Come vincere i sensi di colpa.

Come vincere i sensi di colpa.

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Il senso di colpa è una tattica manipolativa attraverso la quale una persona insinua in un’altra sentimenti di colpa e cerca di controllarne il comportamento.

Tutti noi ci siamo sentiti, per un motivo o per l’altro, in colpa per qualcosa nei confronti di un famigliare, un partner o un amico. È un sentimento che lascia amareggiati ed esausti psicologicamente e che dobbiamo imparare a gestire per proteggere la nostra sfera emotiva e ridurne l'impatto che ha sulla nostra vita.

 

Colpa: efficace ma dannosa.

Il senso di colpa, se considerato con leggerezza, può sembrare inoffensivo. Così, una madre può far sentire il figlio o il marito in colpa per non aver apprezzato la cena, sospirando e ricordandogli il tempo perso a prepararla. O ancora, un ragazzo potrebbe far sentire in colpa la sua innamorata per non aver partecipato a un evento sportivo con lui, lasciandole capire che il suo rifiuto viene interpretato come un disinteresse a condividere le cose per lui importanti.

E come reagiscono in questi casi i così detti “colpevoli”? Finendo con un sospiro e mal volentieri la cena o accettando di partecipare all'evento sportivo, senza considerare che nei casi più gravi, il peso e gli effetti della colpa si accumuleranno nel tempo. Usare il senso di colpa come mezzo per affermarsi è manipolatorio e compulsivo. Se nel breve termine può funzionare, questa strategia può però portare ad un allontanamento della persona che, troppo colpevolizzata, finirà per sentirsi profondamente amareggiata.

Sono interessanti i risultati di uno studio che ha evidenziato invece che solo il 2% di coloro che hanno scatenato sentimenti di colpa ha previsto l'amarezza come possibile conseguenza del proprio comportamento. Ciò dimostra che coloro che manipolano gli altri con tattiche basate sul senso di colpa, raramente percepiscono le conseguenze negative delle loro azioni. Molti si concentrano solo sul raggiungimento del risultato che desiderano; ferire l’altra persona è raramente il loro obiettivo.

 

Riconoscere la manipolazione.

Generalmente sono proprio le persone più vicine a noi quelle più in grado di farci sentire colpevoli di qualcosa. Spesso si comportano in modo assillante, ricorrendo a un linguaggio o ad azioni melodrammatiche. Ad esempio, tendono a citare episodi passati in cui sono stati di aiuto all’altra persona e in virtù dei quali si sentono in diritto di esigere un comportamento che ricambi loro il favore. Usano vocaboli come “sempre”, “mai”, “niente” o “tutto”, tendono a ragionare in termini di “bianco o nero”, affermano di "aver bisogno" del vostro aiuto, accusando di disinteresse nei loro confronti chi non faccia ciò che chiedono.

Bisogna tenere presente che la comunicazione che fa leva sul senso di colpa, raramente riflette la verità in modo equilibrato. Aiutare gli altri non dovrebbe essere una dinamica di quid pro quo, per questo è sbagliato pretendere di ricevere qualcosa in cambio per un’azione fatta, a rigor di logica, per il piacere di farla.

 

Come combattere i sensi di colpa.

Chi ci fa sentire in colpa, di solito lo fa perché funziona. Anche se non siamo sempre in grado di porre fine a questo comportamento, invece di subirlo passivamente, possiamo affrontare l’argomento apertamente, dato che, come per la maggior parte dei problemi interpersonali, la comunicazione rimane la chiave principale per ridurre i comportamenti stressanti e il loro impatto sulla nostra vita. Spieghiamo alla persona che capiamo che il suo atteggiamento è finalizzato ad ottenere un nostro certo comportamento di risposta. Facciamogli sapere che ci fa sentire colpevoli e tristi, e che pur accondiscendendo ai suoi desideri, non ci sentiamo a nostro agio e che anzi, questo tipo di interazione sta minando la relazione e ci sta allontanando, contro la nostra volontà.

Mettiamo in chiaro che preferiremmo ascoltare in modo diretto ciò che desidera da noi, e che desideriamo il rispetto della nostra decisione, anche in caso di rifiuto. Spieghiamogli che non sempre siamo d'accordo pur facendo ciò che desidera, ma se lo facciamo, sarà di nostra spontanea volontà.

Purtroppo non è sempre facile far cambiare atteggiamento alle persone, tanto più che in molti casi, il far sentire in colpa un’altra persona, serve a mascherare i propri sentimenti di tristezza, paura o frustrazione cercando di piegare una persona alla loro volontà nel tentativo di sentirsi meglio con sé stessi.

 

Non dobbiamo ritenerci in obbligo di “salvare” qualcuno solo perché vuole essere salvato. È importante fare affidamento sulla propria forza interiore. È nostro diritto dire semplicemente "no" a tutto ciò che ci fa sentire inutilmente in colpa o a disagio che nel lungo termine può trasformarsi in rabbia e stress nel momento in cui ci realizziamo di seguire la volontà altrui invece che la nostra. È meglio essere sinceri con se stessi e, anche se può essere difficile respingere qualcuno, probabilmente ci risparmierà di dover fare i conti con noi stessi in seguito.

Il senso di colpa colpisce maggiormente persone con scarsa autostima sulla quale è dunque importante lavorare per imparare a difendere sé stessi. Se si mostrano segni di debolezza o di insicurezza, è molto più probabile che si venga sopraffatti. Impariamo a far valere noi stessi e le nostre convinzioni!

 

 

Foto: tumisu/Pixabay 

EMILIA31, 03.12.2020

soquatt
2 | 13.12.2020 22:14

Non sono d'accordo, nel mio caso è il mio compagno che cerca continuamente di farmi sentire in colpa...e di fatto non si accorge di qua ti questo ci stia progressivamente allontanando. Inizio a pensare che sia legato anche al segno zodiacale, non mi interesso di astrologia ma mia mamma e mia nonna, entrambe Scorpione, facevano lo stesso, ormai riconosco tecniche e tattiche, e mi inc@zzo subito appena rivedo lo stesso schema...
PS: anche il mio compagno è Scorpione

Gioia59
1 | 07.12.2020 13:14

Andrea, O______O

KwisatzHaderach
1 | 06.12.2020 10:20

Grazia, io dicevo che le femmine sono specializzate nel farli VENIRE, i sensi di colpa. :-)

Gioia59
1 | 05.12.2020 12:12

Beh, che i sensi di colpa siano una " sofferenza " prevalentemente femminili credo sia dovuto al fatto che siamo molto più empatiche, in particolare per quanto riguarda le relazioni interpersonali

Credo anche che possano essere sensazioni narcisistiche tipo: mi sento in colpa perché ho fatto piangere mio figlio, tenderò quindi a minimizzare gli altri eventi che possono avere scatenato il pianto e metterò al centro del fatto me stessa ( " mea culpa e stop ” )
 Da distinguere anche la differenza tra colpa soggettiva e colpa “oggettiva”....

Credo comunque che l'importante  sia riuscire a gestire in diversi modi la colpa, anche perdonandosi se gli episodi lo richiedono o non facendosi strumentalizzare da altri....

Ricordo che alcuni anni fa' ( nel club ) mi sono sentita estremamente in colpa riguardo ad alcuni atteggiamenti indisponenti rischiando di perdere conoscenze ed un amico, non so' loro ma io mi sono perdonata, ecco....

KwisatzHaderach
1 | 03.12.2020 17:22

Chi è specializzato nei sensi di colpa? Le donne. Trovo quindi che l’articolo abbia ben poco da insegnare ai lettori, considerato che nel 99% dei casi, su questo sito, sono femmine.

Ogni tanto qualcuno si chiede perché certa gente del Club mi sta sulle palle. Beh, un caso è di quella tipa che si assentò dalla chat per fare la merenda (o la pipì, o per spargere veleno sul cibo dei cani) e al ritorno disse “Ecco, non vi posso lasciare soli per 5 minuti!”. Tipico, manipolatorio. E gli altri a scusarsi (di che, poi? di esistere?). Molti a queste cose non fanno caso, io sì. Molti non si accorgono del piano di interazione su cui la mette certa gente. Nella fattispecie, abbiamo assistito alla scenetta “mamma arrabbiata con i bambini”. Naturalmente per questi giochini bisogna essere in due, cioè che l’Altro accetti il ruolo del bambino. Ma accade, anche tra anzianotti.

Sull’argomento ha detto tutto Eric Berne, molti anni fa. Leggètevelo.