I "no go" nel dating.

I "no go" nel dating.

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Non c’è dubbio che un “primo incontro” è  un momento “clou”, direi “la “prova finestra” - (per citare una antica pubblicità)  della nostra simpatia personale, cioè della capacità “innata” di  suscitare attrazione e interesse nell’interlocutore/trice.  Ci sono decine di film, racconti, pièces teatrali  incentrati sulle avventure /disavventure derivanti da un primo incontro tra un “lui e una lei”. Le antiche favole di solito concludevano il racconto con un “e vissero sereni e felici”.   

Ma oggi la complessità sociale in cui si vive ci espone alla frequentazione e alla valutazione  di una cerchia di persone molto ampia, con gusti,  preferenze, “stili di vita”  molto differenziati, talora in grado di incontrare la nostra istintiva simpatia, o anche soltanto  il desiderio di approfondire la conoscenza personale.  Ma cosa si intende veramente, nella vita di tutti i giorni,  per “simpatia” quando si parla di persone di una certa età, diciamo ultracinquantenni, ad esempio?  E quali sono i rischi, i comportamenti da evitare, quelli che possono trasformare in breve un incontro che era stato previsto come gradevole,  in una  inutile e antipatica discussione, in cui ciascuno degli interlocutori parla “per sé” e  non ascolta l’altro, o in cui ciascuno tende a “vendere” una immagine di sé, magari lontana dai clichés propri dell’interlocutore?

Intanto occorre che ci sia una reale “curiosità” di ciascuno per l’altro:  qualcosa che renda ciascuno “interessante” per l'altro.

Chi si appresta a vivere il suo primo date, dovrebbe prestare attenzione a diversi aspetti: dalla scelta del luogo dell’incontro, agli argomenti da trattare o da evitare e infine a quei comportamenti che contribuirebbero a renderlo una compagnia simpatica e piacevole. Mentre un single di 30 anni cerca un partner molto spesso nell’ottica di fondare una famiglia, con l’avanzare dell’età, da un incontro ci si aspetta essenzialmente di trovare una persona piacevole e con la quale ci sia simpatia e divertimento. 

Ci sono però alcuni atteggiamenti che, sebbene posti in atto inconsapevolmente, potrebbero rovinare velocemente l’atmosfera dell’incontro. Proveremo ad esaminare di seguito alcuni dei più „dannosi“. 

 

Narcisismo

Molte persone possono sembrare interessate solo a se stesse e poco interessate all’interlocutore al quale non rivolgono quasi mai domande. Parlare solo di sé o dei propri interessi è indice di una forte dose di narcisismo, qualche anche espressione di timidezza o anche il modo più facile per ovviare ai temuti vuoti di conversazione.   

 

Competitività

La competitività è un atteggiamento che caratterizza la realtà quotidiana di molti uomini che spesso la trascinano anche nelle conversazioni private con un potenziale partner. Naturalmente ci sono anche donne che vivono in questo costante stato di stress e sono di regola coloro che occupano posizioni di leadership professionale (ma non necessariamente!). Un atteggiamento troppo competitivo rischia di trasformare anche una semplice conversazione privata in una sfida. Un atteggiamento dissuasivo più che simpatico... 

 

Pessimismo

 Alcune persone vedono e dipingono di nero ogni aspetto della loro vita, compresi i momenti di conversazione e scambio con un possibile partner. È un atteggiamento che andrebbe assolutamente evitato. Specialmente durante la prima fase di conoscenza, converrebbe infatti lasciare da parte il proprio pessimismo, anche se originato da spiacevoli vissuti del passato. Nei “negativi” si nasconde un pericolo molto grande: spesso li troviamo a parlare in termini negativi di altre persone, cosa che fa scaturire nell’interlocutore la sensazione di essere poter essere ugualmente valutato negativamente e con poca attenzione alla complessità dei propri problemi.

È quindi bene fare attenzione, perché un comportamento di questo tipo non costituirebbe un buon viatico in una persona di una certa età. 

 

Sorriso stampato

In questo caso si correrebbe il rischio di essere valutati come ipocriti o attori che recitano una parte in cui non credono, e vale sia per gli uomini che per le donne.

La conversazione di un primo appuntamento non deve rischiare di assomigliare a un esame, anche se ovviamente è meglio che non scada troppo nel banale. Ognuno dovrebbe essere e dimostrare di essere sempre se stesso, che è poi ciò che rende una persona carismatica. 

 

Sapientone sputasentenze

Questa tipologia di interlocutore è considerata veramente insopportabile, non solo per i continui consigli non richiesti, ma anche per la loro struttura comunicativa: la tendenza a interrompere sempre su qualsiasi tema perché ritengono di essere gli esclusivi depositari della verità.Tra l’altro il rischio è di cadere nel banale o nel risaputo, scoprendo rapidamente che le proprie fonti di informazione sono di livello inattendibile. Data l’attuale gara dei social network a fornire informazioni tanto stupefacenti quanto non veritiere, questo è un pericolo che sta diventando sempre più frequente.Il tentare di essere brillanti ad ogni costo espone a rischi rilevanti: non conviene andare oltre l’opportuna e necessaria gradevolezza di una conversazione pacata e intelligente. La citazione colta va anch’essa valutata con attenzione, per non correre il rischio di sentirsi correggere un’imprecisione o di aver citato l’autore sbagliato.

 

Direi che a questo punto, il modo migliore per concludere sia con la saggezza di una citazione latina:  “Est modus in rebus” (Orazio)

 

 

Foto: (c) V&P Photo Studio /fotolia.com 

EMILIA31, 13.06.2019

KwisatzHaderach
1 | 18.06.2019 00:06

Se parli male dello Speed Date fai torto alla nostra MichelaV, per la quale esso è il rimedio a ogni male, incluso il raffreddore e il gomito del tennista. Quindi almeno non confondere lo SD con il banale incontro al bar: sarebbe come paragonare le montagne russe più alte del mondo con l’attraversare la strada per comprare il giornale.
Lo SD è attività completamente demenziale e perciò divertentissima, purché tu non la prenda sul serio.

Circa il tempo che ci vuole per capire… Ognuno ha il proprio, ma se c’è energia positiva lo vedi in 5 minuti. Poi puoi decidere cosa farne e come investirla, ma se non c’è… non c’è e buonanotte.

sissy65
2 | 17.06.2019 15:19

Io trovo lo speed date un controsenso per definizione, e con "speed" intendo anche gli incontri al bar per "prendersi un caffè e fare due chiacchiere, così intanto ci conosciamo". Non riesco a valutare un uomo in breve tempo, perché le caratteristiche fisiche del mio papabile partner mi hanno sempre lasciata indifferente. Sono essenzialmente attratta dal cervello e dalla prestanza intellettuale di un uomo, o comunque dalla sua essenza in toto (la famosa trimurti corpo-anima-cervello), la quale, sicuramente, comporta anche attrazione fisica, come risultato finale. Un incontro al bar di un'ora può funzionare solo se fa seguito ad una lunga ed intensa corrispondenza, sulla base della quale si impara ad apprezzare la testa dell'altro e si arriva al rendez-vous come se si fosse già un po' innamorati, correndo, tuttavia, il rischio di affrontare una cocente delusione, perché la realtà sbriciola spesso la nostra idealizzazione. Quindi è difficile anche così, ma in questo modo, se non altro, come accadeva nello sdolcinato C'è posta per te, ci sono più chance. No, per me gli incontri totalmente al buio non funzionano. Sicuramente in cinque minuti ti inquadro e posso capire se sei uno della mia tribù (da come ti vesti, da come ti esprimi trapela il segreto della tua appartenenza), ma non potrei mai dire, dopo cinque minuti: quest'uomo voglio rivederlo. In sintonia con Curcumella, penso di affidarmi, d'ora in poi, alla casualità della vita reale, oppure, ma purtroppo in questo sito scarseggiano le possibilità, mi affiderei agli incontri di gruppo, che creano situazioni più fluide e ci consentono di valutare le persone senza essere assoggettati all'ansia piacendi dello speed date. Infine, questo è un club di over cinquanta e quindi non si può pretendere di incontrare implumi pulcini candidi e appena usciti dall'uovo. Arriviamo tutti, chi più e chi meno, da esperienze traumatiche (separazioni, vedovanze, abbandoni ecc.) e ci sarebbe da insospettirsi se così non fosse. Di conseguenza, trovo che lo sfogo iniziale sulle brutte esperienze pregresse faccia parte del pacchetto e non osti necessariamente alla buona riuscita dell'incontro.

KwisatzHaderach
1 | 16.06.2019 13:03

Tra il 2017 e il 2018 ho fatto anche 3 incontri nella stessa settimana, per miei motivi di studio. Incontrare è estremamente facile: basta avere un profilo non-banale (e il mio non lo era). Era metà di un progetto: l’altra metà la faceva una mia cara amica, che contemporaneamente incontrava maschi. Abbiamo messo su un db niente male, che ci ha permesso di scrivere una serie di articoli.

Quanto agli incontri fortunati è tutta un’altra storia, che si è sviluppata negli anni (8). Permetterai che a Roma, 2,6 milioni di abitanti, ogni tanto una che ti sta bene e a cui stai bene tu la trovi. Io sono ESTREMAMENTE selettivo e uso parametri precisi (il primo dei quali è il mio interesse istintivo, spontaneo e immediato).
Ma probabilmente è inutile che mi spieghi: la tua realtà è sicuramente MOLTO diversa dalla mia, sotto molteplici aspetti.

Curcumella
1 | 16.06.2019 11:03

... Condivido il pensiero della terapeuta richiamata nel mio precedente messaggio: basta un'ora per capire se un appuntamento al buio evolverà in relazione. Un'ora in cui se fortunati si può aprire una connessione, un canale emotivo. Da evitare troppe domande tipo terzo grado ma lasciare che la conversazione si sviluppi da sola. Troppe domande mettono a disagio chi le riceve e trasmettono insicurezza di chi le pone. Accettare la persona per come è è un punto importante che facilità la conoscenza e il reciproco agio. Ho avuto una sola esperienza di appuntamento al buio, rapporto durato 6 anni, poi ho seguito più la mia natura che mi ha portato ad affidarmi alla casualità del mondo fisico. CHRIS... avere avuto molte esperienze non significa non esser selettivi ed esigenti ma non aver paura di provare e rimettersi in gioco. Tutti siamo esigenti in modo diverso

Curcumella
0 | 16.06.2019 10:55

Riporto il pensiero di una psicoterapeuta e sessuologa dell'ospedale israeliti o di Roma

KwisatzHaderach
1 | 15.06.2019 11:51

Quel che voglio dire, Michela, è che è certamente possibile trovare situazioni importanti a partire da un dating site, ma è assolutamente necessario che subito all’inizio l’Altro ci faccia una buona impressione. Il che accade molto raramente (ed è normale) ma sta accadendo sempre più raramente (evoluzione storico-sociale) perché – come dice l’articolo di Emilia – sempre meno c’è la predisposizione ad aprirsi propositivamente e sempre di più conta solo l’auto-rassicurazione narcisistica.
E’ per questo che i primi incontri sono più che altro degli scontri, in cui ciascuno dei due investe l’Altro dei propri problemi, fantasmi, aspettative (spesso assurde) e si aspetta completa e immediata accettazione, altrimenti bye e avanti un altro.
Ecco perché sia tu che io possiamo riportare in cronaca esperienze allucinanti, che ormai sono la regola.

KwisatzHaderach
1 | 14.06.2019 23:52

Vuoi una testimonianza positiva? Te ne dò di più.
Su UN ALTRO dating site ho avuto tre storie importanti, tutte e tre con convivenza, rispettivamente di due anni, otto mesi, due anni. Con la prima nominata, che conosco ormai da otto anni, siamo rimasti grandi amici, tant'è che per dirne una oggi è venuta da me a fare la lavatrice (la sua si è rotta) e abbiamo cenato insieme. Ci vediamo 3-4 volte la settimana.

Su QUESTO dating site ho avuto una storia promettente con una bella signora, che poi è finita per la distanza, perché era sposata e per un altro paio di ragioni bastevoli.
Con un'altra sono andato in vacanza (4 gg), ma non ha funzionato. Con una terza voleva lei ma non volevo io, ma ci siamo visti da amici per un anno, finché non ha trovato un nuovo amore.

Michela V.
1 | 14.06.2019 17:39

Leggendo Kiwi potrei raccontare le stesse esperienze dei miei incontri con il mondo maschile: mi ritrovo nell' essermi imbattuta in narcisi, competitivi e sapientoni e, posso aggiungere tranquillamente che, parlano eccome del loro vissuto. Vedovi inconsolabili, traditi feriti nel cuore e nell'orgoglio, pieni di sè e presuntuosi per i quali ti chiedi...se c'è uno spazio per una lei! Universo maschile dei dater che non differisce poi più di tanto da quello femminile.
E, come dice Emilia, ci vuole fortuna, tanta fortuna per incontrare la persona giusta.
Infatti, se il livello è come testimoniato anche da me....siamo prop messi male, ahimè! A volte vorrei leggere qualche reale testimonianza positiva! Chissà! Buona fortuna a tutti!

EMILIA31
0 | 14.06.2019 12:52

E sì, ci vuole fortuna ad incontrare la persona giusta!
KwisatzHaderach, dal racconto delle tue non poche esperienze, direi che per evitare delusioni è importante cercare di conoscere il più possibile l'altra persona prima di incontrarla. Le sorprese ci saranno sempre e comunque, per entrambi i sessi.
Bisogna anche tenere presente che al primo incontro molte persone siano tese, cariche, desiderose di dare il meglio di sé in poco tempo, e si trovano ad assumere comportamenti talvolta innaturali e sopra le righe. Lo trovo comprensibile per tanti motivi.

KwisatzHaderach
1 | 13.06.2019 18:57

Leggendo di narcisisti, competitivi e sapientoni, ripercorro col sorriso un centinaio di incontri dal vivo avuti tra metà dl 2017 e metà del 2018: praticamente TUTTE le donne con cui ho preso il caffè erano narcise, competitive e saccenti.
In realtà non sono completamente d’accordo con le associazioni “carattere”/comportamento dell’articolo, ma ho in ogni caso notato che:

- Il 99% delle donne parla e non ascolta. Parla tantissimo, di qq minchiata, ed è concentratissima su di sé. Crede che i propri problemi siano fondamentali, assai più importanti della fame nel mondo, la deforestazione e i mostri di Vega. Narcise? Non lo so: di certo autoreferenziali sino all’inverosimile.

- Sempre il 99% delle donne deve a tutti i costi dimostrarti qualcosa: quanto sono brave, intelligenti, colte, equilibrate. Non necessariamente lo fanno a discapito delle TUE caratteristiche (a volte càpita), ma in ogni caso devi apprezzare la grandissima fortuna di averle incontrate.

_ Ogni tanto capita anche quella che fa la colta a tuo beneficio. Per fortuna si tratta di una tipologia specifica, facilmente riconoscibile. A volte l’attitudine è associata alla competitività, altre al narcisismo, altre ancora a niente. Ho sempre adorato le maestrine e la loro ingenua fiducia riposta nelle 2-3 cose che sanno (più spesso, credono di sapere). Tempo fa sono uscito con una che mi ha improvvisamente attaccato un pippone infinito su un suo viaggio che le ha permesso di scoprire un museo d’arte segreto in Karakalpakstan. Ha detto più di una fesseria, ma non l’ho interrotta. Quando ha finito le batterie, le ho detto: “Tu forse non lo sai, ma a facilitare la prima esposizione europea di quel museo, 15 anni fa, sono stato io”. il ciao ciao baby è seguito a ruota.

Io, essendo uomo, esco con donne. Non conosco l’universo maschile dei dater e non so se i maschi le sparano più o meno grosse delle femmine, o uguale. Certo che se il livello è lo stesso, stiamo messi male.