Cohousing: un nuovo trend anche per gli over 50?

Cohousing: un nuovo trend anche per gli over 50?

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Prendendo spunto dall’interessante discussione avviata sul forum dai nostri iscritti, vi propongo un piccolo contributo sul tema.

Con cohousing si definisce una comunità pianificata composta da appartamenti o case private integrate da ampie strutture comuni.

Un sistema abitativo in cohousing è costituito da immobili di proprietà dei residenti ed è pianificato e gestito insieme, con l'obiettivo comune di incoraggiare l'interazione tra vicini. Le parti comuni includono quasi sempre una grande cucina e una sala da pranzo, oltre a lavanderie, centri diurni, uffici, internet caffè, teatri e sale di proiezione, biblioteche, laboratori per il fai da te e palestre.

Con il cohousing si vuole promuovere lo sviluppo di attività sociali condivise e una pianificazione quotidiana che va a beneficio dell'intera comunità, senza dimenticare i benefici economici e ambientali che possono derivare da una gestione condivisa delle risorse comunitarie.

 

Origini.

I principi moderni del cohousing hanno origine in Danimarca e sono stati sviluppati e implementati negli anni '60 da gruppi di famiglie insoddisfatte delle forme edilizie e abitative esistenti e delle scarse possibilità di interazione sociale.

Dalla Danimarca, il cohousing fa la sua comparsa negli anni ’80 anche negli USA e in Canada, dove attualmente ci sono oltre 150 progetti di cohousing funzionanti e più di 100 altri in fase di pianificazione o costruzione. Lo stesso vale per l’Austria, l’Olanda, l’Australia, il Regno Unito e altre parti del mondo. Qui in Germania sono in sviluppo i primi progetti in diverse città, tra cui Bonn, Düsseldorf ecc.

 

 Cosa è il cohausing?

La definizione classica di cohousing (suggerita dagli ideatori del termine) include almeno sei caratteristiche:

-Principio partecipativo: le comunità di cohousing sono formate, pianificate e sviluppate con la partecipazione attiva dei futuri residenti.

-Comunità intenzionale: come uno dei diversi fattori per creare un forte senso di comunità, l'architettura è progettata per promuovere il più possibile il contatto sociale.

-Servizi per la comunità: completano ed estendono le singole unità residenziali nelle aree sociali e pratiche quotidiane.

-Autogestione: i residenti sono responsabili del funzionamento e della manutenzione del complesso residenziale (sebbene l'esecuzione pratica di questo compito possa anche essere delegata).

-Struttura non gerarchica: i residenti assumono posizioni di responsabilità nella comunità, ma le decisioni generali sono prese all’unanimità.

-Reddito e finanze individuali: ogni residente è finanziariamente indipendente dalla comunità.

Il tratto distintivo più chiaro da altre forme innovative di alloggio sono le strutture comunitarie che interessano soprattutto la sfera pratico-quotidiana. Questo implica la possibilità di delegare i compiti domestici dalla zona di vita individuale per poterli svolgere più razionalmente in una forma organizzata.

 

Vantaggi del cohousing.

Alta qualità di vita personale nella propria abitazione e solidarietà con gli altri residenti.

Grazie alle aree comuni, bastano meno metri quadrati privati pro capite, con minore spreco di risorse e con costi di alloggio ridotti.

Attraverso la condivisione volontaria di stanze di lavoro (CoworkingSpaces), elettrodomestici e apparecchiature di vario genere, spazi per riunioni o feste, auto e biciclette, facendo acquisti comuni, riparando e scambiando beni , si guadagna in qualità di vita e di solito si riesce anche a risparmiare denaro.

La diversità sociale promuove lo sviluppo personale, l'inclusione sociale.

 

Vantaggi del cohousing per gli over 50.

Si vive in un ambiente ricco di stimoli e aperture a nuove opportunità e sfide, per iniziare nuove attività creative, sport, strumenti musicali, istruzione avanzata e impegno sociale.

Si ha sempre qualcuno nelle vicinanze che può venire in aiuto in caso di bisogno o con cui si può semplicemente scambiare idee o intraprendere qualche attività. Il tutto spontaneamente e senza complicazioni perché avviene all’interno dell’insediamento stesso.

La copresenza di una miscela di generazioni (diversamente da ciò che accade nelle residenze assistite per gli anziani) esperienze, professioni, nazionalità, moltiplica le opportunità di contatto sociale e gli stimoli a rimanere attivi. Ognuno potrà trovare altri residenti che condividono interessi comuni, pur rimanendo sempre libera la scelta di ritirarsi da soli nel proprio appartamento. Non ci sono costrizioni comunitarie. Cohousing significa condividere cose e spazi - se si vuole.

In caso di necessità (separazione, morte di un partner, nuova partnership, limitazione della mobilità o problemi di salute, è possibile trasferirsi in un appartamento senza barriere o più piccolo/più grande, senza dover rinunciare all'ambiente e alle conoscenze abituali. Un’ulteriore fonte di sicurezza e stabilità, anche nei momenti di difficoltà e di crisi.

 

In conclusione possiamo dire che il  punto chiave dell’idea del cohousing sia “l'individualità nella comunità", un’idea ormai molto lontana dagli hippies da comune di una volta.

 

E voi cosa ne pensate? Vi interesserebbe far parte di un progetto di cohousing?

 

Foto: nuvolanevicata/Adobe Stock

EMILIA31, 21.01.2021

Beltempo
1 | 05.02.2021 17:05

certamente una possibilità da prendere in considerazione naturalmente fondamentale avere i propri spazi esclusivi

Lauraeffe
1 | 22.01.2021 09:27

Si mi piacerebbe molto!