Non era "solo un gatto".

Non era "solo un gatto".

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Per la maggior parte delle persone il proprio animale domestico non è solo un animale, ma un amico. Che si tratti di un cane, un gatto, un pappagallino o un coniglio, gli animali accompagnano per un lungo tratto di vita i loro padroni e diventando a tutti gli effetti membri della famiglia.

In casa o nel tempo libero ci si abitua alla loro presenza e si fa di tutto per adattarsi alle loro esigenze. Per questo per molte persone la morte del proprio animale domestico comporta un grandissimo dolore e un sentimento di lutto.

 

 Quanto dolore è „normale“ e come gestirlo.

Chi ha provato il sentimento di lutto per aver perso un animale domestico amato, ha sicuramente anche sperimentato la poca comprensione e la freddezza con cui gli altri hanno risposto al dolore provato. In realtà bisognererebbe riuscire a capire che per chi non ha mai avuto un animale in casa sia difficile, se non impossibile,  identificarsi nella tristezza e nel dolore per la sua perdita.

È successo anche a me quando è morto il mio gattone (bavarese) Romeo dopo 17 anni anni trascorsi insieme, tre traslochi, innumerevoli viaggi in macchina, aereo, treno  per arrivare in Liguria o a Roma in vacanza. È stato sempre un meraviglioso compagno di vita e di viaggio. È inutile raccontare quanti giorni abbia pianto per lui e quante volte mi sia sentita ripetere „ma era solo un gatto!“. Ho provato sulla mia pelle quanto bruci questa frase, ma ho anche capito che le persone che non hanno mai vissuto l’affetto di un animale ignorano e sottovalutano il peso di una situazione del genere ed è inutile aspettarsi altro.

 

Il lutto per un animale domestico.

In tempi in cui sempre più persone vivono da sole, l'animale domestico diventa spesso la "l’essere di riferimento" più importante, alla pari di amici e famigliari.  Soprattutto gli anziani, per i quali l'animale domestico è spesso l'unico compagno, hanno difficoltà a gestire la perdita. 

Viene naturale pensare che dopo il decesso di un animale sarebbe meglio prenderne in breve tempo uno nuovo che aiuti a colmare il senso di solitudine. Non tutti gli amanti degli animali domestici condividono però questa opinione. Spesso, le persone che poco tempo dopo la morte del loro animale domestico ne accolgono uno nuovo, sono accusate di essere irrispettose nei confronti della bestiola scomparsa e di pensare che il problema possa essere superato con una semplice sostituzione.  Gli esseri viventi, e quindi anche gli animali, non sono intercambiabili. Dovrebbe invece essere importante non prendere una tale decisione in modo precipitoso, ma con consapevolezza e comunque solo dopo aver preso congedo dall’animale defunto e acquietato gli inevitabili sensi di colpa nel caso si sia dovuti ricorrere all’eutanasia .

Il dolore richiede tempo, tempo che tutti dovrebbero concedersi, perché il dolore deve essere vissuto, accettato e mai negato.

Per i bambini e gli adolescenti poi, la scomparsa di un animale domestico è una perdita particolarmente grande e rappresenta spesso il loro primo contatto con il tema della morte. Avendo passato molto tempo insieme al loro compagno di crescita e di giochi, riescono a gestire con molta difficoltà la perdita, sentendosi impotenti e indifesi.

 

Come trattare il lutto.

Innanzitutto non dimenticare. Un collage di foto, un disegno o un dipinto potrebbero essere una bella idea per risollevarsi nei momenti di tristezza e ricordare i bei momenti passati insieme all’animale.

C’è poi chi decide di tatuarsi il ritratto o il nome della bestiola morta, altri arrivano a conservarne ciocche della pelliccia. È anche possibile farsi fare una pietra gioiello dalle ceneri, cosa che per un certo periodo è stata pubblicizzata su cartelloni stradali a Roma anche per i propri cari defunti (umani).

Dopo un certo periodo di tempo tuttavia, la morte dell'animale dovrebbe essere elaborata, accettata. A quel punto sarà ragionevole pensare a un nuovo animale domestico. Lasciar passare questo lasso di tempo è particolarmente importante quando siano coinvolti dei bambini che in questo modo capiranno che un animale caro non è un giocattolo da poter sostituire come se niente fosse.

 

Foto: Romeo

 

E voi che esperienze avete avuto con i vostri animali? Avete voglia di raccontarcele?

EMILIA31, 14.03.2019