Isolati ma non soli.

Isolati ma non soli.

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La quarantena è complicata per chiunque, ma per le persone sole può esserlo ancora di più. Alle difficoltà del quotidiano si sommano la solitudine, l'assenza di una valvola di sfogo, problemi organizzativi di varia natura. L'imperativo, tuttavia, è non lasciarsi andare, pensare positivo e credere che tornerà la normalità. Dopotutto, la bella stagione si avvicina e le temperature miti potrebbero contribuire a rallentare la diffusione del contagio. Insomma, la parola d'ordine è ottimismo e non potrebbe essere altrimenti. Ma in che modo tenere su il morale in un periodo difficile come questo? La quarantena può essere un’occasione per riflettere o è meglio tenere occupata la mente? Scopriamolo insieme.

 

In che modo restare ottimisti quando i contatti sociali si riducono?

Le restrizioni necessarie a contenere l'avanzata dell'epidemia costituiscono una sfida gravosa per chiunque e, purtroppo, possono risultare psicologicamente deleterie per un'ampia fetta della popolazione: per i single è più difficile, come può esserlo per chi è costretto a vivere all'interno di spazi angusti. A tutto ciò si aggiungono l'ansia e la preoccupazione. Come ha affermato l'OMS, "sentirsi confusi, tristi e stressati in questo periodo è del tutto normale", ma per fortuna esistono metodi utili a lenire tali sentimenti. Ecco qualche consiglio utile a non lasciarsi andare.

 

Evitare di trascorrere le giornate a leggere news

Inseguire le notizie relative all'epidemia è quanto di più sbagliato si possa fare. In questo periodo è utile individuare una fonte affidabile e limitarsi a leggere gli aggiornamenti più importanti. In caso di ansia eccessiva, gli esperti consigliano anche di affidarsi a uno psicologo. I servizi online e telefonici dedicati non mancano e i numeri utili sono disponibili sul sito del governo.

 

Mantenere viva la socialità

Davvero la quarantena è un’occasione per riflettere? Sì, ma soltanto se si è in grado di gestire i propri sentimenti. I più emotivi, invece, dovrebbero dedicare più tempo alla socialità. Le relazioni sociali sono necessarie e non soltanto da un punto di vista biologico: ogni essere umano, se vuole restare in salute, ha bisogno di sentire e mostrare empatia, magari attraverso uno sguardo, una parola o un sorriso. La soluzione è comunicare attraverso video chiamate e messaggi vocali. Gli esperti ricordano che questo potrebbe essere un buon periodo per approfondire relazioni appena nate o recuperare rapporti lontani. Internet e i vari portali chat costituiscono un'eccellente alternativa alla solitudine!

 

Conservare la normalità

Tentare di conservare la solita routine o reinventarne una nuova è fondamentale, poiché ciò fa in modo da non trasformare l'isolamento in un periodo disordinato. Ad esempio, può essere utile rispettare l'orario dei pasti, dedicarsi agli animali domestici e fissare qualche appuntamento inderogabile (video chat con amici o nuove conoscenze, attività fisica indoor, aperitivo con gli amici su Skype, etc.) Certo, per i single è più difficile, ma questi ultimi possono cercare confronto e compagnia nei siti di incontri ed amicizia come il club-50plus che offrono forum e chat gratuita. Un'opportunità da non sottovalutare!

 

Dedicarsi alle cose rimandate o impararne di nuove

Per vivere meglio la quotidianità e tenersi impegnati, potrebbe essere utile fare una lista delle cose che abbiamo sempre desiderato fare ma che, per un motivo o per l'altro, abbiamo sempre rimandato. Che si tratti di giardinaggio, bricolage o cucina, l'importante è dedicarsi a qualcosa di costruttivo. Potrebbe essere utile considerare questo momento come un'opportunità per riscoprirsi e conoscere cose nuove.

 

Consigli utili per le persone sole

La solitudine, l'assenza di contatti sociali, la mancanza di punti di riferimento, possono trasformarsi in un problema soprattutto per i single over 50. In questo caso, l'invito è a prendersi cura di se stessi, degli animali domestici, delle persone lontane. Nonostante la solitudine, è bene credere che tornerà la normalità. E chi in tempi normali è abituato a farsi problemi prima di chiamare amici e conoscenti, ora ha un motivo in più per superare eventuali ritrosie. A tal proposito, internet e portali chat possono aiutare gli over 50, ma non solo. Perché una cosa e sicura, cercare confronto e compagnia anche in un sito di incontri ed amicizia come il Club-50plus, oggi più che mai potrebbe essere una scelta giusta. Provare per credere!

 

 

Foto: hultimus/Adobe Stock 

 

E voi, come state trascorrendo questo periodo? Come vi sentite? Volete raccontarci qualcosa?

EMILIA31, 25.03.2020

Curcumella
1 | 27.03.2020 16:45

Da circa 15 gg sono a Roma. Abbiamo deciso di venire a trascorrere a Roma questo periodo complicato. Il mio compagno ed io siamo entrambi in smart working quindi paradossalmente stiamo più insieme di prima perché non abbiamo il lavoro fuori casa. Facciamo i turni per la fila al supermercato :)). Ho organizzato una palestra piccola ma funzionale per scaricare un po' di tensione. Tre sere a settimana lavoro per un help desk psicologico di volontari che c'è grande richiesta di aiuto in questo periodo. Mi sono iscritta ad un corso on line di yoga per aiutare me stessa, che non è facile altrimenti supportare gli altri . Poca tv ma tanta musica. Poi ci sono i cani da portare fuori, mia figlia che abita a 400 metri da me e spesso ci incontriamo a debita distanza. Ho un po' di ansia per mio figlio che sta a Milano e che con il suo corso di ingegneria sta lavorando parecchio con le lezioni on line. Certamente è un periodo di resistenza e preoccupazione per tutti, e saper stare bene anche soli è una grande risorsa

ultimo
2 | 27.03.2020 05:49

Anche la mia casa è vuota o meglio è piena di arretrato da smaltire. Finito quello il problema diverrà: come riempirla? Non va accantonato, è da risolvere adesso.

Mi mancano i riti, quelli che celebravo con gli altri mei simili, tipo la pausa caffè del mattino con i collaboratori per parlare del niente ma che creava comunicazione. Quei collaboratori il cui respiro, tocco, vicinanza, abbraccio, sembra ora divenuto il nemico da cui difendersi. Li avevo dati per scontati, i riti, alcuni li vivevo con fastidio, ora ne scopro significato e valore.
Mi mancano comunicazione e partecipazione o, per meglio definirla, intimità. La videoconferenza, la telefonata il parlare a distanza non trasmettono lo sguardo, i silenzi, le difficoltà, gli odori, i profumi, la simpatia, l’emotività tipiche dello stare vicini. La fisicità dei rapporti sembra diventata reliquia di un tempo che è passato e alla quale non è stata data sufficiente consapevolezza.
Dal punto di vista psichico mi sento come lobotizzato, tagliata la parte superiore rimane quella inferiore, l’animale da curare nutrire pulire perché sopravviva. Non riesco a capire e non so più cosa dire, la lucidità scarseggia, la complessità della situazione e l’inflazione di notizie contradditorie o strumentali mi confonde e mi impedisce di trovare una sintesi.
Mi rendo conto che è finita un’epoca (quella del benessere, della spensieratezza, della libertà di decisione? Fate voi). Dovrà cambiare il lavoro, il modo di lavorare, i valori in cui credere, i rapporti sociali, le procedure, i regolamenti, le priorità politiche, i parametri di considerazione, l’economia e le sue urgenze, le relazioni famigliari, e chissà cos’altro ancora. E’ il momento di fare sintesi (l’ha egregiamente sottolineato Kw “un periodo come questo porta i nodi al pettine”) e la dobbiamo fare a un livello di essenzialità.
Non ci dobbiamo lasciarci cadere nella depressione e nella paura o, peggio, nell’angoscia. Arrivati a 50anni abbiamo consolidato le nostre spalle per sostenere pesi e sfide importanti. Dopo tanta corsa ci viene offerto un momento di pausa. Ce n’era bisogno perché si stava navigando alla deriva. Ora dobbiamo fermarci e pensare. Non lasciamoci lobotizzare, assieme alla lingua non lasciamoci tagliare anche il cervello. Dobbiamo trovare il coraggio di rinascere, ma come uomini nuovi, disinfettati ma non soltanto contro il coronavirus. Allora rimbocchiamoci le maniche perché è arrivato il momento di cominciare a lavorare e di lavoro ce n’è tanto da fare. Ciascuno di noi lo può fare dalla sua particolare situazione “di confino”.

Michela V.
1 | 26.03.2020 09:08

Bene, Emilia! In effetti l'argomento mancava.

Ebbene, qui a casa sola soletta come sempre! Abituata da anni la cosa non mi pesa troppo. Le giornate passano tra lo smart working, video conferenze con le colleghe di scuola...., video tutorial per i bambini, rispolvero i miei video di danza orientale, letture...ma soprattutto le .... v i d e o c h i a m a t e !!!!! Che meraviglia!!! Almeno, in questo modo , riesco a stare più vicina ai miei cari. Mi manca tantissimo il contatto con abbracci e carezze con i miei due nipotini...passerà tutto!
Credo sempre più che tornare alla normalità ci sorprenderà cambiati in qualcosa.

Conservo la normalità di tutti i giorni : mi vesto, mi trucco.....sto adorando,come molti, uscire a buttare la spazzatura!!! Ritiro la spesa, una volta la settimana, col fantastico servizio drive del supermercato. Guardo film in streaming.
E' vero,mi sono anche dedicata alle cose rimandate: riordino cassetti, pulizie straordinarie....ma solo un pochino. Cucino, adoro farlo!
Non ascolto troppe news, ho partecipato ai flash mob delle prime giornate. Penso molto a tutto il personale impegnato in prima linea in questo periodo e mi auguro che sia pensato e ricordato sempre.
Penso alle persona sole, quelle che sono sole anziane o invecchiate e che non hanno nessuna video call da saper fare.
Penso a coloro che sono morti da soli, in silenzio per questo virus, senza conforto alcuno.
Penso molto a tutti i genitori con i bimbi a casa e al loro impegno ma soprattutto penso ai bambini con disabilità, a quelli che "come cavolo fai a fargli capire e accettare che non si può fare oggi il rituale della passeggiata..e nemmeno domani...e domani ancora" . Penso a quanto questo sia difficile.
Ma i bambini ci sorprendono sempre e sanno trovare da soli le loro risorse.

E poi.... e poi ascolto ...ascolto chi mi chiama..e non te lo aspettavi...dice banalità ma ha bisogno di qualcuno che le senta.
Forza! Passerà tutto e andrà tutto bene. Un abbraccio virtuale a chi legge.
Grazie.

KwisatzHaderach
1 | 25.03.2020 21:31

Io penso innanzitutto che un periodo come questo porti i nodi al pettine, mostrando a ciascuno le cose come stanno e non come le/se le racconta. Traduzione: se stavi bene da solo, ora ne hai soltanto un'altra prova. Se invece lo raccontavi in giro ma non era vero, sei al tuo redde rationem.

A me ora mancano tre cose: la fidanzata, divisa da confini regionali invalicabili; le palestre, dove andavo in una sei giorni su sette e nell'altra due, per una preparazione specifica; il bar dove facevo colazione col barista, mio "fratello" d'Artiglieria. Tutto il resto per me può essere sommerso dalle acque, per quanto poco la sua assenza ha cambiato la mia routine.

Qui e là leggo e sento alti lai di gente davvero spiazzata, scombussolata, dispersa nella nebbia. Molto poco centrata, direi. A essere onesto, è vero che mi scrive e chiama molta più gente di prima: non ci avevo pensato... evidentemente mi hanno incluso nella lista di supporto morale.

Ma torniamo al primo punto. Mi sembra molto proficuo che ciascuno si trovi finalmente faccia a faccia con sé stesso, soprattutto se vive da solo. Se non ce la fa e "sbrocca", è giusto che sbrocchi. Il mondo ha cose più urgenti cui pensare che ai figli della società liquida. Non sai stare solo? Peggio per te.

Ah, ho una figlia bloccata in Australia, da dove le hanno cancellato il volo di ritorno. Così gliene ho trovato un altro. I papà fanno così.