Ghosting: non ti lascio ma sparisco.

Ghosting: non ti lascio ma sparisco.

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Prendendo spunto da qualche interessante intervento sul Forum da parte di alcuni soci del Club-50plus, dedichiamo qualche riga al fenomeno del ghosting.

Sparire da una relazione senza dare spiegazioni non è una novità, ma con l’uso dei social questo fenomeno ha raggiunto una considerevole diffusione.

 

Stai frequentando una persona, apparentemente va tutto bene, ma a un certo punto lui o lei sparisce all’improvviso, smette di rispondere a chiamate, e-mail e messaggi. Questo comportamento si chiama ghosting, dall’inglese “diventare un fantasma”, ed è un fenomeno che negli ultimi tempi, grazie all’incremento della comunicazione online, dilaga nell’ambito delle relazioni sentimentali, ma anche d’amicizia o professionali.

Decidere di non assumersi le proprie responsabilità in un rapporto attraverso uno smartphone, è molto più facile che confrontarsi di persona. Una scorciatoia che però può portare a conseguenze dolorose  sia per la “vittima” che per il “carnefice”

 

Ghosting: cos’è?

Il ghosting è una tattica aggressiva e immatura utilizzata da uomini e donne per concludere una relazione, ignorando, da un certo punto in poi, ogni tipo di contatto con la persona con cui si frequentavano.

Il fatto di negarsi e sparire senza dare spiegazioni è sempre esistito, e degli amori che hanno la stessa durata di un battito di ciglia sono pieni i romanzi e le rubriche di posta del cuore. Non si tratta quindi di una novità, ma di un fenomeno psicologico che nell’era di internet è diventato sempre più virale. Questo perché social e chat online consentono uno scambio di messaggi continuo, talvolta eccessivo, anche in assenza di un rapporto reale tra le due persone e soprattutto hanno eliminato la differenza che c’era un tempo tra sentirsi a distanza e parlarsi dal vivo.

Non sembra strano, allora, comprendere quanto sia semplice e immediato passare da una tempesta di telefonate al silenzio totale. Del resto, è facile: basta chiudere lo schermo del pc o mettere il cellulare in tasca e il ghosting è fatto.

 

Chi è il "fantasma".

Come riconoscere chi fa ghosting? Che sia un uomo o una donna, esistono persone che appaiono più propense a dileguarsi dall’oggi al domani. Tra queste ci sono sicuramente i narcisisti, persone che manifestano un egoismo patologico: sono ipercritiche, fanno fatica a provare empatia e sono costantemente alla ricerca dell’approvazione per sentirsi realizzate. Si tratta soprattutto di uomini che, di solito seducono e conquistano per soddisfare la loro fame di gloria.

Un primo consiglio è quello di tenere lontani tutti quelli che hanno come obiettivo unico il successo personale o che da un momento all’altro alternano, all’interno della coppia, parole e gesti freddi e distaccati a un ingannevole coinvolgimento emotivo. Attenzione anche a chi fa troppo il misterioso, agisce in silenzio per raggirarti, tende a essere poco rispettoso degli altri e naturalmente chi dimostra un modo di fare spesso infantile ma pur sempre seducente.

 

Le motivazioni psicologiche di chi fa ghosting.

Il fantasma abbandona senza parole giustificando il suo gesto con l’intenzione di non provocare dolore a chi viene lasciato. Non è così: in realtà non solo evita il confronto ma si convince di farlo per il bene dell’altro, mentre in realtà lo ferisce nel profondo.

Queste sono le tre principali cause del ghosting:

-       Paura del confronto: è un comportamento passivo-aggressivo che il ghoster attua per non dare spiegazioni e ascoltare eventuali obiezioni, domande e lamentele dell’altro e tutelarsi così da probabili discussioni in cui potrebbe sentirsi giudicato.

-       Paura del conflitto: una forte immaturità psicologica, e perché no, un profondo senso di inferiorità che lo portano alla rinuncia a esprimere il proprio parere, oppure a risolvere problemi o situazioni in realtà affrontabili.

-       Paura dell’abbandono: spesso accade che il ghoster scelga di uscire dalla scena proprio quando la relazione inizia a essere più intensa e coinvolgente, quando percepisce di vivere qualcosa che potrebbe minacciare la sua indipendenza e stabilità emotiva. Per paura di essere abbandonato, decide di passare all’azione, lasciando per primo e mettendo un freno alla sua sofferenza.

 

Ghosting: perché è così doloroso?

Il ghosting è capace di ferire nel profondo chi lo subisce. Una ricerca dell’Università della California, ha scoperto che il dolore dovuto al rifiuto sociale attiva nel cervello le stesse aree neurali connesse al dolore fisico. La sofferenza da cuore spezzato fa molto male ed essere vittima di ghosting porta con sé tante conseguenze che derivano proprio da questo violento e silenzioso abbandono. La vittima inizia a rimuginare sul perché abbia scelto di agire così e su cosa abbia fatto di tanto grave da non meritare nemmeno un saluto. Entra in una spirale di rabbia per il torto subito, di tristezza e di speranza del ritorno (che non avviene mai) tali da abbattere la sua autostima.

 

Mai vendicarsi di un ghoster.

Vendicarsi contro il ghoster è un errore. È come un boomerang: torna indietro e fa ancora più male. L’idea di farla pagare a chi ti ha abbandonato, porta solo a stringere il legame che hai con questa persona. Meglio comportarsi nello stesso modo: sparire dalla sua vita senza dargli modo di tenerti aggrappato nella sua rete.

 

Foto:  Andrey PopovAdobe Stock

EMILIA31, 17.11.2022