ciao non sai come ti capisco la solitudine per chi come noi non l`accetta ti uccide dentro piano piano e pensa che nel mondo ci sono quasi otto miliardi di persone eppure tanti di noi sono soli come é possibile........se c`é qualcuno che mi può rispondere é ben accetto felicità a tutti
Star1966 ha scritto: Sento che la sera e la notte sia il momento più intriso di solitudine, almeno per me, e che il stare sola danneggia, la mia anima il mio cuore, cervello e di conseguenza il fisico....scrivo qui perché non so a chi a altro rivolgermi....spero qualcuno mi capisca.....buonanotte

Ti capisco benissimo, anche io ho attraversato periodi, esattamente come descrivi bene tu; hai veramente bisogno di aiuto e calore..
la solitudine è una sensazione che si vive quanto ci si separa o quando si è coinvolti in un evento luttuoso. Emergono inevitabilmete delle emozioni: rabbia, risentimento, vendetta, depressione, ricerca di alternative, aggressività, ecc. Sono modi di coniugare l’esperienza fondamentale: la solitudine. Fa parte del nostro essere persone e individui, prima o poi ne dobbiamo fare l’esperienza. Allora, se è inevitabile, il problema non è come affrontarla, quasi fosse un nemico col quale combattere, ma come gestirla cioè come controllarla senza lasciarci sopraffare.

Non voglio parlare della prima, anche se avrei motivo, ma mi soffermo sulla seconda, perchè é la mia esperienza del momento. All’improvviso, più o meno a seconda dei casi, ti trovi solo e sommerso da cento cose. Non è tanto il dover fare i conti con la lavatrice (parlo da maschio), col microonde, col vasellame, col frigorifero, col cambio di stagione e con una miriade di cose in cui lei era un genio creativo. Hai sì un vuoto nella soddisfazione decente di esigenze pratiche giornaliere, ma soprattutto ti manca una presenza. Come ti muovi vedi lei con gli occhi e col pensiero, e ti rendi conto di come ti manca. Vorresti tenerla ancora una volta tra le tue braccia, accarezzarla, baciarla, sei disposto anche a chiudere gli occhi suoi suoi difetti, ad accettare la sua presenza a volte ossessiva e invadente purché lei, lei, sia lì. Ma lei non c’è più. Solitudine del cuore, della mente, dello spirito, del corpo.

Allora che fare? Cercare un tappabuchi? A volte può rappresentare un’opportunità, mai una soluzione, comporta tanti problemi e poca chiarezza, come mettere un tappo su un vino in effervescenza, prima o poi la pressione lo spara via e il buon vino diventa schiuma. Allora? Allora non ti resta che fare quello che hai sempre fatto o che hai sempre voluto ma che non sempre hai potuto fare. Non inventi nulla. Se sei sempre stato inconsistente e farfallone ti impegnerai per mietere avventure (e insuccessi), se hai sempre cercato di mettere la testa fuori dai tuo piccolo guscio adesso potrai farlo con maggior libertà e disponibilità e ti sentirai realizzato superando l’inevitabile esperienza di solitudine. Adesso hai più tempo e libertà per incontrare altri, per offrire il tuo aiuto o il tuo contributo, per ascoltare, per tendere una mano, per accostare i problemi di altri, per tacere. Qualche soldo in più per comprare un libro che non hai mai potuto acquistare, per un cinema che il poco tempo non ti pemetteva di vedere, per una mostra che ritenevi secondaria per i tuoi interessi.

Vecchiaia per me significa entrare in una nuova dimensione e rendersi diponibile. E’ una corsa (e come bisogna correre!, altro che pensione) ma senza un traguardo da raggiungere a da tagliare per primi. Non c’è più competizione. Libertà? Sì, proprio, libertà, ma da mettere al servizio di se stessi e degli altri (ci vogliono tutte e due le cose). Libertà che è sinonimo di gratuità. Non dobbiamo più accumulare patrimoni, “tirare grandi” i figli, organizzare un’attività, fare qualcosa nella società. Abbiamno una ricchezza della quale prendere coscienza e da mettere a frutto, da trasmettere o quantomeno da utilizzare. Solitudine? Sì, quando chiudi la porta di casa sei solo, ma la tua casa è invasa dalla presenza delle cose che devi dire, dalle persone che puoi aiutare, da quello che puoi mettere a disposizione di altri. Lavori più di prima. E quando vai a dormire non devi scacciare fantasmi e incubi o contare le pecore, ma organizzare il giorno dopo e, pensandoci, lasciarsi sopraffare dalla stanchezza,
Certo, se sei sempre stato un egoista continuerai a sentirti solo.
E’ un’esperienza personale, non una regola, quindi vale solo per me. Mi manca terribilmente la mia donna, ma non mi sento solo. Potete anche non credermi, del resto sono solo un ultimo, sono in fondo alla serie, quasi fuori.
Condivido molto di quanto hai espresso Ultimo ma c'è una frase che ritengo illuminante e che posso fare mia: mi è mancato terribilmente il mio uomo ma non mi sento sola. Mi è mancato da sempre perchè mai mi sono sentita completa, mai ho vissuto l'incastro perfetto che so esserci, per me come per tutti. C'è tanta luce ora in fondo al tunnel, gli sto correndo incontro, non per colmare il senso di solitudine ma per sentirmi finalmente tutta intera, senza parti mancanti.
Meravigliosa saggezza dell'età! Grazie ultimo, grazie Simona....parole che danno luce! :D
Star1966 ha scritto: Sento che la sera e la notte sia il momento più intriso di solitudine, almeno per me, e che il stare sola danneggia, la mia anima il mio cuore, cervello e di conseguenza il fisico....scrivo qui perché non so a chi a altro rivolgermi....spero qualcuno mi capisca.....buonanotte


Cara Star 1966, al di là di tutto quello che si può dire, che la solitudine è un momento per pensare a se stessi, che può essere un privilegio, un momento della vita, che è necessaria, che si può anche stare meglio da soli, ecc. ecc., io so che la solitudine, per chi non l'ha voluta, può essere uno dei sentimenti più devastanti che esistano. Vorrei poterti abbracciare e tenerti stretta un po' per farti sentire una presenza accanto, ma purtroppo non è possibile. L'unica cosa che voglio e posso dirti è di non lasciarti andare, di ricordarti sempre che probabilmente almeno la metà delle persone che incontri in strada lottano come te contro la solitudine e molti vincono. Potresti essere una di quelli, almeno provaci. Non mi permetterei mai di darti un consiglio, è solo una speranza, per te, per me, per tutti. Buonanotte.
La solitudine è, quasi sempre, considerata con timore, come fosse uno spettro: e questo la rende così misconosciuta per molti che, forse, non ci si accorge che invece può apparire addirittura una necessità nella vita, per il fatto che la vita sembra presentare un sistema di alternanze in tutte le sue manifestazioni, come se tutto si svolgesse in modalità simili a quelle di un grande respiro. Se per ogni cosa non esistesse il suo opposto, si creerebbe solo un dannoso eccesso di qualcosa.
C’è la luce e l’ombra, il giorno e la notte, il caldo ed il freddo, le onde del mare che avanzano e poi si ritirano ecc.
Infatti se per esempio ci fosse solo e sempre luce, si finirebbe accecati, se le onde del mare, oltre ad andare avanti, non tornassero poi indietro, il solo e continuo avanzare del mare creerebbe lo tsunami. Così è per la gioia, che ha per fratellastro il dolore: secondo la medicina cinese, la troppo gioia arriva a danneggiare il cuore. Così, bisogna stare con gli altri, perché è una cosa molto importante, e poi stare un tempo sufficiente da soli, perché la solitudine è quella dimensione che ci fa sentire liberi, come affermava Michel De Montaigne; ci si ritrova con se stessi, ci dà la possibilità di mettersi in discussione, di ristabilire le priorità, di approfondire cose che, se considerate con superficialità potrebbero portare a conseguenze molto negative, a volte pericolose. Ci aiuta a conoscerci meglio, a verificare se ci siamo o no evoluti.
Anche nella vita di coppia, uno degli elementi basilari affinché il rapporto funzioni, è lasciare spazi di libertà all’altro, capire quando vuole stare un po’ solo con se stesso e fare quello che vuole anche senza la nostra compagnia o peggio ancora sotto il nostro controllo.
Anche per questo l’amore non deve essere un bisogno, perché così si tende ad amare più l’amore che voler qualcuno da amare.
Dal cercare di dare la felicità all’altro si ottiene solitamente anche la propria felicità, perché in un rapporto sano anche l’altro cercherà di fare lo stesso con noi. L’amore è l’opposto dell’egoismo: anche se una piccola dose di sano egoismo è tuttavia necessaria, per equilibrare.
Sempre De Montaigne affermava che : “Sembra che il caso abbia una parte preponderante nel nostro destino: infatti la ha, ma questo è dovuto solo al fatto che noi tendiamo a vivere a casaccio”. Per questo è spesso necessaria la solitudine, per fermarsi, per pensare con calma.
Non di rado però la solitudine può diventare appunto eccessiva e arrivare improvvisamente, imponendoci di viverla e senza sapere come e quando potrà terminare: così, facilmente, se comincia a diventare una costante nella vita, porta alla depressione per la mancanza di un partner e della compagnia degli altri. E allora bisogna cercare di aiutarsi e farsi aiutare, soprattutto da un medico. Perché il suo eccesso è sicuramente dannoso, non fa più parte dell’alternanza, che è produttiva, e bisogna combatterlo prima che si può perchè più dura a lungo e più è dannoso. Per le persone depresse è molto importante l’abbraccio, reale, e bisogna ricordarlo. Infatti anni fa, a Milano una donna, credo indiana, offriva gratuitamente un abbraccio a chi lo volesse, in piazza del Duomo , ed era impressionante vedere la fila di persone dei due sessi e di diversa età che attendevano il proprio turno. Ed è molto importante che si coltivino vari tipi di affetto e vari interessi; tra l’altro, questi ultimi, portano a conoscere molte persone che li condividono, come quando ci si iscrive ad un corso specifico: infatti, affermava qualcuno che se ne intende, anche la nostra affettività va diversificata, proprio come si pone attenzione a diversificare l’investimento del proprio patrimonio al fine di evitare che si possa arrivare alla perdita di tutto il capitale, se questo fosse stato impiegato in un unico investimento, che però poi è andato male. Quindi è del tutto controproducente investire praticamente tutta la propria affettività su di un unico oggetto d'amore. Quando si è diventati così più forti, quando si hanno più interessi gratificanti e più basi affettive, quando si è eliminato il “bisogno” di un unico e particolare tipo di amore, paradossalmente sembra più facile che anche questo tipo di amore particolare, considerato quasi magico, arrivi, ed alle volte anche in maniera sorprendente.
vorrei controbattere, ma mi viene il magone. Sarà per un'altra volta.
Sì, ma mentre noi conversiamo Star1966 è andata via, risulta essere "utente disattivo", e questo davvero mi mette tristezza.
Speriamo soprattutto che ci sia chi si prenda cura di lei per farla stare meglio, perchè quella sua frase " ...scrivo qui perchè non so a chi altro rivolgermi......", cioè dover confidare un grande malessere a delle persone sconosciute, è un fatto che, dire che fa impensierire, è il minimo.
Mi trovo a leggere, come spesso uso fare, anche se non partecipo con miei contributi, quanto esposto sull'argomento "solitudine".
Concordo pienamente con quanto detto e con gli approfondimenti espressi da Nonna Simona e Ultimo.
Ritengo però che il termine solitudine debba essere letto secondo un duplice ma antitetico significato: - Solitudine= sentirsi solo e quindi avvertire la sofferenza della mancanza di Una o più presenze è uno stato di disagio; - Solitudine intesa come libertà, sentirsi piacevolmente soddisfatto di stare con se stesso a..... fare quello che ci pare e ci piace è ben diverso.
L'esperienza mi ha portato a concludere che il mio maggior desiderio sarebbe trovare la mia mezza mela con IL QUALE non sentire la solitudine e apprezzare la libertà di poter vivere anche i miei momenti singoli.
Ogni mezza mela contiene quasi sempre un vermetto. : :D :D :D
Un caro saluto a tutti.
Per me la solitudine, ad ora, ha solo ed esclusivamente accezione positiva.
Per me.
La vita è meravigliosa.
Sprofondi in abissi dei quali l'unica certezza è quella di una profondità infinita.
Mai avresti pensato di inabissartici invece, non solo ci sei sprofondata ma, l'unica certezza che ti accompagnava era quella che non ne saresti mai uscita viva.
Invece sei qui.
Ti pervade l'angoscia, dapprima non la riconosci poi, piano piano ti invade e impari a conoscerla. Ma non ad affrontarla. Nessuno ti aveva detto della sua esistenza. né quando essa sarebbe arrivata.
Eppure ce l'hai fatta.
Troppi imprevisti generano dolori inenarrabili e soprattutto colgono la tua vita come un intùito baleno. Come un fulmine che si arresta nel mare. E il mare sei tu.
Eppure sono qui a scrivere.
La vita è meravigliosa.
Solo se hai memoria. Memoria di essere risalita,di provare di nuovo serenità, di essere capace di nuovo di ridere.
Ricorda di aver vissuto e visto che sei arrivato ad essere qui, vivi, vivi con passione!
Belle e sagge le parole di incoraggiamento, condivisibili i suggerimenti . Quasimodo scriveva: "Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole:ed è subito sera".
Ecco, è a questa solitudine che pensavo e mi chiedevo: quanto, un abbandono, una perdita, possano esacerbare questo sentire?
Penso che ognuno di noi, prima o poi, abbia sperimentato questa emozione ed ognuno abbia trovato il proprio modo per superarla, come dimostrano le sagge risposte di incoraggiamento alla signora che ha lanciato nel forum il suo grido d'aiuto ( :wink: non ricordo il nick :lol: )
L'affrontare una solitudine imposta dalle circostanze e trovare dentro di sé la forza e gli interessi che vadano a riempire un vuoto, sono influenzati da un retrostante e già presente senso di "non appartenenza"? E quanto tutto questo renda ancor più complesso trovare quella "forza" necessaria per uscirne?
Così...era una riflessione :roll:
Ciao a tutti,
ho seguito con interesse i vostri post sulla solitudine perchè sicuramente ogni persona nella vita, prima o poi, in un modo o nell'altro, si deve confrontare con questa esperienza.
C'è anche un'altra solitudine: quella che si vive, paradossalmente, accanto ad un' altra persona, o in mezzo agli altri. Quella solitudine che a volte ti fa pensare di essere trasparente, o che non ti permette neppure di essere solo con te stesso, che sarebbe meglio. E che ti da un'angoscia profonda perchè ti fa sentire inesistente: l'altro/a o gli altri sono proiettati lontano, con mille altre cose da fare..
Per questo credo sia importante imparare a star bene con se stessi. Incominciare a cercare ciò che ci può far camminare, per conoscere e incontrare il nostro spirito più profondo. Magari facendosi aiutare se necessario, per trovare equilibrio e pace in noi stessi.
Non è semplice, ma può essere certamente una possibilità e le esperienze raccontate lo confermano.
Buonissima giornata e buona vita.
Si chiama fine di un amore.
non necessariamente dovuta a "colpe" di uno o dell'altro.
Spesso alla routine, a volte da problematiche esterne alla coppia, ma tutti ci incappiamo.
Ora, ognuno di noi potrebbe decidere il da farsi.Ma non è vero.
Tutti legati a convenzioni ma soprattutto a paure, ci immergiamo in elucubrazioni pur di giustificarne il motivo. Perchè la soluzione comporterebbe troppa ansia, troppe incognite che non siamo disposti a subire.