D
Non sono sincera quando la mia amica negata per la cucina, mette i chiodi di garofano nella frittata e mi chiede se è buona.
Non sono sincera quando i vicini di casa da maggio a ottobre, tutte le sere, fanno il karaoke in cortile e vorrei urlare, gettare fiumi di acqua, tipo cascate del Niagara, su quello strumento malefico!
Non sono sincera quando un'amica sta con la persona sbagliata ma non lo capisce nonostante i ragionamenti fatti insieme e le prove inconfutabili dell'errore, perché non ha quel bagaglio di maturità emotiva in grado di sostenerla nel vedere la realtà così com'è..
Non sono sincera quando il vicino sull'autobus ha un cattivo odore di sudore e vorrei dire lavati!
Non sono sincera quando la signora in fila in posta dopo me, mi passa davanti con una scusa poco credibile ma inattaccabile, del tipo ho un'urgenza medica a casa...
Non sono sincera quando mia madre al telefono, quotidianamente, mi elenca le sue terribili difficoltà, tipo in TV da due giorni non si vede la Rai, o l'amministratore del condominio non vuol cambiare i vasi dei gerani, ma si scorda di chiedermi tu come stai.
Non sono stata sincera quando guardando negli occhi una persona morente ho detto andrà tutto bene,non ti preoccupare... Starai meglio.

Quindi per rispondere alla tua domanda: no non sono una persona sincera. Non credo ci siano modi diplomatici per dire certi sinceri contenuti.
Brava te che riesci a dire sempre sempre sempre la tua verità con diplomazia e con i giusti modi, senza correre il rischio di scompattare emotivamente le persone che ami o che hai intorno.
Sì, Viola, modi diplomatici ci sono eccome!

Proverbio, uno dei tanti...come esempio:
" Con il sincero io sono sincero, e sono sincero anche con l’insincero, così ottengo sincerità
– Lao Tzu-"


Questo solo per dire che ottenere è un dare per ricevere!
Essere sinceri innanzitutto significa:
essere se stessi ed essere sicuri di se: una persona realmente sincera non ha bisogno di nascondersi dietro un comportamento finto e costruito e non cerca in alcun modo di usare “trucchi” o false parole di apprezzamento solo per compiacere qualcuno.
Essere sensibili verso il prossimo: una persona sincera non vuole ingannare nessuno né tradire la fiducia altrui, per questo dimostra di avere un forte rispetto nei confronti del prossimo e dei suoi sentimenti.
Essere sinceri con gli altri, dunque, non è solo una questione di parole ma anche e soprattutto di atteggiamenti e di intenzioni. La sincerità, quella autentica, non ha mai secondi fini.

Le "bugie bianche": una bugia è lecita quando non fa del male a nessuno, quando non è detta con cattiveria o nel tentativo di danneggiare qualcuno.
La sincerità è qualcosa che va oltre un’innocua bugia, è una predisposizione dell’anima, una sorta di “correttezza morale”.

Perché le persone non sono sincere?
per abitudine, per paura, per insicurezza.
Per essere sinceri occorre riconoscere di non esserlo, mettersi nei panni dell'altro ( Immaginare di trovarsi al posto delle persone con cui spesso si è stati poco sinceri, come ci si sente ad essere ingannati? ). Occorre affrontare le proprie paure e le propri insicurezze. Occorre esprimere la propria sincerità attraverso le parole giuste e scegliere il momento giusto per farlo!

Essere sinceri con gli altri è una grande prova di coraggio e di libertà ma è anche una caratteristica essenziale se vogliamo vivere liberamente nel pieno rispetto l’uno dell’altro e soprattutto di noi stessi, perché, quando non si è sinceri con qualcuno, prima di tutto si inganna se stessi.

E concludo ricordando una frase del Mahatma Gandhi: " Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"

Grazie di cuore, Viola per aver posto questo importante quesito :D
Non complichiamoci la vita più di quanto non lo sia già creandoci problemi più teorici che pratici. Quando faccio un’affermazione sono sempre sincero, perché esprimo il mio modo di percepire una situazione o una persona, anche me stesso, in quel momento. Non è che questo mio modo debba coincidere con il tuo. Indubbiamdente anche il tuo è sincero. Il nostro cioè è sempre un modo soggettivo di porsi e di percepire, ma per quanto discutibile rappresenta pur sempre una ricchezza, non un problema, perché stimola al confronto, alimenta il dialogo e offre la possibilità perfino di scoprire cose di cui non avremmo mai sospettato l’esistenza.
Una settimana in assoluta sincerità? Mi fa paura una simile proposta. Non perché chissà che cosa potrebbe succedere, ma perché presuppone di stabilire la verità in assoluto e di conseguenza quando si è sinceri e quando no, cioè una verità assoluta su qualcosa che ci sfugge da tutti i pori. Già c’è gente che uccide in nome di un dio “grande”… no, niente verità assolute, non siamo in chiesa. Quale verità poi dovrei dire per essere sincero? E come dovrei dirla? E senza tenere presdemte il modo di recepire la mia verità da parte del mio interlocutore? Troppa banalità in questa proposta.

Faccio un esempiol. Io posso scrivere nel mio profilo che sono bello, e sono sincero perché tale mi percepisco. Poi mi incontro con te e tu costati che invece sono un cesso, e sei sincera pure tu perché il tuo canone di bellezza non coincide col mio. Nell’incontro però si stabilisce una relazione e involontariamente si formulano dei giudizi (sì è bello, no è un cesso). A questo punto lperò si presentano due strade e diopende da te quale percorrere: 1) decreti che sono proprio un cesso (non sono stato sincero, io, secondo te), fai un sorriso e ti rivolgi altrove, magari me lo dici anche (sei sincera, tu, con me) e io prendo nota che quello è il tuo modo di percepirmi e continuo a ritenermi bello. Forse ci resto male ma non cambia nulla. 2) pensi che sì ti vedo non nello stesso modo che tu vedi te stesso, ma mi rendo conto che forse avevi delle ragioni che ti portavano a considerarti così, cerco di capirle e ne nasce un dialogo… col tempo può formarsi anche un sentimento o un’accoglienza comprensiva nella quale mi sento avvolto, accettato, e che mi porta a rendermi conto che forse non sono poi così bello come pensavo.
Io preferisco il punto due, non c’è rigidità e rispecchia la vita. Ha una bellezza intrinseca. Dal modo di gestire le relazione con un’altra persona facendo uso di parole la sincerità a tutti i costi può rappresentare una grave mancanza di buonsenso.

Il solo pensiero di domandarmi prima se una persona è sincera o falsa, mi rabbrividisce. Preferisco non mettere ipoteche precostituite e dialogare prendendola sul serio, dandogli credito. Ho da imparare da tutti, anche dai “cessi” che si reputano belli. Ed è bello vivere in semplicità senza crearsi problemi artificiosi.
"Non complichiamoci la vita più di quanto non lo sia già creandoci problemi più teorici che pratici. ": che vuoi farci? È la curiosità insita nell'essere umano che spinge a porsi domande teoriche prima che pratiche, altrimenti Kierkegaard e Kant sarebbero stati dei simpatici burloni disoccupati.

"Mi fa paura una simile proposta": suvvia era un semplice spunto di riflessione partendo da concetti semplici per arrivare, magari, ad argomenti etici più fondanti.
Ad esempio se sia giusto dire a chi sta per morire la verità sulla sua condizione. O se nel confronto con persone che non hanno gli strumenti per elaborare, sia corretto esprimere sinceramente il nostro sentire, o ragionare su segreti familiari che tengono vivi rapporti malati e se potrebbe essere più o meno opportuno svelarli per sciogliere dei nodi...

"Troppa banalità in questa proposta.": non credevo certo di aver scritto un trattato sulla metafisica ma neanche una ricetta sulla patata bollita. Son certa che saprai proporre argomenti più profondi qui sul forum. Nell'attesa ci metto del mio.

"Ed è bello vivere in semplicità senza crearsi problemi artificiosi.": mi attrezzero' nella prossima vita, promesso.
Un caro saluto.
Viola non leggerla come critica, é solo un'opinione, la mia ovviamente, detta in tutto sincerità., come tu suggerivi.