Troll? Non grazie!

Troll? Non grazie!

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Un articolo  sul Corriere della sera di oggi racconta la brutta avventura di un uomo rimasto finanziariamente vittima una truffatrice incontrata su Facebook. Tralasciamo i dettagli della storia, comuni per altro a tanti altri raggiri perpetrati in internet per concentrare l’attenzione sugli errori da non fare quando si è attivi su comunità virtuali o su piattaforme social, e in particolare su come difendersi dai quei profili che in gergo informatico chiamiamo “Troll” .

 

Chi sono i troll?

 

I troll sono dei “bulli virtuali”, persone che interagiscono con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o del tutto insensati. Hanno l’obiettivo di disturbare la comunicazione, e spesso riescono bene nell’intento spingendo anche gli altri utenti ad assumere un atteggiamento aggressivo, innescando così una deleteria reazione a catena. È proprio in questo momento che il troll sente di aver “vinto” e si sente appagato.

 

Come gestirli?

 

Per difendersi in modo giusto e non cadere nelle sue provocazioni, è importante prima di tutto riconoscere un troll e poi capirne le modalità di azione. Normalmente un troll agisce per un bisogno patologico di attenzione oltre che per noia: queste sono sostanzialmente le due motivazioni che sottintendono all’atteggiamento di sfida e provocatorio del personaggio nei confronti degli altri utenti social. La probabile carenza di stimoli nella vita reale –ad esempio i pochi interessi o la mancanza di un lavoro – viene traslata nella vita virtuale. Il troll cerca un sollievo dall’insicurezza, dalla frustrazione e dalla solitudine della propria esistenza danneggiando gli altri e godendo delle reazioni alle sue provocazioni. Che sia data una risposta ragionevole, una battuta a tono, una risposta aggressiva o anche la semplice rimozione di un messaggio provocatorio o infamante ricevuto, si tratta sempre di reazioni che finiscono per nutrire la smania di protagonismo del troll.

L’atteggiamento più corretto e efficace da mettere in atto per “disinnescare” un troll è invece l’indifferenza. Chi ha esperienza nello studio dei troll, stabilita l’impossibilità di vincerlo, consiglia di non rispondere e ignorarlo, anche se in effetti, è un suggerimento difficile da seguire. La tentazione di difendersi dall’affronto è forte, ma il rimanere in silenzio non va interpretato come una resa, ma come l’unico modo per uscire vincenti da un conflitto senza regole.

Mantenere la calma e pensare a lungo termine, queste sono le cose da fare inizialmente quando ci si trova ad affrontare un troll: può essere utile immaginare la sua reazione ad una nostra eventuale risposta e concentrare l’attenzione su quale importanza ha per noi la persona che ci sta accusando, valutando la situazione con pazienza, lungimiranza e raziocinio.

 

Come difendersi concretamente?

 

  • Usare indirizzi e-mail e password differenti per ogni account. Molti utenti usano il proprio vero nome o lo stesso indirizzo e-mail per registrarsi su diversi social network In questo modo sarà più facile per il molestatore rintracciare i vari profili a ritroso.
  • Valutare bene il profilo di chi chiede o a cui si offre un contatto.
  • Non fornire informazioni troppo personali finché non si è ben sicuri con chi si ha a che fare.
  • Utilizzare preferibilmente  -i primi tempi, esclusivamente- gli strumenti di comunicazione protetti offerti dal sito in cui si è iscritti.
  • Sfruttare quanto più possibile la riservatezza utilizzando  le impostazioni privacy di cui ogni account dispone ( in misura differente).
  • Non fornire propri recapiti personali (telefono, wapp, e-mail, indirizzo) finché non sia certi della buona fede dell’altra persona.

 

Seguendo questi semplici consigli, si potrà continuare a navigare e comunicare serenamente con le nuove persone conosciute, così come ci si era riproposti di fare iscrivendosi in una piattaforma social. Con buona pace degli (inevitabili) troll di turno.

 

 

 

Foto: (c) matiasdelcarmine/fotolia.com

EMILIA31, 19.10.2017

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