In vacanza da soli. Perché non provare?

In vacanza da soli. Perché non provare?

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Una separazione, un divorzio, un lutto, i figli grandi e ormai fuori di casa sono eventi che ci costringono a cambiare la nostra vita. Oltre a una rinnovata gestione del quotidiano si aprono anche altri problemi, uno fra tutti, data la stagione, è come organizzarsi per andare in vacanza.

Viaggiare da soli è un esperimento che andrebbe fatto almeno una volta nella vita. Molte persone però guardano a questa eventualità con timore e pensano che condividere le esperienze con qualcuno sia meglio che viverle da soli. Eppure  è proprio viaggiando da soli che, paradossalmente, si conoscono più persone: quando si è in coppia o comunque già in compagnia è facile che si perda lo stimolo a intrattenersi con la gente nuova che si incontra.

 

Vacanze per single.

Le „vacanze per single“ potrebbero essere un’alternativa per chi volesse conoscere un nuovo partner ma non se la sentisse di viaggiare totalmente da solo. Bisogna però chiarire che trovare l’amore non deve diventare lo scopo ultimo del viaggio. Molti di coloro che scelgono questo tipo di vacanza desiderano infatti solo conoscere persone di entrambi i sessi e in una situazione simile alla propria. Certo, non è escluso che un'amicizia si trasformi in qualcosa di più, ma non è scontato, né tantomeno deve essere lo scopo unico del viaggio.

Basta dare un’occhiata in internet per trovare decine di offerte di viaggi per single pensate su misura per ogni fascia di età e interesse.

 

Viaggiare da soli.

Se l’idea di una vacanza per single non fa al caso vostro, si torna all’alternativa di viaggiare da soli (ed eventualmente conoscere autonomamente altre persone).

Tra l’altro, per alcuni tipi di viaggio, come i viaggi a piedi o in bicicletta, essere da soli è la scelta ottimale per seguire il proprio ritmo senza dover scendere a compromessi con gli altri.

 

Fare una prova.

Se è  la prima volta che progettate una vacanza da soli, non sarebbe una cattiva idea fare prima una prova, trascorrendo ad esempio, un fine settimana fuori, ma senza allontanarsi troppo. In questo modo potreste cominciare a sperimentare cosa vuol dire viaggiare da soli, quali sono i lati positivi e quali invece gli aspetti che vi provocano disagio, senza incorrere in grossi problemi qualora decideste di tornare a casa perché non è la cosa giusta per voi.

 

Diverse alternative.

Le offerte di viaggi e vacanze per chi è da solo, sono tantissime e soddisfano ogni tipo di esigenza. Chi preferisce un’atmosfera famigliare potrà orientarsi verso piccoli alberghi o agriturismi dove, volendo, potrà anche prendere parte alle diverse attività dell’azienda facendo una nuova esperienza di vita.

Altrettanto interessanti potrebbero essere un soggiorno in un monastero per conoscere e condividere i ritmi di vita dei monaci.

Coloro che alla meditazione e alla lentezza preferiscono l’azione, possono indirizzarsi verso pacchetti vacanza con incluso un seminario (ce n’è un’offerta infinita, basta scegliere), o un hotel con strutture sportive o termali.

Se possibile, regalatevi una stanza dotata di un certo confort, che abbia un balcone e un angolo lettura che vi permetterà di rilassarvi senza rimanere per forza sdraiati sul letto.

 

Quando viaggiare.

La decisione di quando andare in vacanza dipende in primis da ciò che si vuole fare e dalla destinazione. Ogni volta sia possibile, è ovviamente meglio partire fuori stagione. Si avranno una maggiore disponibilità di scelta, prezzi più vantaggiosi, e soprattutto si eviterà di dover dividere la piscina, la spiaggia, lo skilift o il museo con torme furiose di bambini e famiglie.

 

Come viaggiare.

Specie se è la prima volta che ci si trova a organizzare le vacanze da soli, è facile cedere alla tentazione di prenotare un pacchetto viaggio di gruppo.

È bene però tenere presente che se a un certo punto, non trovandovi bene, voleste tornare prima, sarà complicato (e probabilmente caro) farlo. Un altro aspetto da considerare, soprattutto per chi non può annoverare la tolleranza tra i propri punti forti, è la condivisione forzata con i compagni di viaggio che, simpatici o meno, ritroverete a colazione, a pranzo, sul lettino accanto al vostro e durante le escursioni.

Viaggiando da soli e con i propri mezzi  sarete certamente più liberi e flessibili di decidere quanto tempo dedicare al relax e quanto alla scoperta del luogo, potrete intrattenervi con le persone del posto, visitare mercati locali e assistere agli spettacoli teatrali o rappresentazioni che più vi incuriosiranno.

 

Perché viaggiare da soli.

Ma ciò che vi farà trascorrere una bella vacanza in solitaria sarà, oltre ovviamente alla  buona preparazione, il vostro atteggiamento interiore.

Se pensiate che chi viaggia da solo sarà destinato a fare da „tappezzeria“ e che  una vacanza potrà essere piacevole solo se condivisa con un’altra persona, beh, non siete sulla buona strada.

A ben vedere, quante sono le coppie che siedono al tavolo senza scambiarsi una parola e tutto sembrano fuorché felici?

Viaggiare in compagnia significa inoltre dover fare compromessi con gli altri per arrivare ad un denominatore comune nell’organizzazione della giornata. Viaggiare da soli vi permette invece di gestire il tempo a piacimento e non doversi costantemente  chiedere se anche il vostro compagno di viaggio si stia divertendo.

Andare in vacanza da soli è una pratica seguita anche da molte coppie, perché vista come un momento di distanza benefico per la relazione. Può capitare anche che il proprio partner non possa partire per motivi di lavoro, o che si voglia approfittare delle vacanze per dedicarsi liberamente a quegli hobby che il partner non condivide.

 

Insomma, partire da soli non deve essere vista come una scelta di ripiego obbligata, ma come una scelta da affrontare con serenità e allegria. Tutto può succedere.

 

 

 

Foto: (c) AA+W /fotolia.com 

EMILIA31, 27.06.2019

Michela V.
2 | 27.06.2019 21:12

Mi fa piacere ritrovare l'argomento già trattato in un precente articolo!
https://www.club-50plus.it/magazine/lifestyle/vacanze-da-soli-unopportunita-tutta-da-scoprire-1173.html

Come dicevo allora, sono una veterana del viaggiare da sola. In alcune occasioni ho anche partecipato a vacanze di gruppo, tour organizzati, con persone sconosciute. Non ho ancora partecipato, invece, a vacanze per soli singles.
Viaggiare da sola mi piace e non mi pesa: organizzo tempi , spazi e interessi e non mi pongo problemi a stare da sola al mio tavolo per cenare, il salone è grande, si vedono più o meno i soliti luoghi comuni di scene, comportamenti e discussioni. Anche nei tour di gruppo non rinuncio alla mia sistemazione in singola. Come ho scritto in altre occasioni discutendo di viaggi, ho sempre conosciuto care persone e frequento ancora alcune di esse .
Viaggiare da soli implica un atteggiamento interiore di adattamento, scoperta, avventura, positività e tanta voglia di divertirsi. E la cosa più simpatica è l'incentivo della sorpresa.... del"tutto può succedere".... chissà! Avventurieri......buon viaggio!!!!!

KwisatzHaderach
1 | 27.06.2019 15:34

Quando lavoro viaggio sempre da solo, che sia nella vicina Macedonia o nella meno vicina Siberia. Poiché lo faccio da 25 anni, ho una qualche esperienza.

Le vacanze da solo – sempre in Italia, perché l’estero lo vedo già lavorando – sono la cosa migliore (a meno che 5 minuti prima di partire ti telefoni Jessica Biel chiedendoti se può aggregarsi anche lei (e SOLO lei)).
E’ verissimo che da soli si fanno molti più incontri e si è più preparati a qualsiasi proposta spot. A 23 anni ho girato gli USA da solo per un mese e mezzo (33 stati) ed è stata un’esperienza impagabile.

Però. Non ho più 23 anni, e specie se dovessi darmi mete isolate – come in un trekking – diventerebbe un po’ rischioso: una storta, una febbre improvvisa, qualche generico malore. A 20 anni dormii tutta la notte, sul treno, con la testa appoggiata al tavolinetto dello scompartimento, con le mani come cuscino; la mattina avevo un “lieve indolenzimento” alle vertebre: lo facessi ora, mi dovrebbero tirare su con l’argano. Perciò meglio non essere soli.

La compagnia diventa un must – indipendentemente dall’età – se si usa un mezzo che sia la bici, la moto o l’auto. TUTTI i forum tematici del mondo dicono giustamente che NON si deve assolutamente viaggiare da soli, con un mezzo. Il numero giusto è sempre 3, ma anche in due è meglio di niente. Da soli, mai. Da solo, qualunque problema tecnico del mezzo diventa una piccola tragedia, perché sei vincolato a restare lì in attesa dei soccorsi.

La “solitudine di gruppo” (crociere, viaggi organizzati) per il mio carattere sarebbe assai peggio che essere davvero solo: sei vincolato ai tempi e modi del gruppo, che quasi mai coincidono con i miei. Non puoi cambiare programma, non puoi decidere di fermarti neanche 5 minuti in più in un posto piuttosto che in un altro. Poi, t’immagini se capito in un gruppo di rincoglioniti (probabilità altissima, vista l’umanità)?
Dice l’articolo: “Viaggiare in compagnia significa inoltre dover fare compromessi con gli altri per arrivare ad un denominatore comune nell’organizzazione della giornata”. Appunto: compromettiti tu, che a me mi viene da ridere. Se mi viene tanta voglia di conoscere un po’ di Qualunque, mi metto al bar sotto casa e aspetto lì (mai più di due minuti).

La gente in genere è terrorizzata di restare da sola. Io in genere sono terrorizzato dalla compagnia non scelta da me, dopo lungo e accurato processo di selezione (Jessica Biel no: la prendo anche a scatola chiusa).