Com'è difficile essere donna!

Com'è difficile essere donna!

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"Non essere troppo grassa, ma non troppo magra. Stai a dieta. Mangia tutto. Sii in salute, non apparire malaticcia. Combatti le rughe, rassoda il seno".

"Abbi un lavoro prestigioso. Sii sexy e metti i tacchi alti. Cura le unghie e copri i capelli grigi, sii naturale".

"Non essere troppo severa, ma neanche troppo accondiscendente. Assertiva, ma non presupponente. Non troppo chiassosa, ma neanche silenziosa. "

 “Non essere pudica, ma neanche troppo disponibile. Sorridi di più. Sii brava a letto, ma dimostrati innocente. Gli uomini vogliono ciò che non possono avere. Non bere troppo. Non dire di sì, non dire di no. Non fidarti di nessuno ".

 

Nell’ormai famoso video "Sii una signora, dicono." l'attrice e politica Cynthia Nixon recita l'omonimo poema di C. Rainville mettendo in evidenza i requisiti contraddittori che vengono richiesti alle donne e la loro convinzione irrazionale di doverli soddisfare.

È probabile che quasi tutte le donne abbiano ascoltato e letto almeno alcune di queste frasi nel corso della loro vita, da parte degli uomini, leggendole sulle riviste, da parte di altre donne, nelle pubblicità e nei film. 

Il video, cliccato milioni di volte, condiviso, commentato e celebrato in tutto il mondo, anche se in realtà non contiene notizie, è soprattutto una cosa: tristemente vero.

Perché, se pur razionalmente consapevoli di non dover soddisfare le richieste imposte loro dalla società, molte donne non riescono ancora a ignorare e a ribellarsi alle aspettative nei loro confronti?

 

Vediamo se la storia può venirci in aiuto.

La condizione femminile è variata spesse volte nel corso della storia e, ancora oggi, è molto diversa da Paese a Paese. In passato, la maggior parte delle culture ha riconosciuto alla donna un ruolo limitato alla procreazione, alle mansioni casalinghe e alla cura dei figli. Per secoli, l'emancipazione femminile ha rappresentato la strenua e spesso impossibile volontà di ricerca di un'uguaglianza sostanziale tra uomo e donna. Per fortuna, l'Europa e il mondo occidentale si stanno avvicinando ad ampie falcate ad un riconoscimento effettivo della parità dei ruoli. Ma in che condizioni versavano le donne anticamente e quali erano le società che hanno riconosciuto loro i ruoli più importanti?

 

Le donne nelle società greca

Ad Atene, la culla della civiltà e della filosofia, la donna era ritenuta inferiore all'uomo, sia fisicamente che psicologicamente. L'uomo aveva tutto il diritto di limitarne la libertà d'azione ed espressione. Euripide, padre della tragedia greca, affermò: "la donna è il peggiore dei mali". Secondo Platone per la donna non poteva esserci posto nell'organizzazione sociale, mentre per Aristotele la donna era un essere incompleto e difettoso.

Eppure, la donna non era disprezzata ovunque. A Sparta le ragazze venivano allevate come i maschi e lo stato prescriveva la stessa formazione fisica per entrambi i sessi. Una volta divenute mogli e madri, le donne erano a tutti gli effetti i capofamiglia e potevano persino assumere il governo di un'intera comunità in assenza degli uomini. Inoltre, non erano tenute ad occuparsi delle faccende domestiche, poiché questi compiti erano demandati agli iloti. Alle donne, invece, spettavano maggiori responsabilità in termini di controllo e gestione della casa. Erano persino autorizzate a chiedere il divorzio, senza alcun timore di perdere il proprio patrimonio personale.

 

Le donne nella società romana

A Roma la condizione della donna non era migliore che in Grecia, essendo ritenuta "per sua natura irresponsabile". I Romani presero addirittura a considerare l'infedeltà di una donna come un delitto che il marito poteva vendicare con la morte. Tuttavia, esisteva una figura che rivestiva un ruolo particolare, la matrona. Queste ultime avevano grande importanza nell'economia della famiglia: si occupavano dell'educazione dei figli e amministravano la casa. Finalmente, con l'avvento dell'età imperiale, il ruolo della donna si trasformò: cominciò ad essere ammessa alle feste e ai banchetti e persino alle cerimonie pubbliche, sia in compagnia del marito che sola.

 

La donna nel Medioevo

Spesso disprezzata da filosofi e teologi, la donna raramente coprì ruoli importanti nella società medievale, eccezion fatta per le mogli di alcuni sovrani, che spesso parteciparono attivamente alle decisioni politiche mostrando polso ed intelligenza. Tuttavia il Medioevo vide la presenza di civiltà rudi e guerriere, che relegarono la donna ad una posizione di netta inferiorità. Bisogna aspettare l'arrivo del XII secolo e la nascita della cultura cortese per rivedere la donna al centro della società, artefice di quel miracoloso equilibrio tra spirito e sensualità che ha caratterizzato la poesia e la letteratura per tutto il Trecento e il Quattrocento. Cominciarono persino a svilupparsi movimenti religiosi anticonformisti, largamente partecipati dalle donne. A questo slancio, tuttavia, non corrispose la nascita di consuetudini radicate. Nell'ambito lavorativo, la donna continuò ad essere relegata a ruoli di semplice manovalanza: tessevano, lavoravano i campi e allevavano i figli senza poter emergere socialmente.

 

La donna nell'età moderna

L'ottimismo e la centralità dell'essere umano nell'universo sono tematiche care al Rinascimento, periodo che esaltò la donna facendone la protagonista delle arti figurative e letterarie. Scultura e pittura si basavano sulla rappresentazione della bellezza femminile. Tuttavia, restava ben salda sulle sue posizioni la Chiesa, che continuava a considerare la donna "fonte di vizio". Visione che portò a considerare le donne unico capro espiatorio delle paure collettive dell'epoca. A partire dal XV secolo, infatti, la donna cominciò ad essere demonizzata, considerata una creatura malefica in grado di diventare facile preda del demonio. Da qui la terribile caccia alle streghe.

 

La donna nell'età contemporanea

Le scoperte, il progresso scientifico, la rinnovata posizione della Chiesa, hanno fatto in modo che la concezione della donna cambiasse rapidamente. Da qualche decennio il modello patriarcale sta cominciando a vacillare, soprattutto nella società occidentale, e con esso stanno venendo meno tutte quelle convinzioni, spesso inconsce, che abbiamo portato avanti per secoli. Dal punto di vista lavorativo, la donna sta finalmente uscendo dall'ombra, occupando ruoli manageriali sempre più importanti. Oggi, la donna è finalmente libera di scegliere l'uomo con cui trascorrere il suo tempo (impensabile fino a qualche decennio fa, quando a scegliere era sempre e soltanto l'uomo), frequentare luoghi storicamente ritenuti appannaggio dei soli uomini, vivere la sua vita esattamente come desidera.

 

 

Foto: cherry_d/Adobe Stock 

EMILIA31, 27.02.2020

Michela V.
1 | 01.03.2020 10:39

Essere non apparire!

NonnaSimona
1 | 28.02.2020 18:47

Anche io saro' breve, siamo persone, a prescindere dal genere o da qualsiasi altra appartenenza a categorie, punto!

Gioia59
1 | 28.02.2020 15:51

Solo una cosa, sarò breve

Io credo sia già difficile solo essere !