Siamo esseri sessuali per la vita.

Siamo esseri sessuali per la vita.

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Come ci si sente a cercare un partner quando si sono superati i 60 anni? Non dovrebbe essere tutto più facile?

Ci si sente ancora troppo giovani per essere vecchi, ma in qualche modo anche troppo vecchi per passare per giovani.

Pensiamo ad un uomo separato dopo tanti anni di matrimonio, con un figlio che non vuole rimanere solo. E perché dovrebbe? Ha ancora tanta vita davanti!

“Sarà facile” è il primo pensiero che sovviene quando si inizia a cercare. Magari capita di avere un primo flirt cui si seguono periodi, spesso anni, di ricerca che alternano fasi di pura „magia“e di delusioni profonde. Alla fine ci si rende conto che tanto facile non è, anzi è ben più complicato di prima, quando si era più giovani.

 

Non fa molta differenza avere 60 o 80 anni. Le cronache ci presentano spesso casi di uomini, anche novantenni, accoppiati a donne molto più giovani e ci troviamo a leggere le loro storie con interesse e tolleranza. Ma siamo sicuri che saremmo altrettanto comprensivi se fosse nostro padre settantacinquenne ad andare a fare la spesa al supermercato di quartiere tenendo per mano la sua nuova compagna di di 40 anni più giovane? È difficile.

“Nella nostra società l’anzianità porta con sé un’immagine prevalentemente negativa”, afferma lo psicologo e psicoterapeuta Axel Kreutzmann. Le persone anziane sono viste soprattutto dal punto di vista del "deficit". E questa visione dell'età, plasma a sua volta, l'autovalutazione di molte persone mature: spesso si considerano limitati e inadeguati, sentono di doversi adattare più che pretendere, non si tengono per mano in pubblico, sono meno sicuri di sé nel desiderare e ricercare una partnership oltre che nella sessualità. Secondo uno studio a lungo termine dell'Università di Yale tuttavia, coloro che vedono positivamente l'invecchiamento non solo vivrebbero sette anni più a lungo, ma godrebbero anche di un'aura più positiva che li renderebbe anche più affascinanti.

“Gli anziani hanno più esperienza di vita e anche più esperienza di relazioni", scrive Axel Kreutzmann. Sono più attenti a se stessi e al loro partner e si prendono tempo prima di intensificare una relazione. Perché hanno sperimentato molto, perché conoscono le loro esigenze e perché potrebbe essere l'ultimo vero amore. Tutti elementi che in realtà rappresentano una buona base per instaurare una relazione matura.

 

Alleggerire la zavorra per trovare l’amore.

 Prima di tutto bisogna essere aperti e possibilisti. Non dire subito: “non è il mio tipo!” Meglio aspettare e vedere come si evolvono le cose, il che non significa abbassare i propri standard, ma piuttosto, un invito a non lasciarsi sfuggire la donna o l’uomo giusto solo perché il primo incontro non ha funzionato come ci si sarebbe aspettati.

 

In secondo luogo, non pensare di dover sempre raccontare all'altra persona la propria storia di vita.

A questa età, la mappa della vita di ciascuno è già segnata da tante esperienze. Alcune belle, senza dubbio, ma altre - divorzi, ferite, lutti - molto meno. Lo zaino delle delusioni potrebbe essere già molto pesante.

Quando si conosce una nuova persona ci si sente in dovere di recitare questa lunga biografia e ascoltare quella dell'altro. Emotivamente rappresenta un grande investimento per entrambi, e a volte si pensa: "Oh, preferirei di no"

 

Se poi si hanno figli che vivono ancora in casa il "nuovo arrivato" si deve misurare con la figura materna o paterna e, dato che il bambino viene prima di tutto, sempre, molte relazioni finiscono poco dopo essere nate.

Altri limiti possono essere rappresentati dalla intensa vita sociale che conducono alcuni over legati agli amici, ai club e agli impegni sociali, tanto da non avere più spazio per un progetto d'amore.

Ursula Staudinger è una psicologa e gerontologa, e scrive: "L'amore e la collaborazione sono bisogni fondamentali che ci caratterizzano come esseri umani per tutta la vita". Non si ferma alla pensione, non a 80 anni. "Siamo esseri sessuali e fisici fino alla fine della vita". Ma il design della “carrozzeria”cambia nel tempo e, se l'aspetto fisico gioca un ruolo maggiore in età giovanile, non è affatto vero che non riveste più alcun significato in seguito. "Il contatto e l'intimità sono estremamente importanti per il nostro benessere e la nostra salute", dice Staudinger.

Tuttavia, le motivazioni alla base della ricerca di un partner cambiano con il passare degli anni. Se da giovani, mettere su famiglia o trovare un posto dove vivere insieme gioca il ruolo più importante, in età più matura si vuole avere qualcuno con cui condividere le proprie esperienze. Che sia l'amore comune per i viaggi, per i libri, per l'allevamento di conigli. "Ma ci deve essere un'armonia", dice Staudinger. "Altrimenti vi darete solo sui nervi l'uno con l'altro".

 

Perché si cerca un partner anche in età matura?

Il fatto che le persone che cerchino un nuovo partner in età avanzata, ha spesso che fare con l'esperienza dell'invecchiamento. "La pelle cambia, le proporzioni cambiano, può succedere che il proprio corpo diventi un estraneo", dice Staudinger. Non è raro infatti, che molti si vergognino di stare nudi davanti a un nuovo partner. In questa fascia d'età spesso si hanno dietro le spalle lunghe relazioni in cui i due partner sono cambiati fisicamente insieme, acquisendo gradualmente familiarità con nuovi corpi dell’uno e dell’altro, confidenza che, ovviamente, non ci può essere con una persona nuova.

 

La ricerca ha dimostrato che, soprattutto per gli uomini, una relazione è più benefica per la salute e la felicità che invecchiare da soli. “Gli uomini sono più propensi a beneficiare di cure e attenzioni, le donne, secondo la tradizionale percezione dei ruoli, sono più propense ad essere le donatrici", dice la Staudinger. Per questo motivo, le donne che sono state assorbite da amicizie, associazioni e altre reti sociali, sarebbero molto soddisfatte anche senza partner.

 

In conclusione: è troppo bello lasciarsi andare all’impeto dell’innamoramento, desiderare la pelle e la vicinanza dell’altra persona per ritirarsi dalla battaglia per l’amore. Ne vale la pena, sempre.

 

 

Foto: oneinchpunch/Adobe Stock

EMILIA31, 22.10.2020

Michela V.
2 | 24.10.2020 17:09

L'essere umano è certamente un essere sessuale! La sessualità è innata già nel bambino di pochi mesi. Le sue espressioni cambiano nel corso del passare degli anni, con i cambiamenti del corpo. Il sesso è uno dei piaceri della vita con tutte le sue sfaccettature, con periodi più o meno attivi, più o meno fantasiosi, è più o meno importante o prioritario.
Certamente le differenze di genere non sempre sono in sincronia con l'età; ci sono statistiche riguardo una maggiore/minore attività in precisi periodi della vita, diversità tra maschi e femmine. A meno che non si faccia voto di castità, sesso, sessualità, desiderio e fantasia fanno parte di tutti noi!

EMILIA31
0 | 23.10.2020 22:53

Interessante, grazie.

KwisatzHaderach
1 | 23.10.2020 17:00

Che dire? L’articolo richiama alcuni punti fondamentali del perché non si dovrebbe smettere di cercare un partner a qq età, in barba a quello che pensano gli altri.
Io sono “specializzato” sull’autopercezione fisico-atletica degli over (60) e osservo come la cultura generale – in Italia – sia di muto ostacolo alla realizzazione e accettazione di sé. A volte, poi, non è nemmeno tanto muta: il 60enne attivo viene visto come un freak, assurdo e fuori posto, scomodo.

Per quanto riguarda il sesso, nuovamente la società guarda con sospetto gli over ancora attivi, tacciandoli a volte di esibizionismo quando non addirittura di devianza psicologica e ossessività monomaniacale. Come stiano le cose dal punto di vista ormonale non lo so, ma vedo che per le donne è più facile rinunciare definitivamente al sesso o – forse soprattutto – a un proprio ruolo attivo, propositivo e scegliente sul tema. In altre parole, chiudono bottega a cuor più leggero. Ho parlato con centinaia di esse, e quelle che hanno una visione complementare alla mia si riducono a ogni anno di età che passa. Questo ha certamente a che fare anche con i mutamenti del corpo, e mi azzardo a dire – sempre in base alla mia esperienza diretta – che fisicamente i maschi tendono ad accettarsi di più e a non farsi problemi nel mostrarsi nudi, forti di un’illusione di accettabilità che può non corrispondere all'oggettiivtà dei fatti ma che aiuta sicuramente. Le femmine sono molto più soggette all’influenza dei modelli estetici socio-culturali, per cui è più facile si sentano inadeguate, essendo sempre state abituate a pensare di dover piacere, essere belle, etc.

L’affermazione "Siamo esseri sessuali e fisici fino alla fine della vita" personalmente la condivido in pieno, ma… andrebbe spiegata a chi non la crede vera.
Ecco, quello che questo Club come consesso di persone mi ha insegnato è che col passare del tempo la forbice tra sessualità maschile e femminile si amplia, per ragioni in parte naturali e in parte culturali (sempre in Italia, cioè per quel che vedo io – devo aggiungere). I due semimondi si separano sempre di più, fino a una vera incompatibilità di obiettivi.