Camminare per pensare ed elaborare

Camminare per pensare ed elaborare

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Di questi tempi, qui a Monaco, chi vuole uscire di casa senza essere fermato dalla polizia, deve essere da solo, mantenere la distanza di sicurezza e soprattutto rimanere sempre in movimento. E se non avete voglia di andare in bicicletta o di fare jogging, non rimane altro che fare una passeggiata. Ma come farla bene, è una scienza in sé. Si tratta della promenadologia.

Cerchiamo di seguire le considerazioni di Bertram Weisshaar, un ricercatore tedesco che lavora proprio in questo ambito.

 

Camminare da soli attivando i sensi.

Camminare da soli permette di concentrarsi sulle proprie sensazioni soddisfare le proprie curiosità. Quando si è in compagnia infatti, la conversazione con il proprio accompagnatore ci distrae e distoglie la concentrazione da ciò che accade intorno a noi. Il senso della vista è molto sviluppato nell’uomo, più dell’olfatto e dell’udito. Questo è a volte un peccato perché vivere acusticamente un luogo, anche se brutto, può dare un grande piacere. Riuscire a percepire un luogo con tutti i sensi, può regalare un’enorme quantità di impressioni: si sente il fresco dell’ombra, il calore dei raggi del sole sulla pelle, ci si inebria di odori e colori. Tutte cose che si possono vivere solo andando a piedi.

Quando ci si sposta con qualsiasi tipo di veicolo, la nostra mente non riesce a tenere il passo con la quantità di impressioni che ci si riversano addosso. È solo camminando che riusciamo a prendere veramente coscienza di ciò che ci circonda e ad avvicinarci a noi stessi.

Le prime farfalle o le prime margherite che spuntano in un prato, non possono non renderci felici. La primavera arriva ogni anno eppure ogni anno riesce a sorprenderci di nuovo e lo farà anche questa volta, a dispetto della terribile crisi in cui ci troviamo.

 

Camminare e pensare.

Molti filosofi, come Kierkegaard o Rousseau, affermavano di riuscire a pensare solo camminando. Nietzsche disse poi, che non si deve credere ad alcun pensiero che non sia nato all'aria aperta.

In questo particolare periodo stiamo tutti vivendo esperienze memorabili che dobbiamo imparare ad accettare ed elaborare. Non è facile e, riflettere mentre si cammina, potrebbe rappresentare un aiuto importante.

 

Per i filosofi lo scopo ultimo del camminare è pensare ed effettivamente anche la teoria evolutiva sembrerebbe dare credito a questa posizione. La camminata in posizione eretta degli esseri umani, avrebbe permesso di risparmiare abbastanza energia per far funzionare un cervello relativamente grande come quello dell’uomo, salvaguardandone la capacità di pensare.

Non sono poche le persone che camminando sono così assorte nei loro pensieri che finiscono per estraniarsi dalla realtà, non rendendosi più conto di ciò che succede intorno a loro .

Il grande musicista Beethoven era una persona del genere. Si narra che una sera, non sapendo più dove si trovasse e scambiato per un mendicante, dovette essere portato a casa da un passante  che per fortuna lo aveva riconosciuto.

 

Più a lungo si cammina, più si dissolvono le preoccupazioni.

Proprio in questo momento in cui molte persone sono alla ricerca di una nuova struttura di vita, camminare regolarmente dovrebbe diventare un elemento metodico importante della quotidianità. Con le dovute sfumature, si potrebbe prendere spunto da Kant, il filosofo. Si narra infatti che fosse tanto puntuale nelle sue camminate che la gente del posto, poteva rimettere l’orologio ogni volta che lo vedeva voltare l’angolo della strada. Faceva sempre lo stesso giro, per lo stesso tempo e alla stessa ora del giorno.

 

Camminare senza annoiarsi.

Se un camminatore „normale“ può essere assimilato a una farfalla che svolazza nel mondo, guardando un po' qua e un po' là, un camminatore consapevole invece, è interessato al conoscere la zona e l’ambiente in cui cammina.

 

Nonostante ciò, camminare per ore può diventare noioso. Ecco un paio di consigli consiglio contro la noia.

Il  primo consiste nel modificare consapevolmente la velocità abituale del proprio passo. Ecco cosa succede: camminando velocemente, i contrasti delle diverse zone della città o del luogo in cui mi muovo diventano particolarmente evidenti e scorrono via come scene di un film. Mentre, camminando lentamente, sono costretto a guardarmi intorno più attentamente, come un film al rallentatore.

La seconda idea consiste nel programmare una passeggiata astratta. Tracciate una linea retta a caso o disegnate un cerchio su una cartina o su una pianta della città. Questo sarà il percorso che intendete seguire e che, con tutta probabilità, non riuscirete a terminare, scontrandovi con edifici e proprietà private da rispettare. Ogni volta che si incontrerete un ostacolo dovrete esaminarlo nei dettagli per cercare di aggirarlo, dovendo però rimanere il più possibile vicini alla linea del percorso che avevate segnato all’inizio. Una volta tornati a casa, vi accorgerete che questo gioco vi ha permesso di scoprire cose che vi sono passate davanti agli occhi per anni, ma che solo allora, avrete guardato e percepito veramente.

 

Io ho voluto provare e ho trovato l’esperimento piuttosto interessante. Fatelo anche voi!

 

 

Foto: Image sonlandras from Pixabay 

 

 

 

EMILIA31, 09.04.2020

Michela V.
1 | 10.04.2020 15:12

Ho sempre adorato camminare. Appena posso evito di usare l'auto, preferisco fare commissioni camminando. Passeggiare, invece è molto terapeutico per me. Adoro guardare con attenzione le strade che percorro nella città in cui vivo: è vero! Anch'io scopro incredibilmente particolari sempre nuovi, cose che ...."come mai non le ho mai viste prima?!"
E soprattutto in vacanza, la passeggiata diventa un vero piacere! Passo dopo passo, strada dopo strada trovo che sia il metodo migliore per conoscere bene una città.
È anche vero che fare due passi mi rilassa, mi fa schiarire le idee e fa molto bene alla circolazione..... sgranchirsi le gambe è salutare! Ecco perché in questo periodo di stasi (causa Covid-19) camminare e passeggiare mi mancano molto. Col tapis roulant...non è la stessa cosa!

Estate56
1 | 09.04.2020 20:47

Anch'io camminavo tanto prima del covid 19!
Adesso potendo camminare nel perimetro dei 200 metri davanti a