Un nuovo amore dopo la separazione.

Un nuovo amore dopo la separazione.

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Un divorzio può essere un'esperienza difficile ed emotivamente molto faticosa. Sebbene spesso ci voglia tempo per guarire le ferite, molte persone scelgono presto, a volte troppo, di rimettersi in gioco in campo sentimentale cercando subito una nuova relazione.

Dopo una separazione però può non essere facile lasciarsi andare. È possibile che siano passati diversi anni dall’ultimo appuntamento galante e, soprattutto dopo tanti anni di matrimonio, può essere necessario un po’ di tempo prima di cominciare ad accettare la nuova condizione di single e imparare a gestire l’ansia di un nuovo incontro.

 

Ecco qualche suggerimento che potrà esserti utile ad affrontare meglio la tua nuova fase di vita.

 

Riscoprire se stessi.

Durante la vita matrimoniale, molti coniugi finiscono per "fondersi l’uno nell’altro" partecipando alle stesse attività nel tempo libero e incontrandosi con lo stesso gruppo di amici.

Dopo un divorzio, diventa quindi fondamentale fare un lavoro di autoanalisi per riscoprire se stessi e i propri interessi personali.

Cosa fare? ad esempio si può ricominciare con un vecchio hobby che hai amato e poi abbandonato. Ma oltre a tenersi occupati, è altrettanto importante lasciarsi il tempo per riflettere sulle relazioni passate, su cosa cerchi di diverso in un futuro partner, su quali parti di te dovresti lavorare prima di impegnarti in una nuova relazione.

I mesi successivi al divorzio sono il momento ideale per concentrarti su te stesso. Invece di tuffarti immediatamente in un tour de force di appuntamenti, trascorri del tempo vivendo in modo indipendente e lavorando su te stesso in modo di non spingere troppo l'acceleratore o al contrario, mantenere un eccessivo distacco per difenderti da un eventuale coinvolgimento emotivo.

 

Non cominciare una nuova relazione se sei ancora innamorato dell’ ex.

Divorziare, lo abbiamo già detto, non è mai facile tanto più che i sentimenti per l’ex-coniuge non si dissolveranno in una notte. Ed è perfettamente normale che sia così.

Se si esce dal divorzio con un caos emotivo non risolto, con un vuoto che terrorizza e con il panico della solitudine, sarà più facile, ma anche più rischioso, buttarsi a capofitto in un nuovo rapporto, per non sentire dolore e soprattutto per potersi appoggiare ad un'altra persona, chiunque essa sia, rischiando di proiettare sul nuovo partner ombre, dubbi ed  false certezze emotive derivanti dall’esperienza passata.

Attenzione infine a non cadere nel tranello della competizione tra ex coniugi, vale a dire di cercare una nuova persona solo perché hai saputo che il tuo ex ha già una nuova relazione. Una nuova frequentazione nata per ripicca non ha molte chance di durare.

 

Relazionarsi con amici e colleghi.

La presenza degli amici è fondamentale e può essere di grande aiuto per superare lo stress della separazione, soprattutto se sono amicizie con persone a loro volta single. Potranno raccontarti il loro vissuto, suggerirti i locali più adatti a te e, perché no, consigliarti i  migliori siti di incontri nei quali hanno fatto esperienza.

Trascorrere del tempo con altri single (non depressi) aumenterà la tua autostima e ti aiuterà a rientrare con ottimismo nel mondo del dating.

 

Non lasciare che i tuoi figli o la famiglia dettino le regole della tua nuova vita.

Se è inevitabile pensare ai propri figli quando si inizia una nuova relazione, è meglio presentare loro il nuovo partner solo quando si è ragionevolmente sicuri che il  rapporto sia una cosa seria. I figli, piccoli o adolescenti che siano, avranno comunque difficoltà a capire ed accettare le tue nuove scelte di vita. Non dimenticare  che sei una persona adulta e libera di uscire con chiunque tu ritenga giusto, sempre nel rispetto die sentimenti dei tuoi famigliari.

 

Approfittare di tutte le opportunità per incontrare nuove persone.

Tieni aperte le tue opzioni di incontri. Anche se potresti avere dei dubbi all'idea di creare un profilo su un sito di incontri online, prova comunque oltre a partecipare agli eventi locali con i tuoi amici, anche quando preferiresti rimanere a casa a guardare la TV.

 

Non cadere nel "gioco della colpa".

È sempre facile lamentarsi del proprio ex, comportamento che è sempre sbagliato oltre che nocivo per le future relazioni.

Durante i primi appuntamenti con una nuova persona, evita le conversazioni sul tuo precedente matrimonio concentrandoti piuttosto sugli aspetti positivi, sorridendo dei problemi del passato e discutendo di ciò che hai imparato dalle relazioni precedenti. 

Il tuo nuovo partner sarà felice di saperne di più su di te e di vedere che non sei né vendicativo né hai rancori sospesi nei confronti del tuo ex. Invece di incolpare il tuo ex per il divorzio, fai del tuo meglio per seguire la tua nuova strada con ottimismo e guardando al futuro con positività. 

 

L’inizio di un nuovo flirt regala sempre entusiasmo. Dopo tanto dolore, sarà proprio l'entusiasmo a guidare la nuova storia. Finché sarà presente, contribuirà al tuo benessere psicologico regalandoti emozioni piacevoli. La durata di questa energia positiva determinerà il „valore“ della relazione. Se dovesse finire velocemente, sarà stato comunque importante per 'traghettarti' fuori da un periodo difficile. Se invece continuerà a nutrirti pienamente, allora, con grande probabilità, si tratterà di una nuova storia d'amore.

 

 

Foto: Günter Menzl/Adobe Stock 

 

EMILIA31, 09.01.2020

sonoplay
1 | 23.04.2020 06:42

ho conosciuto in gennaio 1970 la mia ex moglie che avevo 19 anni e lei 17, entrambi studenti, avevamo deciso, almeno io credevo così, che non avremmo avuto rapporti intimi prematrimoniali, finita la scuola ci vedevamo di rado e di nascosto perché, a dire di lei, in casa c'era un clima ostile al nostro fidanzamento. Mi mancava ma accettavo di sacrificarmi, avevo perso mia madre a sedici anni e riversato sulla ex anche l'affetto che avevo perduto, in un certo senso mi era diventata indispensabile anche perché fino all'età di 40 anni non ho mai accettato che mia madre non c'era più. La ex ha sempre giurato di essere l'unico uomo che ha conosciuto ma nel corso dei lunghi anni di matrimonio, da cui tre figli, mi son dovuto rendere conto che era una bugia, senza entrare troppo nei dolorosi particolari. La crisi strisciante e silenziosa è stata evidente quando, dopo aver venduto una proprietà solo mia perché ereditata da mio padre, col ricavato ho comprato l'appartamento di famiglia cointestandolo. Dal giorno che siamo usciti dallo studio notarile i rapporto matrimoniale andava sempre peggio, con enormi sacrifici cercavo di mantenere in piedi la famiglia anche per dare un porto sicuro ai miei figli. Nonostante la ex non mostrava nessuna intenzione di separazione facendosi apparire esternamente alla gente quasi come la moglie perfetta da soli in casa sempre maggiore freddezza e distacco, A maggio 2018 sono venuto a conoscenza che nel corso di lunghi anni dal 1995 ha iniziato a sedarmi col Tavor gocce nel caffè e nei cibi a mia insaputa dal 1995 fino al punto di convincermi di avere disturbi mentali. Al dipartimento preposto ci andavamo insieme e in genere era lei a parlare, probabilmente ci sarà andata anche da sola, fatto sta che lo psichiatra si è convinto che soffrissi di disturbo bipolare ma, con sua meraviglia, la terapia a base di litio non dava alcun miglioramento, neanche costui sapeva della somministrazione fraudolenta di Tavor. Con un disturbo mentale ufficializzato e un sottile lavorio alle spalle dove mi ha fatto terra bruciata e dopo avermi ben bene spolpato fino all'osso, insegnando di contro ai miei figli ad amare molto il mio portafoglio e pochissimo la mia persona, infine, senza scendere in particolari ma si può immaginare benissimo l'inferno che ho sopportato, verso la fine di marzo 2018, approfittando di una mia assenza momentanea da casa da trascorrere in riflessione sul da fare, tornato ho trovato la serratura cambiata e non son potuto mai più rientrare in casa, nessun avvocato a cui mi sono rivolto mi ha indicato il percorso giuridico idoneo, d'altronde semplice, invocare l'articolo 700 del codice di p. c. ed ottenere immediatamente l'immissione in casa con decreto del giudice del tribunale competente. A questo punto per la ex è stato gioco facile, poveretta si è ritrovata un marito pazzo e ha dovuto tutelare se stessa e i nostri figli. Dopo un percorso psicodiagnostico senza assunzione di psicofarmaci è stato rilevato che non soffrivo di disturbo bipolare e quindi mai era potuto essere essendo tale disturbo di carattere genetico, cioè si nasce così, gestendo tra l'altro da solo la mia vita senza l'aiuto di nessuno, in altra città di residenza, abbastanza lontano dal luogo in cui sono vissuto da "marito" in effetti tutti i vecchi amici e i parenti della ex mi hanno voltato faccia, come versione ufficiale per giustificarsi mia moglie oltre a dire che ero pazzo, che andavo con le prostitute e avevo dissipato le risorse economiche familiari, però di contro non ha mai detto che oltre a comprare la casa di residenza familiare sono riuscito a comprare un'altra unità immobiliare di tre piccoli appartamenti che produce rendita. Dopo due anni vissuti praticamente da solo, odiato fino all'estremo da due dei miei tre figli e da quasi tutti i parenti di lei, sono riuscito a rinascere dalle mie ceneri, ora gola la stima ed il rispetto di nuovi conoscenti ed amici vivendo in un clima di tranquillità, l'unica cosa che mi duole sono quei miei due figli perché se la ex amasse veramente i propri figli non li istigherebbe ad odiare il padre. Non ho mai smesso di credere nell'amore, nonostante tutto, ho voluto raccontare la mia storia allo scopo di incoraggiare quelle coppie in crisi, confrontatevi subito e se in seguito neanche andate d'accordo, per qualsiasi motivo frapposto, mollate tutto subito e separatevi, ne troveranno benessere anche i vostri figli, e se eventualmente poi rifate pace vi potrete sempre di nuovo risposare ma nel frattempo non vi sarete reclusa nessuna opportunità di essere felice con un altro uomo, nel caso della donna, o con un'altra donna nel caso dell'uomo.

Room1961
1 | 23.01.2020 10:05

Già... ognuno ha i suoi tempi, ma prima o poi è giusto "rimettersi sul mercato", con il vantaggio di aver fatto tesoro delle esperienze negative. Una cosa però è certa: BASTA CON I SENSI DI COLPA! Sono la cosa più deleteria che ci sia... e spesso non sono neanche fondati. E.. ricordarsi sempre che "c'è vita, là fuori"...

Gioia59
1 | 10.01.2020 13:19

PS

Un nuovo amore ?
Perchè no? Con i giusti propositi può fare la grande differenza !

Credo che nessuno di noi è mai davvero pronto per un grande cambiamento che ci stravolgerà la vita, così come essere pronti non significa che riusciremo ad ottenere ciò che desideriamo

Avete presente quando ci sentiamo dire che incontreremo l’amore vero quando meno ce lo aspettiamo? Ecco, va più o meno così per davvero......!

Gioia59
1 | 10.01.2020 11:56

LA FINE E' PROPRIO L'INIZIO, come dice uno dei miei libri preferiti di Tiziano Terzani " la fine è il mio inizio"......

Premettendo che ognuno di noi vive ed affronta diversamente la fine di una storia elaborandola poi per tappe, il tempo necessario per accorgersi che la vita sta continuando, DEVE continuare !!!

Per esperienza pesonale mi sono ritrovata ad affrontare un susseguirsi di stati d'animo, ( dovuto al tradimento  subìto) rabbia, inquietudine, tormento interiore e tante domande sul dove possa aver sbagliato
Per combattere il tutto andavo al centro ippico ( la mia solita e stupenda valvola di sfogo) dove trovavo alcune mie amicizie e mi contornavo solo di persone positive, eliminando così dal mio campo vitale lo stress e le persone negative ( tipo i miei... o conoscenze che mi raccontavano i loro  " dolori " riguardo all'argomento, comprensibilissimo ma,
NO, non doveva funzionare così....!

In quel periodo staccavo la spina pensando esclusivamente al mio benessere e a quello del mio/nostro (bimbo ai tempi 9 anni) che portavo spesso con me al centro ippico godendoci la vita con occhi diversi  cambiando prospettiva,  con maggior distacco e più fiducia.

L'ultimo tappa è stata il reimpostare la vita quotidiana ripetendomi giornalmente che bastava poco per essere felici