"Caro amico ti scrivo..."

"Caro amico ti scrivo..."

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Qualche tempo fa ho ritrovato una vecchia scatola piena di lettere, biglietti e cartoline, tutte rigorosamente scritte a mano. C’erano i carteggi con i miei primi fidanzatini, le cartoline ricevute da posti lontani e quelle comprate da me e mai spedite, i bigliettini scritti da mia nonna che accompagnavano con poche righe affettuose le immancabili 10.000 lire di regalo, o ancora gli scambi di confidenze con le amiche del cuore. Mi è venuta una grande nostalgia! In effetti, l'era della corrispondenza scritta a penna sembra oggi far parte di un passato lontano.

 

 Il declino di lettere e  cartoline

La quantità di posta che viene distribuita in Italia è in decisa decrescita e, da un punto di vista logistico, non più indispensabile come un tempo.

 Ormai si comunica via internet in tutti gli ambiti della vita: privata, pubblica e lavorativa. 

Per lo stesso motivo da decenni è quasi scomparso l’antico rito della cartolina spedita a parenti e amici dai luoghi di vacanza. Si preferisce inviare un SMS avvisare che il viaggio è andato bene e spedire le foto tramite WhatsApp o sui social network.

Certo è importante tenersi al passo con l’evoluzione dei tempi e delle tecnologie, ma trovo sia un po’ un peccato abbandonare la scrittura a favore della messaggistica virtuale, spesso tanto sovrabbondante quanto priva di fascino. La cartolina virtuale poi, chiamata anche e-card, ha dato il colpo di grazia alla sua "antenata" cartolina. 

Pensate sia possibile ravvivare un mezzo di comunicazione apparentemente condannato e considerato dalla maggioranza dei giovani come banale? Non sarebbe un arricchimento dello spirito risvegliare il talento creativo e ispirare il piacere di scrivere?

 

Piacere di scrivere: il fascino della carta e la creatività

"Gli SMS, per non parlare dei WhatsApp, non hanno anima. È una modalità di comunicazione che non lascia spazio alla magia delle parole" 

A dire la verità ricordo con piacere il periodo in cui i miei partner mi scrivevano delle lettere, dedicandomi il loro tempo. E sottolineo la parola tempo: il tempo che è stato loro necessario per procurarsi della bella carta da lettera, scegliendone con cura il colore o una trama particolare e la busta più adatta. Dedicavano il loro tempo a pensare e redigere il testo, spesso necessitando di diversi tentativi prima di arrivare alla versione definitiva. I più creativi lasciavano un’impronta del loro profumo o aggiungevano un fiore tra i fogli. Tutto ciò comportava una spesa, dedizione e tempo da parte del mittente, ma anche una profonda emozione del destinatario quando si vedeva recapitare la lettera. 

La stessa calligrafia dello scrivente era un aspetto importantissimo, in primo luogo per una agevole comprensione del testo, ma anche perché rivelava alcuni tratti della personalità.

 

La lettera d'amore su carta è fuori dal tempo?

C’è chi dice che va bene la teoria, ma la pratica è ben diversa. 

La vita moderna di ogni giorno implica fretta, non c’è tempo da perdere, figuriamoci per scrivere a mano quando basta farlo col pc o sul telefonino con una manciata di parole e un paio di emoticon.

Anche le modalità di comunicazione amorosa sono quindi profondamente cambiate con le nuove tecnologie: velocità, praticità e semplicità si sono sostituite a scambi più faticosi ma, anche per questo più ponderati, curati e romantici. 

Scrivere a penna è un’esperienza molto diversa dallo scrivere sulla tastiera di pc o di un telefonino. Ci si deve concentrare in modo da non fare errori e correzioni grafia, scrivendo parole e quindi frasi, poi concetti racchiusi tra una maiuscola e un punto, in un susseguirsi di segni e di maiuscole, di lettere dissimili, di righe sbilenche.  Una lettera, rimane per sempre con noi, la si può prendere in mano per rileggerla, per percepirne il profumo e cogliere dalla cura con cui è stata scritta, lo stato d’animo del mittente e i suoi sentimenti.

 

L’autore della lettera riempie di parole e amore un foglio, lo ripiega in tre, lo infila nella busta, scrive l’indirizzo, mette il francobollo e in quel preciso istante se ne priva, per donarlo a qualcun altro. Un dono unico.

Lasciare che la lettera finisca in una busta e viaggi nello spazio e nel tempo è pura poesia.

 

E voi cosa ne pensate? Preferite ricevere lettere scritte a penna o scambi epistolari che viaggiano nel mondo virtuale? Avete qualche storia da raccontarci?

 

 

Foto: (c)ilcianotico/Adobe Stock 

EMILIA31, 10.10.2019

Michela V.
1 | 12.10.2019 21:30

Conservo le cartoline perché ricordano i viaggi e i momenti magici che un viaggio ti può donare. Perché arrivano da paesi e luoghi a volte irraggiungibili.
Adoravo le lettere scritte....l'attesa.....l'arrivo del postino con una risposta in quella busta chiusa che aveva fatto un lungo o breve percorso e che ti faceva sentire più vicina una persona cara, nel momento in cui leggevi le sue parole.
Ora tutto è più immediato e digitalizzato forse è meno poetico ma è comunque atteso
Ci sono messaggi che comunque giungono al cuore e che attendi e accogli.
Il potere delle parole è per sempre al di là di come sono scritte!

KwisatzHaderach
1 | 10.10.2019 18:49

Sono d'accordo al 100% che le lettere a mano fossero di un altro livello, per le otttime ragioni che hai ricordato tu.
Purtroppo siamo vittime di un modo di fare che magari non ci piace e non abbiamo scelto. Oggi scrivere una lettera è un terno al lotto, perché non sai né quando né se arriverà mai.
Le cartoline, poi, sono praticamente introvabili: sono appena tornato da una vacanza in cui ho toccato sei porti, e in nessuno di essi con tutti i negozi di souvenir che ho incontrato ne ho vista una sola.
Anch'io ho il mio bel cassetto di lettere e cartoline ricevute (ma anche spedite, le prime: se molto significative ne facevo una copia) e non ho intenzione di privarmene.