Cara Consonanza, io ho un libro di ricette bretoni.....siamo a posto direi :D
premetto che sarebbe impossibile andare a vivere da naltra parte..sono troppo attaccato alla mia terra..alle mie cose..ai miei hobby, comunque se dovessi dare una destinazione direi alle canarie...ma poi il posto deve piacerti....anche in gran bretagna visto che io temo il caldo....sono stato 15 giorni nel 98 in islanda a rekiavik.....posti molto freddi anche ad agosto...ma sono posti solo per vacanze...poi in qualsiasi posto si vada devi conoscere la lingua...o e anche sufficente avere un amico italiano o frequentare un quartiere del posto dove vai che ci siano italiani......a me mi è sembrato di impazzire dopo un po stare 15 giorni senza parlare con nessuno....nessuno parlava in italiano...nei centri commerciali a comprare non vi era problema..ma per tutto il resto....in un bar per farmi preparare una confezione di patate fritte sono diventato matto a farmi capire.....giravo sempre a piedi perche non sapevo dove portavano gli autobus...essendo tutto scritto in islandese...non sapevo nemmeno dove si compravano i biglietti....ma la cosa piu terribile è che non sapevo le modalita precise per la partenza finita la vacanza...in albergo nessuno parla italiano...a momenti mi è venuto un attacco di panico...perche non sapevo che lo stesso pulmino che da un albergo piu grande mi aveva portato in un albergo piu piccolo....ripartendo si faceva lo stesso percorso inverso in maniera identica. :)
Raual, hai reso l'idea di cosa significhi spostarsi per un breve periodo in un 'altra nazione. Non conoscere i posti, conoscere nessuno, non sapere parlare la lingua.
Io, che di solito in Italia anche se sono sola mi spostavo per visitare qualche città che mi incuriosiva, una 15ina d'anni fa andai a trovare una mia amica che si trovava in montagna, a 200 km da casa mia. Era agosto e avevo pensato di trascorrervi qualche giorno. La mia amica aveva già degli impegni, dei passatempi a cui dedicava del tempo e io le dissi che non li avrei intralciati e che facesse pure quello che voleva. I suoi passatempi, per me, non erano divertenti perciò non pensavo assolutamente di aggregarmi.
Comunque, quei pochi giorni che sono stata là ha sempre piovuto, ho sofferto di una noia mortale, solo un pomeriggio mi hanno imprestato la bicicletta e sono andata in un paese vicino visto che il tempo lo permetteva. Non so descrivere neanch'io l'angoscia che mi prendeva, la solitudine, la tristezza, che mi aveva preso in quei giorni. Pure la mia amica mi aveva detto che non mi riconosceva più.
Alla fine, ho anticipato di 1 giorno il rientro, ho quasi litigato con questa amica, e sono stata felice di tornare al mio paesello, ai miei famigliari. Quei famosi giorni ancora li ricordo con tristezza, non so cosa mi aveva preso, forse il brutto tempo aveva contribuito?
Io invece sono completamente diversa per quanto riguarda le vacanze in altri paesi.
Mi piace tantissimo andare all'estero e anche se non so la lingua, cerco comunque di farmi capire e finora non ho avuto grossi problemi.
Certo in Islanda non sarebbe facile, ma in tutti i paesi nordici parlano l'inglese fluentemente, quindi masticando un po' di inglese, si va dappertutto.
Ho passato due settimane da sola in spagna quest'anno, non sapendo lo spagnolo (lo so, è più facile dell'inglese) eppure sono riuscita, a gesti e con il vocabolario, ad intavolare una conversazione decente con un signore col cane, un altro innamorato dell'Italia, la cameriera che mi rifaceva la camera.....
Mi piace molto Salisburgo, è una città bella, ma strapiena di italiani. Mi dà un po' fastidio trovare troppi italiani all'estero se sono in vacanza. Non è che non ami l'Italia o gli Italiani, è che se vado all'estero, vorrei sentirmi all'estero - invece in tanti posti, sembra di stare a Milano.
E comunque, trovassi un posto che davvero davvero mi piacesse, mi trasferirei all'estero, indipendentemente dalla lingua.