Io ho frequentato due corsi all'università per "anta"...ma era aperta a tutti. Un corso di erboristeria...sniffavamo tutti di tutto...e uno di egittologia (mi sentivo un po' depressa in quel periodo e volevo diventare una mummia).
A parte tutto, se facessero in queste università un corso di lingue, inglese ad esempio, o di computer più approfondito, credo che 'anziani o No' mi iscriverei.
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Questo post è stata l'occasione per rivedere delle foto di Gioia che non mi ricordavo. Un motivo per salutare Gioia e il suo bel figlio.
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[quote="susi_4ve"]forse perchè non ho ancora sessant'anni e non mi sono mai sposata, non mi sento un anziana. Ma conosco gente con qualche anno più di me che frequenta l'università degli anziani. Va bene, chi è in pensione coltiva un hobby, ma solo il sentir la parola 'anziano' dà l'impressione di essere già a una svolta. Qualcuno va a questa università? Vuol dire esser t


Io ho freque ntato quella di Basiglio Milano 3 ed è stata molto interessante. ho fatto u corso di bridge
corso di musica (ascolto)classica e tanti altri corsi molto interessanti
SUSI una sola parola, grazie

Uhh hai dimenticato un salutino anche al quadrupede , lei è Elettra (in pensione anche lei, ne ha diritto ) :wink:
Università per anziani?
Personalmente sono d'accordo con quegli anziani che frequentano un vero corso universitario e sarei d'accordo se gli anziani che ancora se la sentissero, potessero mettere a frutto l'eventuale titolo conseguito, con una opportunità lavorativa creata apposta per loro. Tempo fa ho frequentato la CEPU e ho constatato che fregano i soldi, perché forniscono una preparazione insufficiente e le loro dispense sono ridicole. Personalmente penso che la vita è un continuo studio, perché se mi incuriosisce qualcosa e provo interesse per quella cosa, vado a fondo della cosa, facendo ricerche e preparando una dispensa da conservare.
no, Navy, il vecchietto che si iscrive a un corso universitario (quello regolare intendo, non quello detto per la terza età) ha un ché di patetico. Ogni cosa ha un suo tempo e una sua motivazione. Si fa l'università perché si ha un progetto di vita, ci si vuole qualificare per l'esercizio di una professione o per porre le basi di una attività. Si hanno aiuti economici, spinta emotiva, motivazioni esistenziali, energie fresche a disposizione e ci si impegna con persone ugualmente orientate. La mente stessa del vecchietto non è più elastica come dovrebbe e non lo diventa di punto in bianco. Gli viene richiesto uno sforzo non indifferente, e questo per cosa? per la soddisfazione di diventare un dott? … se arrivi in fondo e ti mettono il tocco in testa anch'io ti batto sinceramente le mani perché, la fatica va riconosciuta e premiata, ma resti patetico perché del pezzo di carta che ti sei conquistato puoi farne un bel quadretto da ammirare quando ti viene la voglia di sentirti bravo. Se sei "molto anziano" non hai sbocchi lavorativi e forse ti è svenuta meno anche l'energia.
O tu hai una vita di studio alle spalle, e allora un corso universitario ha una sua motivazione (ricerca, approfondimento, completamento… ma in questo caso sei tu a poter insegnare ai frequentatori del corso, anzi, diventeresti un riferimento anche per il docente),  oppure è meglio seguire con più realismo qualche attività culturale meno blasonata (ce ne sono molti di corsi informativi per la terza età che permettono non sono un apprendimento ma anche occasioni di scambio o di incontro con coetanei. E' una strada più percorribile). Non diventi dott? e chissenefrega, è la serietà del tuo impegno nella vita che ti dà un titolo, che non è certo di carta, e ti devi sentire fiero di averlo conseguito anche se nessuno te lo ha conferito con sigillo, anello e tocco.
Con ciò non intendo scoraggiare nessuno. Cerchiamo di fare sempre un passo in più, non due … a una certa età gli strappi muscolari sono dolorosi. 
Caro Otto
conosco molte persone che hanno conseguito un titolo di studio in età avanzata, per esempio conosco un signore che faceva il maestro elementare e andando in pensione si è diplomato geometra e sono molti anni che fa la professione e questo signore ha progettato la mia casa al mare, poi ne conosco altri nella pubblica amministrazione che da diplomati, si sono laureati andando in pensione da dirigenti e con la pensione da dirigente, il cervello è come un muscolo, se è in allenamento è sempre efficiente. Personalmente ho molte conoscenze di famiglia nelle Università e se volevo diventare Dott.come dici tu, potevo farlo benissimo, ma io ho preferito seguire una carriera professionale dove ho guadagnato molto e sin da subito, giovanissimo, con molte soddisfazioni personali e girando il mondo. difatti come scuole ho fatto, il Liceo Linguistico, La Scuola Alberghiera e l' Istituto Tecnico Industriale.
Io non trovo patetico gli anziani che si iscrivono a corsi universitari ordinari...e proprio in quanto non sono studi finalizzati al puro posto di lavoro...ma per un desiderio o sogno magari rimandato nella vita. Otto...non tutto nella vita si fa perché debba esser finalizzato a qualcosa di pratico ma per la soddisfazione personale
non ho detto che non sia da fare quasi fosse una cosa indecente. Tutti sono liberi di fare quel che ritengono giusto per loro e di farlo quando lo vogliono. Ci mancherebbe. 
Leggo oggi sul Corriere di uno che si sta laureando a 62 anni. Ecco, questo per me non è patetico! e non lo fa per trovare un lavoro o per togliersi una soddisfazione (tra l'altro ha già una laurea honoris causa). Io sono abituato a vederle così le cose … ma forse il patetico sono io.

 http://www.corriere.it/cronache/16_settembre_24/rutelli-torna-universita-a-62-anni-mi-laureo-come-voleva-mio-padre-8183a518-828c-11e6-8b8a-358967193929.shtml

E' una intervista che vale la pena di leggere, anche se il personaggio non è di quelli che mi hanno entusiasmato.  Dice qualcosa., e non è poco.
otto...giuro che non ti riconosco più :). Ovvio sia una battuta la mia...in quanto non ti conosco per nulla:). Resto però stupita su quelli che per me sono integralismi...che non amo. Ma rispetto totalmente il tuo pensiero che non attribuisco a differenze generazionali ma a forme mentis diverse. W le diversità :)
susi_4ve ha scritto: A parte tutto, se facessero in queste università un corso di lingue, inglese ad esempio, o di computer più approfondito, credo che 'anziani o No' mi iscriverei.
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Questo post è stata l'occasione per rivedere delle foto di Gioia che non mi ricordavo. Un motivo per salutare Gioia e il suo bel figlio.

Bellissimi :)
Messaggioda Navyseals » 17.09.2016, 20:40
'Caro Otto
conosco molte persone che hanno conseguito un titolo di studio in età avanzata, per esempio conosco un signore che faceva il maestro elementare e andando in pensione si è diplomato geometra e sono molti anni che fa la professione e questo signore ha progettato la mia casa al mare, poi ne conosco altri nella pubblica amministrazione che da diplomati, si sono laureati ...'

Sinceramente condivido le idee di Otto, non voglio dire che è patetico andare all'università a questa età, ma non credo certo che questo porti a un lavoro. Tu Navy parli di un signore già in pensione che si è diplomato geometra e ha progettato la tua casa al mare. Ma aveva le spalle coperte. Aveva già una pensione, come quelli della pubblica istruzione hanno già un bel lavoro. Tornando al geometra il progettare una casa per lui è stata un opportunità, un diversivo. non credo che in tanti vanno a cercare il tuo geometra. Quando vedi che di geometri oggi ce ne sono di veramente qualificati.
Poi è vero che la mente non è più come quella di una volta, da giovani, meglio ancora se da piccoli si assimila tutto come una spugna. Adesso non abbiamo più la mente attiva come allora. Quante volte io devo andare a leggere il significato di un vocabolo per poi dimenticarmene il giorno dopo. (poi ci saranno certo persone più sveglie di me). Ammetto però che a quest'età siamo più consapevoli, studiando o lavorando. ci mettiamo più impegno.
Ma i diplomi o lauree prese ad una certa età, parlo di 70-80 anni e più; mi dà l'impressione che ti vengano quasi regalati, per l'età e la buona volontà.
Meglio fare corsi informativi , per migliorare noi stessi.
Nella vita bisogna porsi degli obiettivi da raggiungere e bisogna motivarsi a farlo e senza questa regola di vita, si finisce per essere degli inconcludenti.
Concordo...e non ho capito perché gli over o super over potrebbero frequentare corsi informativi ma non università..
Che differenza e discriminazione e'?:)..
Considerato poi che se la pagano da soli beh...w i laureati anta:). Non tutto nella vita si fa in funzione del lavoro...per fortuna:)
La questione di fondo mi par essere: fare corsi, più o meno lunghi o impegnativi, ora che siamo più o meno anzianotti, perchè mai farli? dove i vogliamo andare? o meglio ancora, dove speriamo che ci portino?
Lancio qualche considerazione personale che risposta al quesito forse non è.
Mi guardo allo specchio e no, non ho più anni 18, ma la salute è discreta e la mente, se pur qualche volta s'intoppa a tradimento, mi sembra quasi meglio di ieri, l'esperienza varrà pur qualcosa.
Non so voi, ma io non mi sento molto diversa da ieri, e come ieri, se incontro qualcosa che mi stuzzica anima e mente lo esploro, non fosse altro perchè l'esplorarlo mi diverte, mi appassiona, mi aiuta a dare un senso di avanzamento nella consapevolezza del vivere .
Poi penso che se me ne impadronisco, forse ci posso anche costruir su qualcosa di utile, per me o, se proprio si mette bene, persino per qualcun altro.
Ci faccio su progetti mentali e non, che secondo me poco hanno a che fare con i limiti anagrafici.
Progetti a termine troppo lungo, vi state chiedendo, e perchè no, se ci affascinano?
Ogni cosa che appassiona è cosa buona, in qualsiasi epoca della vita si ha la fortuna d'incapparci.
cron