Corona: un test di stress psicologico.

Corona: un test di stress psicologico.

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La pandemia impone da ormai diverse settimane severe restrizioni alla vita sociale nei paesi di tutto il mondo e tutti noi, giovani e anziani, siamo impegnati nella difficile sfida di non lasciarci sopraffare dallo stress e dall'ansia.

In questo articolo cercheremo di individuare e analizzarne gli effetti sulla nostra psiche e proporvi qualche consiglio utile.

La situazione attuale rappresenta sicuramente un test di stress collettivo per la società, ma lo è anche per la psiche di ogni singolo individuo.

 

Corona e la partnership.

Anche se ogni rapporto è da considerarsi unico, alcuni parametri sono comuni a tutte le relazioni. La prolungata quarantena cambierà molti di questi parametri, che di conseguenza modificheranno lo stato di molte coppie portandone un numero significativo alla rottura.

Qualunque relazione è essenzialmente determinata dalla compresenza di vicinanza e distanza, di novità e quotidianità calibrate in modo in modo che le persone coinvolte la percepiscano come equilibrata ed appagante, cosa che non è sempre facile da raggiungere, soprattutto nelle nuove coppie in cui i due partner hanno spesso preferenze molto diverse non sempre facili da conciliare. L’aumento del lavoro a distanza, la chiusura di uffici e stabilimenti, gli inevitabili licenziamenti e riduzioni dell’orario di lavoro, contribuiscono inevitabilmente a minare l’equilibrio faticosamente raggiunto, disorientando i partner. Tanto più che molte coppie, e questo era già vero anche  prima della pandemia, si reggono su rapporti a distanza o in cui comunque non è prevista una convivenza regolare. Basti pensare alla tipica impennata del numero delle separazioni e dei divorzi che segue alle vacanze. 

La Cina, che è entrata e uscita dalla crisi prima di noi, sta confermando quanto appena detto e c’è da aspettarsi che anche il nostro Paese seguirà questo trend.

 

D'altro canto, la convivenza forzata offre anche l'opportunità di conoscere il proprio partner in modo diverso e più intenso. Ed è anche vero che spesso si verifica un effetto psicologico tale che le sfide o le minacce provenienti dall'esterno, contribuiscono a saldare i due partner, che sopravvivendo insieme al pericolo, ne usciranno più resistenti anche in futuro. C’è più tempo da passare insieme, e riducendosi le attività del tempo libero e i diversivi, la sessualità torna ad avere un ruolo importante all’interno della coppia. Ne vedremo gli effetti in un baby boom natalizio?! In sintesi, ci saranno coppie che si rinsalderanno celebrando la vita, ma molte altre non riusciranno a superare la prova e falliranno.

 

Corona e la solitudine.

La solitudine è ed era un tema pressante della nostra società anche prima della crisi. Il numero crescente di single, anche più anziani, che hanno perso con il compagno il loro punto di riferimento, e ancora la crescente individualizzazione della società, sono tutti fattori che hanno contribuito, già da tempo, a creare un grande potenziale di solitudine. Basti pensare che il Regno Unito ha creato nel 2018 un Ministero della solitudine. 

 

La solitudine non può essere misurata semplicemente dal numero di contatti sociali, ma andrebbe intesa come il confronto tra il numero di contatti sociali quantitativamente e qualitativamente desiderato e il loro numero effettivo. 

Va inoltre tenuto presente che le  persone affrontano la solitudine in modo molto diverso a seconda della personalità. Saranno soprattutto le persone ansiose a sentirsi più sole. La sindrome di abbandono, ora più che mai, viene percepita come una minaccia reale. 

Ma anche per gli estroversi può non essere facile affrontare la situazione attuale in quanto viene a mancare la loro fonte essenziale di felicità e motivazione, vale a dire la socialità.

AIn ogni caso, a soffrire maggiormente la quarantena sono le persone sole, senza una famiglia o un gruppo di riferimento, i cui contatti umani sono ridotti e filtrati dai social media. Anche il non poter toccare fisicamente nessuno per mesi comporta un grande sforzo per il benessere fisico e psicologico di molti individui di ogni età, che  incorrono addirittura nel rischio di contrarre malattie cardiovascolari, oltre a disturbi mentali e depressione.

 

Corona e auto-riflessione.

Agli aspetti negativi citati si accompagnano però alla speranza e all'aspettativa, del tutto giustificate, che la crisi del Corona possa contribuire all'urgente e necessaria decelerazione di una società sempre più esausta . E per coloro che non hanno malattie, paure esistenziali o bambini da accudire, può essere possibile.

Il problema, tuttavia, è che molte persone evitano l'auto-riflessione, in parte per paura di ciò che verrebbero a scoprire, in parte per insicurezza, in parte perché semplicemente non vogliono conoscersi meglio. Di solito l'autoriflessione è un confronto tra la realtà e gli obiettivi che ci si era prefissi, tra il reale e l'ideale, e se questo confronto si rivela troppo negativo, può diventare molto doloroso dal punto di vista psicologico e affettivo. La mancanza di tempo per riflettere su sé stessi  costituisce dunque una comoda forma di autodifesa.

 

C'è anche qualcosa di positivo?

Sì. Dopo la crisi, apprezzeremo di più ciò che prima davamo per acquisito, almeno per un po'. Nel migliore dei casi, avremo più gratitudine per le cose e le persone, perché avremo sperimentato che non bisogna dare niente per scontato. Migliorerà l'igiene collettiva e avremo molta più consapevolezza della vulnerabilità dei membri più deboli della nostra società . Allo stesso modo, il superamento positivo della crisi rafforzerà sia l'autoefficacia individuale sia la capacità di resistenza, fattori in grado di renderci più felici anche nel lungo termine. 

 

Foto: koldunova_anna/Adobe Stock 

 

EMILIA31, 16.04.2020