Secondo un recente calcolo, esistono 10 religioni principali e circa 10.000 sette, 6.000 delle quali si trovano in Africa, 1.200 negli Stati Uniti e centinaia in altri paesi.
Secondo alcuni le varie religioni non sono che modi diversi di presentare la verità religiosa.
Mettendo a confronto con la Bibbia le loro dottrine e pratiche si nota piuttosto che l’esistenza di varie religioni è da attribuirsi al fatto che le persone hanno seguito uomini anziché dare ascolto a Dio.

Chi è l’istigatore di questa confusione religiosa?

Tutte le religioni sono accette a Dio?
Io credo che l'essere umano sia troppo limitato per potere veramente entrare in contatto con qualcosa di così grande. Non ha importanza se crediamo che Dio sia uno, trino o in tutto cio' che ci circonda. Gli umani che abitano attualmente la terra sono miliardi, un numero spropositato se pensiamo anche a coloro che ci hanno preceduto. Tuttavia nemmeno nei millenni trascorsi a discuterne sono riusciti a dipanare la matassa. E sono fallaci, per definizione, sono umani appunto! Quindi ben venga la ricerca di Dio, che peraltro mi coinvolge personalmente ogni giorno, ma nella consapevolezza dei limiti di cui sopra. E magari anche cercando di sfrondare i principi da cui partiamo dai condizionamenti religiosi delle varie "chiese" che troppo spesso hanno avuto intenti assai meno nobili che non la ricerca di Dio.
E in questa ricerca credo che anche la preghiera sia utile, addirittura per gli atei e ancor di più per gli aconfessionali. La preghiera in fondo cos'è se non il tentativo di attirare verso di se' le energie cosmiche positive?
Guardo la religione, qualunque religione, con molto distacco. Guardo l’uomo, di qualunque genere maschio o femmina, con molto distacco. Guardo i modi di presentare l’uno e i modi di presentarsi dell’altro con molto distacco. Non che mi creda superiore, no, è che, passati i 70, non credo più alle favole da qualunque parte mi vengano raccontate, e ne sento davvero tante.
Dio non l’ho mai incontrato, non l’ho mai visto, né lui mi ha mai buttato giù da cavallo. Considero il problema della sua esistenza una banalità da scolaretti presuntuosi e inesperti. Se c’è meglio coprirsi gli occhi, come Mosé, per non restare accecati; se non c’è perché crearne uno nuovo chiamandolo uomo? Meglio un diplomatico silenzio, non è impegnativo.

Nonostante questa prudenza sono rimasato sconvolto da una frase del Vangelo: conoscere Dio come spirito e verità (non so se è una traduzione giusta ma io l’ho percepita così). Dio, o quel che lo rappresenta, è l’unica risposta possibile che trovo per tutti i miei dubbi (e ne ho davvero tanti). Non solo, se oso mettermi davanti a lui non posso certo raccontargli balle, perchè a lui non posso nascondere qualcosa o mettermi una maschera o falsificare la realtà, come posso fare con gli uomini. Se è Dio la realtà la conosce e meglio di me. Davanti a lui posso solo essere autentico, con lui non c’è bisogno di scrivere un profilo o spiegarmi in un forum o far conoscenza in chat. Ma ancora e di più, per quanto io mi scopra sempre più piccolo, contradditorio, interessato, malato, ambiguo, ultimo, uomo, lui mi restituisce ugualmente, e sempre, dignità (non mi ha ancora fulminato! Come avrebbe dovuto), cosa che invece non sanno fare gli uomini (che di fulmini me ne hanno mandato a manciate). Allora che indossi una tonaca nera o un mutandone giallo mi è abbastanza indifferente. A lui non gliene frega niente della casacca che gli mettono. Lui è e basta. Non ragiona da uomo ma da dio, e in quest’ottica nonostante i miei errori e i miei limiti mi dà fiducia ed è l’unico che crede in me pur sapendo la merda che sono. Per essere così non può che essere “spirito”, impalpabile ma reale, invisibile ma presente, severo ma comprensivo, e tenero. Come un padre? Mah, se io sono un papà è meglio che Dio non mi prenda come modello.

Sapeva che Eva…? non lo sapeva? E che me frega, cambia qualcosa? Certo anche loro non potevano raccontargli balle, davanti a lui non potevano che essere autentici, con tutti i loro limiti, passioni, desideri, progetti… anche se poi hanno pensato bene di coprirsi. Dio o ciò che lo rappresenta è quel momento che mi costringe ad essere vero, senza scuse, senza giustificazioni, senza contradditorio. Se voglio fare il contrario ne devo portare le conseguenze. Eva lo ha capito subito, prima di Adamo (le donne!), … ma Eva è stata anche la prima a mettersi in politica (io sono brava, lo stupido è lui ed è tutta colpa del serpente non mia) e Adamo ha subito fatto proprio il ruolo di cittadino perfetto (taci e lavora… e vota, tanto non conti un cazzo… c’ha da venì Grilletto…).
Blaise Pascal nelle sue meditazioni riguardo alla scommessa sull’esistenza di Dio, conclude che conviene sempre puntare su Dio, perché, se non esistesse, si avrebbe comunque a disposizione il mondo finito, ma se esistesse, oltre al mondo finito, si guadagnerebbe anche quello infinito (Dio).
Io ho sempre amato la religione cristiana: trovo che i suoi messaggi di fede, di speranza, di amore verso gli altri siano apportatori di pace, di pienezza di spirito. In una trasmissione televisiva sulla religione, Benigni affermò che il segreto della religione cristiana era la gioia. E’ soprattutto straordinario il messaggio che esorta addirittura ad amare anche il proprio nemico, dato che in realtà amare i propri amici è fin troppo facile.
Inutile dire che sono state compiute atrocità anche in nome di questa religione: queste le hanno commesse gli uomini, e sono diametralmente all'opposto a quanto predicato da Gesù Cristo.
La fede è una forza, ed è quella forza che, a volte, diventando una grande e assoluta fiducia, e, quindi, una potenza, fa avvenire addirittura i miracoli.
L’uomo moderno, decidendo che i cieli sono disabitati e quindi rinunciando a Dio, si è, sembrerebbe, creato da solo un grande vuoto interiore, che cerca di riempire con modalità che spesso inducono ad una sempre più grande disperazione.Quando le chiese erano aperte tutto il giorno, chiunque si trovasse in un momento di difficoltà spirituale, chiunque sentisse rimorso per errori compiuti più o meno volontariamente, se voleva entrare in una delle case di Dio, anche solo pregando nel silenzio e nella pace , già sentiva un ristoro nell’anima; e poteva raccontare ad un confessore le sue angosce, i suoi errori, ed ottenere quasi sempre il perdono. Oggi aumentano i disadattati, ma possono ricorrere, potendo, più che altro allo psicologo, figura professionale, che ha ormai quasi sostituito quella del confessore. Anche rendere opzionale la religione ai giovani si può configurare come un errore non da poco; che essi ne abbiano bisogno, come uno dei punti di riferimento, è dimostrato dal grande numero di giovani sorridenti che accorrono per il Papa-day e durante le sue visite pastorali, anche all'estero. E poi, una volta tolto questo punto di riferimento, che per i giovani era comunque un orientamento, con che cosa è stato sostituito, come guida spirituale?
Dall' insegnamento dell'educazione civica? Non saprei come individuarne i risultati.

Anche alla fine della vita, se, come dicono, si rivivono quei momenti dove i fatti più importanti della vita trascorsa passano rapidissimi nella memoria, può accadere che li si possa rivivere nella più completa disperazione per via di azioni od omissioni gravissime nei confronti di altre persone, come narrato ad esempio nel libro di J. Conrad, dal titolo “Cuore di tenebra”: dove Kurtz, nel Congo del periodo coloniale, reso folle dalla solitudine e da “una volontà di potenza” che gli aveva fatto commettere numerose atrocità, nel momento del trapasso, rivivendo il male da lui fatto, grida disperato: “L’orrore, l’orrore”. Comunque sia, per chi sinceramente si pente, anche nel momento estremo, si palesa la misericordia di Dio, così ci è stato detto.
Cercare Dio. Perché, consciamente od inconsciamente, tutti abbiamo bisogno di un rapporto con il trascendentale, almeno io lo credo. E poter finalmente trovarlo, un Dio, e che sia sorridente: come lo è il nostro.
Aggiungo volentieri un estratto dell'intervista rilasciata recentemente all' Huffpost dallo psichiatra Vittorino Andreoli, che rende bene l'idea della portata civilizzatrice della predicazione di Cristo con il precisare anche l' importante distinzione tra ciò che è da considerare felicità e ciò che è da considerare gioia.
".......Antropologicamente la donna è stata da sempre considerata una preda dall'uomo. Poi è arrivato Cristo, che le donne le ha rispettate. C'è stata la cultura che faticosamente ha dato valore alla donna, alla femminilità, alla sua resistenza. Ma se precipitiamo nell'uomo pulsionale, la donna ritorna ad essere la preda.
Oggi si parla solo di felicità, ma la felicità è qualcosa di individuale. È una sensazione positiva, piacevole, che appartiene all'io. La gioia appartiene invece a una condizione che riguarda il noi: l'io insieme all'altro. Si trasmette e la si riceve, ma riguarda sempre un gruppo. Oggi solo gli imbecilli possono essere felici.
Apparteniamo a una società troppo complessa perché non venga considerata la condizione degli altri. Come fa uno a essere felice se ogni giorno vede persone che soffrono?
Io non stimo molte persone, ma quell'uomo di Nazareth, quell'uomo con la U maiuscola, quello insegnava la gioia. Oggi però tutto è diverso.
Siamo la società della paura e domina la cultura del nemico....."
La più bella e la più profonda emozione che possiamo sperimentare è la sensazione del mistico. Il mistico è il seminatore della vera scienza. Colui al quale questa emozione è straniera, colui che non si meraviglia e che non rimane rapito in timore reverenziale è come un morto. Sapere che ciò che ci è impenetrabile esiste realmente, manifestandosi come la più elevata delle saggezze, come la bellezza più radiante che le nostre ottuse facoltà possono comprendere solo nelle loro forme più primitive ... questa conoscenza, questo sentimento, è il centro della vera religiosità. La mia religione consiste in un'umile ammirazione dell'illuminante superiorità che rivela se stessa nei più trascurabili dettagli che noi siamo in grado di percepire con le nostre fragili e fievoli menti. Questa profonda convinzione emotiva della presenza di un potere razionale superiore, che si rivela nell'incomprensibile universo, forma la mia idea di Dio.
Albert Einstein
Benvenuta aleinad!
Grazie per il ricordo del pensiero di Albert Einstein.

Presumo tu lo condivida. Spero ti troverai bene qui nel sito per cercare amicizie e nuove cose! Buona navigazione tra i vari post...... :mrgreen: se ti piace scrivere per esporre le tue idee, sensazioni, i tuoi pensieri, sei nel posto giusto!

Argomenti ce ne sono di vari! Sta a te selezionarne qualcuno attraverso il quale avremo tutti il piacere di conoscerti meglio! :D
ormai ateo convinto tutto quello che avevo da dire l'ho detto come arterio e art59...se ne avete voglia leggete i miei vaneggiamenti all'inizio del forum
au revoir
alvermann, avrei letto volentieri i tuoi vaneggiamenti ma non sono riuscita a trovarli. E' un argomento che mi coinvolge tantissimo. Per quanto mi riguarda, poiché non sono assolutamente in grado di capire e quindi di conoscere la verità, non cerco risposte e non ho certezze. Non ho quindi un credo ma non sono nemmeno atea, né agnostica. Mi piace definirmi "possibilista" e mi diletto a fantasticare a ruota libera su cosa possa esserci dietro questa immensità infinita.
E' tutto talmente perfetto che è difficile però per me pensare che non ci sia un senso e poiché sono estremamente curiosa mi piace illudermi che dopo la morte, anche solo per un attimo, finalmente SAPRO' :D
aleinad58 ha scritto: alvermann, avrei letto volentieri i tuoi vaneggiamenti ma non sono riuscita a trovarli. .........


aleinad, li trovi nella Prima pagina del post: prima alvermann aveva i nick arterio e art 59
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alvermann ha scritto: ormai ateo convinto tutto quello che avevo da dire l'ho detto come arterio e art59...se ne avete voglia leggete i miei vaneggiamenti all'inizio del forum
au revoir



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