Si è esaurita la carica.

Si è esaurita la carica.

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Chi di noi non si è mai lamentato di sentirsi stanco? Dal momento che la stanchezza è soggettiva e personale, le sue cause non sono sempre facili da individuare. Può infatti essere il comune denominatore di molte malattie o infiammazioni e, poiché la sua origine può essere fisica, psicologica o sensoriale, rappresenta spesso un "rebus" per i medici cui ci si rivolge per chiedere aiuto. 

Comune ai diversi tipi di stanchezza c’è la difficoltà di una persona nello svolgere un lavoro fisico, nel subire una pressione mentale o nel recepire alcuni stimoli sensoriali (uditivi o visivi). Quando l'esaurimento persiste nonostante il riposo, si parla di astenia, una condizione patologica che riflette una mancanza di forza, fisica e psichica.

 

Le molteplici cause della fatica

Gli astenici spesso evocano una "stanchezza", "un'impressione di debolezza" e si descrivono come "annullati". Alcuni possono soffrire di iper-fatica, che si riferisce al fatto che la stanchezza si manifesta rapidamente quando si esegue un compito in realtà non molto faticoso. La mancanza di sonno o la scarsa qualità del sonno (ad es. apnea notturna), ma anche disturbi ormonali come l'ipotiroidismo, il sovraffaticamento (burnout), l'assunzione ripetuta di sostanze tossiche (droghe, alcol...), le infiammazioni, possono essere causa di stanchezza. Sono anche da tenere in considerazione una dieta non equilibrata, il sovrappeso, la mancanza di vitamine, carboidrati, minerali, proteine o la carenza di ferro (anemia), ecc. Nel peggiore dei casi l'astenia può essere il segno di una malattia più grave, come cancro, insufficienza cardiaca, diabete, depressione o attualmente il Covid19.  In quest'ultimo caso, molte persone, dopo aver contratto il virus, rimangono esauste e senza fiato diverse settimane o mesi. Un test sierologico per la ricerca di anticorpi coronavirus nel sangue può determinare se una persona è stata infettata in precedenza e, in caso affermativo, spiegarne il perdurare della stanchezza.

 

Sindrome da affaticamento cronico (CFS)

Non esiste un vero e proprio trattamento contro la stanchezza cronica. Ogni sintomo viene, per quanto possibile, trattato individualmente. Le persone con stanchezza cronica vivono in uno stato di stress costante che le spinge oltre i loro limiti, spesso senza che se ne rendano conto. Anche alcuni disturbi del sonno sono un indizio importante: le persone che si trovano di fronte a microrisvegli notturni non sono in grado di rigenerarsi completamente da un giorno all’altro. La CFS può manifestarsi anche a seguito di un episodio infettivo (influenza, mononucleosi, infezione, Covid19 ), traumi psicologici, dolori muscolari e/o articolari (fibromialgia) continui, effetti collaterali di trattamenti pesanti come la chemioterapia o la radioterapia. Anche i disturbi cognitivi come la difficoltà a svolgere compiti più o meno complessi, la perdita di memoria, i problemi di concentrazione, ecc. sono spesso associati alla stanchezza cronica

 

Fatica e depressione

La stanchezza cronica spesso maschera una depressione di fondo. Può essere quindi difficile capire se la depressione sia la causa della fatica o se sia invece il contrario. La depressione provoca una sensazione di mancanza permanente di energia. Lo stress eccessivo, la tensione sul lavoro, i problemi esistenziali (disoccupazione, insicurezza finanziaria), i problemi coniugali o familiari, le difficoltà di adattamento ad una nuova situazione, sono tutti fattori che contribuiscono a uno stato di stanchezza permanente. 

Quando a tutto ciò si aggiungono anche una sensazione di monotonia e di mancanza di stimoli, si è quasi sicuramente di fronte a un episodio depressivo. La qualità della vita di chi è costantemente stanco subisce delle forti limitazioni, da qui la necessità di ricevere un sostegno da parte di familiari e amici o da un professionista. I sintomi depressivi hanno tali e tante conseguenze sulla vita quotidiana, che molte delle persone colpite diventano vittime di emarginazione (o autoesclusione) sociale e famigliare.

 

Cosa fare per recuperare un po' di energia? 

Non lo diremo mai abbastanza spesso, ma la pratica regolare di attività fisica aiuta a combattere la fatica. Lo stile di vita sedentario è il nostro principale nemico! Muoversi, andare su e giù per le scale, fare un po' di esercizio o, ancora meglio, una breve passeggiata all'aria aperta. "Ogni stimolo esterno risveglia il cervello", spiega il dottor Peter Geisler, neurologo e medico del sonno presso il centro di medicina del sonno dell'ospedale di Ratisbona. Il movimento è uno stimolo per il cervello tanto quanto la musica ad alto volume o il ricevere un pizzico sulla pelle!

A seconda dei sintomi di ogni persona, è possibile ricorrere all’utilizzo di dispositivi per il controllo dell’apnea notturna, assumere farmaci in caso di disfunzioni tiroidee o fare psicoterapia cognitiva in caso di depressione. 

È importante ascoltare il proprio corpo ed essere in grado di determinare i propri limiti, di riconoscere, per quanto possibile, i segnali di disagio che ci manda. Certamente utile è distendersi attraverso tecniche di rilassamento e meditazione per imparare a gestire le situazioni di stress, adottare una dieta equilibrata e, come già detto, riconoscere e accettare i limiti che il nostro corpo ci impone.

 

 

Foto: Fran kie/Adobe Stock 

 

EMILIA31, 15.10.2020

Michela V.
1 | 18.10.2020 08:58

Certamente l'inattività non aiuta a sentirsi energici e con tanta voglia di fare. Alcune persone si "riposano" non facendo nulla, altre si distraggono e si ricaricano uscendo, passeggiando, andando in palestra o a ballare. Conosco persone che quando si sentono stanche dalla settimana di lavoro, "alzano il culo" come scrive Kwi e vanno a correre, scaricando tutto lo stress e la stanchezza. Eliminare le tossine attraverso l'attività fisica è ottima cosa. Naturalmente la dieta equilibrata e è basilare: testato personalmente!
Ho visto persone depresse dominata dalla malvoglia, dallo stare fermi sul divano al non muoversi da casa. Il movimento è fondamentale per il benessere psicofisico, fin da bambini.
Quindi, muoviamoci e mangiamo sano!

KwisatzHaderach
1 | 16.10.2020 16:54

Condivido.
Mi sentivo sempre stanco e ogni sia pur minima attività fisica mi pesava immensamente. Ho rimosso quelle che PER ME si sono rivelate le 3 cause: sovrappeso, regime alimentare sballato, mancanza di movimento fisico. Come per miracolo – ma è tutto fuorché un miracolo – in capo a 3 mesi ho ripreso le forze, e le ho usate per intensificare le varie forme di ginnastica che svolgo ora.

Riassumendo: è l’inattività a causare stanchezza, con un apparente paradosso rispetto a quel che sembrerebbe logico pensare. Il peso fa il resto, la dieta sbagliata il resto di quel che rimane.
Se poi ci sono anche patologie… beh, non è il mio campo.

Consiglio: alzate il culo e cominciate a muovervi. Il resto viene da sé.