I Weihnachtsmärkte in Germania, che passione!

I Weihnachtsmärkte in Germania, che passione!

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Durante il periodo natalizio, nei centri storici di molte città in Germania aprono i mercatini di Natale, il miglior indicatore per misurare l’atmosfera natalizia di una città.

Ogni anno, anche la cittadina più fredda e insignificante, si trasforma in un luogo incantato (o almeno ci prova) adornandosi con un mare di lucine e un grande abete addobbato con colori e luminarie posizionato nella piazza principale della città.

In questi mercatini Nei mercatini possiamo trovare tutto ciò senza il quale potremmo vivere altrettanto bene, ma che la particolare atmosfera del momento rende oggetto di desiderio irresistibile: il vin brulè, i dolci speziati, i prodotti artigianali e decorativi di origine regionale (anche se in realtà in più di uno stand mi è capitato di veder aprire scatoloni targati „made inCina“).

In Germania si contano 2.500 mercatini di Natale che attraggono ogni anno circa 85 milioni di visitatori, con un fatturato stimato di 3 miliardi di euro.

Piace  pensare che questa tradizione natalizia risalga al Medioevo, ma, in realtà i mercatini sono essenzialmente un prodotto degli anni '60 e hanno subito numerosi cambiamenti nel corso della loro storia.

 

Il mercatino di Natale nell'era romantica.

Lo scrittore Ludwig Tieck descriveva così la sua Vigilia di Natale a Berlino: „Persone di tutte le classi passeggiavano per il mercato in modo felice e chiassoso, sopraffatte dalle sensazioni provenienti da sacchi di zucchero e montagne di marzapane che prendeva forma di frutta e animali, il cui colori splendenti lasciavano grandi e piccini a bocca aperta“.

Per molto tempo nei mercatini vennero infatti offerte  quasi esclusivamente merci di normale consumo alimentare e non articoli a specifico tema natalizio, anche perché ben pochi avrebbero potuto permettersi di acquistarli.

Il primo cambiamento è avvenuto con l’affermarsi della società borghese. Come sottolineato nelle storie di Goethe, in particolare i bambini hanno cominciato a rivestire un ruolo significativo all’interno della società. Per la prima volta l'infanzia cominciava ad essere considerata una fase speciale e formativa della vita e i regali, soprattutto giocattoli, cominciarono a riempire i mercatini, sebbene fossero a quasi esclusivo appannaggio delle classi medio-alte, anche perché presenti solo nelle aree urbane.

 

Il mercatino di Natale tra industrializzazione e guerre mondiali.

Con l’industrializzazione poi, nelle città industriali in rapida crescita come Berlino, il romanticismo dei mercatini di un tempo cominciò a trasformarsi in un fenomeno di massa, controllabile a malapena dalla polizia e dalle autorità. Iniziarono a manifestarsi gli effetti del disagio sociale con la presenza di centinaia di mendicanti, invalidi e venditori ambulanti illegali, che spesso erano causa di spiacevoli scontri con i visitatori del mercato.

Dopo la fine della Prima guerra mondiale, la diffusione dei primi grandi magazzini, dove c’era una maggiore scelta di merce a prezzi più economici, ha iniziato a mettere in difficoltà la sopravvivenza dei mercati di Natale. La reazione  all’inevitabile declino economico, fu di rafforzare la propria immagine folkloristica, ponendo l’accento sulla tradizione regionale dei prodotti, offrendo ai visitatori cerimonie di apertura solenni, rivedendo e arricchendo le decorazioni delle bancarelle e introducendo le prime giostre per i bambini.

Durante il nazionalsocialismo, il mercatino di Natale subì una carica ideologica e politicizzata che ha notevolmente accelerato la secolarizzazione del simbolismo natalizio iniziata nel XIX secolo. A partire dal 1939 furono persino introdotte delle linee guida per i visitatori in caso di allarme per un attacco aereo. La guerra e il difficile periodo economico postbellico, ne determinarono infine un rapido declino.

 

La nascita del mercatino di Natale moderno.

Fu solo negli anni '60 che la prosperità sociale "risvegliò" la tradizione del mercatino di Natale, trasformandolo così come lo conosciamo noi oggi. Nel giro di pochi decenni, persino i paesini più piccoli cominciarono ad avere il proprio mercato e la combinazione società consumistica più motorizzazione di massa, contribuirono a farli diventare un’attrazione turistica internazionale.

I mercatini natalizi hanno dimostrato ancora una volta di essere uno specchio fedele delle aspirazioni sociali del momento. La società tedesca del dopoguerra sopravvisse a molti sconvolgimenti sociali, la piramide sociale fu messa in discussione, gli usi e costumi tradizionali persero sempre più il loro significato risultando inadeguati al presente in rapido cambiamento. Ma una cosa sembrava riuscire comunque a sopravvivere: il mercatino di Natale.

Si trasformò nuovamente la sua struttura, tornando a offrire prevalentemente cibi e bevande tradizionali e regionali.

I mercatini di Natale che, sebbene nel loro allestimento amino far riferimento a una tradizione pluricentenaria, nella maggior parte dei casi esistono solo da pochi decenni. Gli stessi cibi e bevande gustati oggi in compagnia davanti agli stand, in origine non potevano essere consumati in pubblico nel periodo della Quaresima.

Un vasto assortimento di bevande alcoliche in combinazione con musica ad alto volume, giostre, piste di pattinaggio e altri eventi natalizi hanno sostituito i tradizionali motivi cristiani del passato. In precedenza erano i presepi, le figure dei Santi santi e di Cristo o ancora le stelle ad avere un ruolo predominante nel simbolismo natalizio, mentre oggi sono stati in buona parte sostituiti da fiocchi di neve, renne, abeti o Babbo Natale, tutti simboli non cristiani, in linea con il declino del significato religioso del Natale in quanto tale.

 

 

In conclusione, si può dire che il mercatino di Natale sia un fenomeno molto più recente di quanto si possa pensare. Ha sempre subito grandi cambiamenti e si è adattato alle mutevoli esigenze sociali dell'epoca. Sebbene esistessero già mercati durante il periodo natalizio nel Medioevo, i primi veri mercatini natalizi sorsero tra il XVIII e il XIX secolo. A quel tempo, i mercatini di Natale erano un fenomeno urbano riservato a una ricca minoranza. Solo negli anni '60 è cambiato radicalmente e il mercatino di Natale ha preso la sua forma attuale, che sicuramente non sarà l’ultima .

 

 

Foto: sborisov/Adobe Stock 

EMILIA31, 05.12.2019

EMILIA31
0 | 05.12.2019 21:02

I mercatini aprono tra il 25 e il 27 Novembre e chiudono senza deroghe il 24 Dicembre.
In Sudtirolo e Austria arrivano invece fino al 6 Gennaio.

KwisatzHaderach
1 | 05.12.2019 18:43

Halloween produce un fatturato di 3 miliardi di euro in un Paese di 330 milioni di abitanti. La Germania ha 82 milioni di abitanti. Perciò i 2.500 mercatini tedeschi produrrebbero un giro d'affari corrispondente a quello di un Paese con 4 volte più abitanti.
3 miliardi diviso 85 milioni (di visitatori) fa 35 euro a cranio, compresi i bambini (che sono anche loro dei visitatori).
Se è ben vero che Halloween dura un solo giorno, e Natale no, c'è da tener conto delle diverse forme di mercato: Halloween inizia circa un mese prima, e il giorno dopo non esiste più, mentre i mercatini iniziano verso metà dicembre - i più precoci - e terminano più o meno alla Befana. Quindi possiamo dire che la durata è più o meno equivalente.
Qual è il punto? Che faccio molta fatica a credere ai 3 miliardi di euro tedeschi.