"AUGUST BLUES"

"AUGUST BLUES"

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Superato il giro di boa del Ferragosto per molte persone (me inclusa) inizia uno strano periodo.  Puntualmente si fanno vive una specie di malinconia, un’ansia difficili da definire. Non c’è a dire il vero una grande differenza tra il 12 e il 16 Agosto, eppure il 15 Agosto  rappresenta per me, l’inizio della fine dell’estate. Le giornate sono ancora calde e soleggiate ma la luce comincia a cambiare, il crepuscolo obbliga ad accendere le luci ogni sera un po’ prima e l’aria tersa e fresca del mattino annuncia che si sta avvicinando Settembre.

Quelli che a prima vista potrebbero sembrare aspetti positivi, sono spesso causa di malessere psicologico non solo per coloro che amano l’estate e soffrono nel vederla lentamente svanire, ma anche per coloro che non sopportando il caldo estivo, si sentono ora insoddisfatti e in colpa per non aver adoperato meglio la stagione che sta volgendo al termine. Nell’immaginario mediatico l’estate è simboleggiata da feste, giornate al mare, iperattività e allegria. È quindi inevitabile che chi come me l’abbia passata, almeno in parte, nascosta in stanze condizionate uscendo solo al crepuscolo, provi ora un po’ di smarrimento.

Questi molteplici stati d’animo agostani che assomigliano un po’ alla sensazione di ansia e tristezza che fa capolino la domenica sera prima dell’inizio di una nuova settimana, hanno un nome scientifico: „August blues“ .

 

Che cos’è l’”August Blues”

 

Secondo il direttore di psichiatria del Westchester Medical Center, questo malessere durerebbe addirittura un mese intero e sarebbe legato alla fine dell’estate e all’obbligo di una ripresa di quelle responsabilità che erano state messe temporaneamente da parte durante i mesi estivi.

Nel caso in cui i sintomi quali stanchezza, mancanza di energia , ipersonnia si presentino e svaniscano in modo regolare per almeno due anni, allora si può parlare di una „depressione o sindrome affettiva stagionale“.

Questo tipo di patologia, mentre in inverno si caratterizza per essere più vegetativa, in estate è caratterizzata da una maggiore ansia che provoca nella persona quasi una necessità a dover intraprendere qualcosa spesso di indefinito.

Per evitare che malinconia e ansia sfocino in qualcosa di più serio, gli psicologi consigliano di essere tolleranti con se stessi, accettando di buon grado le sensazioni e le emozioni positive o negative che si provano, con la consapevolezza, forse di natura un po’ Zen, che la vita è fatta di cicli i quali a loro volta sono fatti di singoli momenti. Ci viene consigliato costantemente di  concentrarci e godere appieno ciò che ci riserva il presente, senza allungare troppo lo sguardo al futuro.

 

Come fare?

 

Non è facile vivere solo nel presente. Tutti noi, a qualsiasi età, proiettiamo i nostri pensieri al futuro o guardiamo al passato con nostalgia. Fa parte del nostro essere umani. L’importante, dicono gli psicologi è farlo con serenità, accettando il cambiamento e rivolgendo l’attenzione a ciò che si prospetta di positivo e di nuovo.

Ad esempio, i  bambini attendono l’inizio del nuovo anno scolastico con eccitazione e aspettative condite da un pizzico di timore. Tutti noi ricordiamo il meraviglioso e inconfondibile profumo dell’astuccio per i colori e dei quaderni appena comprati che, almeno per la prima settimana di scuola, trattavamo con attenzione e tenevamo in ordine in modo quasi maniacale.

Per molti genitori la fine dell’estate coincide con la conclusione di quel periodo di transizione che porterà i propri figli piccoli e grandi ad affrontare le sfide di un nuovo anno. Un passaggio importante nella crescita e nel processo di indipendenza degli stessi.

Per molti giovani poi, Settembre porta con sé  il distacco da un amore nato sotto il sole e l’inizio un periodo - più o meno lungo, dipende - di ricordi romantici e struggenti, di telefonate infinite e messaggi a tutte le ore del giorno e della notte.

Per le persone più avanti con gli anni la fine dell’estate è invece spesso un sollievo che pone fine al caldo fastidioso, alla solitudine e alla lontananza dagli amici e famigliari. Al contrario, per coloro che hanno potuto godere della propria città senza il solito traffico e frenesia, apre una fase in cui guardare con mestizia al lento, inesorabile ritorno alla normalità.

 

Panta rei, tutto scorre - come sostenuto da una scuola filosofica dell'antica Grecia, e tutto si ripete anno dopo anno, come un rito. Eppure, nonostante l’esperienza e la vita vissuta, riesce a sorprenderci ogni volta.

 

 

 

E voi come vivete la fine dell’estate?  Avete mai provato una sensazione di “August blues”?

 

Foto: (c) Studio Romantic/fotolia.com 

 

EMILIA31, 16.08.2018

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