il veggente scrive:


Minchia, Lu, allora sei DAVVERO un stronzo! :shock:
Te le tieni tutte per te, e manco presenti agli amici... :lol:
Te possino acciaccatte! 8)

Andrea, non sei credibile, lo so che te la stai ridendo sotto i baffi, vaffanculo!
E perchè dovrebbe ridersela sotto i baffi?
Solo perchè ti ho mandato un saluto e affermato che ho trovato divertenti i tuoi posts iniziali? Forse non dovevo? Meglio sempre parlare male di tutti? Mica ti avevo fatto una dichiarazione. E quel signore, visto che siamo totalmente incompatibili, perchè non mi lascia in pace? Accidenti, sembra proprio Colombo 2: infatti anche Colombo 1, appena avevo postato qualcosa, piombava subito "a rompere"? Strano provare soddisfazione a dare fastidio alle persone.
Scrivo questi pensieri, certamente molto alla rinfusa e forse poco argomentati, unendo gli interventi che ho letto sia sulla solitudine sia sulla violenza alle donne. In particolare su alcune considerazioni, mi sembra di essere tornata indietro di 40 anni quando le femminista gridano “il corpo è mio e me lo gestisco io”. Ci son voluti degli anni di lotte e discussioni. Come per ottenere la legge sulla parità del diritto di famiglia, anno 1981, e cancellare quel misero, triste e fascista codice che condannava la donna rea di adulterio alla prigione e benediceva l’uomo all’omicidio per salvare la propria “dignità”.
Ho quando si facevano le battaglie proprio sul costume e la minigonna, sulla provocazione che le donne esercitano su questi poveri maschietti italiani sempre con la bava alla bocca. (chiedo scusa per i presenti ignari). Le grandi battaglie per trasformare il reato di violenza carnale da “reato alla morale” in “reato contro la persona” per poter punire adeguatamente chi abusava delle donne, e siamo negli anni 90.
(Ma lo sapete che nel settecento, artisticamente ricco e libero, le donne di corte portavano delle scollature in cui mostravano i capezzoli?)
Nella solitudine ci sono anche quelle ragazze, minorenni o no, che con abiti succinti , gli atteggiamenti provocatori e i vuoti interiori cercano di trovare la voglia di sentirsi parte di non si sa che cosa. Perché c’è poco; basta guardarsi in giro per il mondo: dalla Francia agli USA per non parlare delle città del sud e del nord d’Italia ecc. ecc.
L’adolescenza, oramai, dal 1970/80 non si esprime più come quando lo eravamo noi: cioè con le minigonne i capelli lunghi e la chitarra, la voglia di provocare e vivere un’avventura, l’autostop, l’amore libero il naturismo, la trasgressione, la contestazione studentesca e operaia, espressi verso un società moralista e giudicante.
Oggi la gioventù prova dei sentimenti che noi alla loro età, se mai li abbiamo provati, siamo riusciti a incanalarli in positivo, in esperienze costruttive, anche se già allora girava la roba (ma solo tra ricchi e loro amici) . Oggi la solitudine è inquietante e disarmante, naturalmente per certe fasce della popolazione, in certi casi è trasversale e dipende dalla famiglia cosiddetta per bene.
Non so da cosa dipenda il loro senso di solitudine certamente cercano di riempire i vuoti esistenziali, che si creano interiormente, con qualsiasi cosa. Anche con la prostituzione, la droga, la violenza sessuale nei confronti delle ragazze. Non voglio accanirmi contro chi violenta, credo che siano le vittime dell’altra faccia della medaglia.
Questi sono i figli di quei figli che hanno iniziato a farsi le pere mentali negli anni 80, maggiormente sono il nostro frutto perché abbiamo pensato che ciò che si stava costruendo sarebbe rimasto immutato e intatto nel tempo come con e per i nostri nonni contadini: ma non è stato così non abbiamo saputo tramandare culturalmente un niente e non abbiamo saputo vedere l’evoluzione, abbiamo vissuto nell’illusione. Molti sono rimasti indietro, troppe famiglie hanno vissuto sugli allori e poi è arrivato tutto il resto. Sono amareggiata e mi sento collettivamente responsabile.
Carissima LuciaLu
benvenuta nel club e ho letto con piacere le tue rimembranze che mi hanno ricordato i tempi in cui vivevo a Milano e dei tempi degli hippy con chitarra e degli anni di piombo, io c'ero a quelle manifestazioni e cortei e l'aria era tesa quasi irrespirabile, ma penso che quelli di sana e robusta costituzione e cioè le classi di ferro delle nostre generazioni, ormai abbiano buttato via lo stampo e non ritornino più, per la nuove generazioni perdute, se la sono cercata e voluta loro, la troppa libertà che hanno ereditato, senza capirne i valori e principi morali è diventata anarchia e vecchie e nuove generazioni sono rimaste sole in solitudine ingabbiati in questi contesti, per mancanza di valori in cui credere, perché ormai stanchi e sfiduciati non si crede più in niente, non si crede più nella religione, nella politica in un lavoro sicuro e potrei continuare all'infinito :mrgreen: per uscire da questo status di solitudine, bisogna ritrovare la speranza e credere in nuovi valori, che sono ragioni della nostra vita ed esistenza.
La solitudine non è un mostro, a volte fa pure bene, vorrei conoscerti meglio , se vuoi. Baci
Gino70 ha scritto: La solitudine non è un mostro, a volte fa pure bene, vorrei conoscerti meglio , se vuoi. Baci


ma ti sei reso conto che ti rivolgi a un'utente cancellata?
Da un paio di mesi ormai vivo sola, come quando avevo 20 anni, e se il fisico ormai 20enne non lo è più, qualcosa però dello spirito di quegli anni è rimasto.
Un senso di spensieratezza, il desiderio di novità, la percezione di qualcosa di nuovo che succederà…
Il vivere sola, anche se la famiglia è vicina, ti dà la cosiddetta “libertà”: di mangiare quando vuoi, quello che vuoi, non hai orari di rientri per cena e soprattutto sai sempre quante persone hai a cena, libertà di svegliarti alle 3 di notte e metterti a giocare a burraco senza pensare se dai fastidio al partner che ti dorme a fianco o al mattino che ti devi alzare presto perchè hai mille impegni familiari.
Posto che trovo personalmente un po’ angosciante lo svegliarsi di notte e giocare a burraco, è vero che abitare da soli dà una grande libertà per quanto riguarda tutto quello che è materiale.
Però ti dà anche motivo per fare il punto della situazione, per raccogliere quello che hai seminato, per capire se la tua solitudine è voluta e apprezzata oppure subita.
E a volte i conti non sono in pareggio, per quello che mi riguarda. Mi rendo conto di star bene da sola, l’ho sempre saputo, per quella mia natura un po’ riservata e orsa che mi fa felice con un libro in mano a tutte le ore del giorno e della notte.
Ma questa natura e la mia famiglia negli anni, mi hanno portato ad un isolamento sociale che ora un po’ patisco.
Le amiche ci sono, quelle sempre, ma purtroppo sono lontane e se dovesse venirmi voglia di un aperitivo o di una cena in compagnia, non sempre si riesce ad organizzare.
Mi manca un po’, e trovo difficile alla mia età, creare quella rete di amicizie o anche conoscenze approfondite che permettono, a volte, di superare momenti di malinconia o semplicemente organizzare anche cose pratiche tipo: andiamo a farci una gita da qualche parte questo week end?
Complice la pandemia, il gruppo che si era riuscito a creare a Milano da questo sito, si è un po’ perso, nel senso che ancora non ci si vede e tantomeno si organizza. Ma riusciremo prima o poi a vederci? Di questo, per esempio, non ne sono così sicura, perchè ho come il sentore che il tempo sia passato, un po’ com’è stata l’età d’oro di questo club.
Non è facile crearsi una nuova rete di conoscenze/amicizia.
Sul web abbondano siti dedicati, ma ho provato con gruppi tipo “viaggiare over …/chiacchiere over …/amicizie over …/ fino ad arrivare a siti specifici di incontri.
E i risultati finora, non sono stati incoraggianti, quantomeno su milano. Vedo che Roma, non solo qui, è frizzante e ha voglia di ricominciare, anche altre città, ma Milano mi sembra concentrata su se stessa, sui rapporti che già ci sono senza andare a cercare nulla di nuovo.
Emilia ogni tanto butta lì il discorso Milano e Moderatore, ma nessuno se la sente.
Forse semplicemente siamo abituati a fare da soli, a crearci la nostra rete senza cercare troppi aiuti esterni, o forse stiamo così così e non abbiamo il coraggio di osare per trovare un cambiamento.
Io stessa, per prima, fino a non molto tempo fa dicevo che non ne avevo voglia di attraversare milano per conoscere persone che abitavano a sud (io ovviamente abito a nord), a meno che non ne valesse davvero la pena. Però, c’è sempre un però, basta trovarsi in centro, e come fai a capire se ne vale la pena se non incontri?
E’ vero che a volte basta il web, bastano i post per capire com’è la persona, ma a volte invece di persona ci sono sorprese.
Avrei voluto dire: bastano un po’ di discorsi in chat, ma la chat di questo club è terribilmente deserta - ogni tanto entro, sto 10/20 minuti, e non entra nessuno - di solito lo faccio nel pomeriggio e la cronologia mi mostra solo la buonanotte della sera prima…tristissimo!
Vabbè, erano solo considerazioni sparse: quello che ne ricavo, almeno dal mio punto di vista, è che davvero a questa età i giochi sono fatti, per l’amore molto spesso, ma soprattutto per l’amicizia.
Mi piacerebbe essere smentita, aspetto commenti e anche racconti di vita.
Buona serata!
Ciao Nina, credo che questa tua autoanalisi sia assolutamente calzante anche per molti di noi, l età del oro che non c è più, la pandemia che ci ha spenti come candeline, ecc. Ecc., però. ..... arrendersi è assolutamente improponibile, finché c è vita c è speranza dice il saggio! Intanto potevi aggregarti al gruppo romano così finalmente ci conoscevamo, quello che è davvero un po triste è che agli eventi partecipano numerose le donne, gli uomini devi cercarli con il lanternino e se ci sono, spesso, è perché hanno un intento secondario ....... ma voi l avete capito perché?
Possibile che noi donne facciamo sempre cose poco interessanti ai loro occhi?
MARIATERRY62 ha scritto: Possibile che noi donne facciamo sempre cose poco interessanti ai loro occhi?


non solo. è anche COME le fate 8)

come spiegai già una volta, "l'uomo sa tutto di niente, la donna sa niente di tutto". specializzati in viti autofilettanti, o nella pesca di fiume con la mosca bianca del Madagascar, e troverai folle di uomini pronti a seguirti.
La solitudine ha tantissimi aspetti.
Ognuno di noi ne vive una diversa dalle altre.
La solitudine non è essere solo, è, secondo me, la privazione di qualcosa di vitale, la mancanza di gesti consueti, il dover dimenticare le vecchie abitudini.
Io, per esempio, sono sposato, amo mia moglie ma sono solo.
Laura, affetta da diverse patologie , una molto grave, vive nella luce delle mie decisioni, aspetta con fiducia ogni mia scelta.
Ma ha dimenticato chi sono io.
Io ho trasformato la solitudine in risorsa, organizzo viaggi e visite nei ristoranti, andiamo spesso a Bruxelles, dove lavorano i miei figli e ci aspettano i nipotini.
Ma , spesso, mi rendo conto di essere solo.
Sento di aver bisogno di una vita parallela, dove possa distendermi ed esprimere la mia vitalità inappagata.
… ecco perché, personalmente, ho sempre organizzato la mia vita badando bene che fosse la mia. Anche il più scrauso testo di psico-qualcosa raccomanda di non “votarsi” interamente agli altri, ma di mediare tra questi e l’amor proprio. Non puoi far molto per gli altri, se non sai stare in piedi per conto tuo e non sei soddisfatto di come riesci a gestirti.
C’è molta gente che cerca vite parallele – e non sempre in condizioni al contorno estreme come quelle di Giusbe. È tutta gente che non ha saputo organizzarsi la propria la prima volta, e ora chiede una seconda occasione.
E chi te la dovrebbe dare? E perché?
C’è parecchia verità in quello che dici KW ma molto spesso, e non per scelta, ci si ritrova a dover mettere da parte se stessi e a furia di mettere da parte, quando ti riprendi hai un attimo di sbandamento nel conoscerti di nuovo. Ma tutto si può fare, a qualsiasi età, cambia la quantità di fatica, ma nulla è impossibile.
Trovo invece umanamente comprensibile quello che dice Giusbe, ma voglio leggere che il bisogno di una vita parallela sia solo uno sfogo alla pesantezza della vita attuale con la moglie così provata.
Nel suo post, trovo attuale una frase dei riti matrimoniali, potente e bellissima “nella buona e nella cattiva sorte” … una direttiva di vita quando scegli di stare con un compagno/compagna. Una frase/promessa troppo spesso detta con leggerezza e che invece ti impegna, se scegli.
Io solo per questa frase, sarei stata lì, dove stavo, pur stando male.
E ditemi pure che sono vigliacca.
Per MariaTerry: che mi iscrivo a fare al gruppo di Roma se poi non posso partecipare? Quando tornerò a Roma (bellissima) ti avviserò, così ci incontreremo.
Un’altra cosa Terry: pomeriggio sono stata ad una visita organizzata per vedere una casa bella e poco conosciuta di Milano - inutile dire che eravamo una decina di … indovina un po’ …DONNE!
In compenso la guida era un uomo, appassionato, un’ottima cultura generale e alla fine ci ha suonato pure un paio di brani al pianoforte.
Ciao Nina,

ho letto i post su questo forum e devo dire che alcuni li ho trovati interessanti... magari non illuminanti ma interessanti. Mi ha fatto sorridere la descrizione della tua visita con 10 donne perchè è esattamente quello che succede anche a me quando decido di andare a scoprire qualche angolino di Roma.
Rotto il ghiaccio con la premessa torno al focus "solitudine" non per annoiarvi ma perchè forse scrivere qualche pensiero che mi gira fastidiosamente in testa mi potrebbe aiutare. Dopo aver apprezzato, matrimoni, convivenze e periodi di "singletudine allegra" ho finalmente imparato ad apprezzare quei silenzi, quella libertà ed i miei spazi e difficilimente riuscirò a rinunciarci; questo però non vuol dire che ho chiuso le porte all'amicizia e neanche all'amore e tanto meno all'Amore con la A maiuscola, non ho paura di perdere di nuovo una partita mi fa paura stare in panchina, mi fa male vedere scorrere la sabbia della clessidra senza neanche provarci...finchè posso proverò a rialzarmi e riprovarci di nuovo perchè solo così riuscirò a prendere sonno ho bisogno della consapevolezza di averci provato.
Ecco straparlo, scusatemi e grazie di avermi permesso di "sputare" questi pensieri, commentate pure liberamente, ho una buona corazza... o almeno l'avevo. Buona giornata