Capire invece di criticare!

Capire invece di criticare!

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La critica può essere definita come la verbalizzazione di un pensiero o, più precisamente, un giudizio. Questa valutazione può avere una connotazione negativa, ma può anche semplicemente rispecchiare la visione soggettiva che una persona si è fatta nei riguardi di un’altra sulla base del proprio vissuto e dei propri valori.

Viviamo in una società in cui la libertà di parola e la presenza sempre più influente dei social network e delle nuove funzioni digitali, permettono e favoriscono la „critica facile“, il cui frequente abuso dà spesso il via a una catena di aggressioni verbali e non solo.

Il così detto „leone da tastiera“ è una specie sviluppatasi negli ultimi anni. Da dietro il Pc libera la frustrazione vissuta nel mondo reale e sospendendo le consuete norme di educazione, si sente così “capace” di affrontare chiunque.

 

Critica diretta e indiretta

La critica può essere espressa in varie forme: può arrivare a noi in modo diretto, verbalmente o per iscritto, o in modo più indiretto attraverso terzi. Questa modalità è particolarmente offensiva perché non lascia la possibilità di difenderci, diventando una fonte di ansia e frustrazione. Un altra tipologia di critica indiretta è quella che possiamo leggere negli occhi e negli atteggiamenti che una persona ha nei nostri confronti. Ne percepiamo l’esistenza ma, rimanendo velata, non lascia spazio a possibili chiarimenti.

 

Critica distruttiva

Le critiche generiche e negative, senza riferimento ad un problema specifico ma  volte ad attaccare l’identità di una persona, partono normalmente da persone frustrate che tentano di proiettare sugli altri i propri problemi. Si tratta normalmente di individui dal carattere dominante che usano atteggiamenti prevaricanti.

La critica negativa non è utile e non porta miglioramenti, anzi crea convinzioni limitanti nel destinatario, minandone l’autostima. Questo tipo di critiche non andrebbero accettate, ma si dovrebbe reagire limitando il risentimento e utilizzando piuttosto una dialettica razionale volta a smontare l’aggressività dell’interlocutore.

 

Critica costruttiva

La critiche "costruttive" vengono formulate per aiutarci a migliorare qualcosa che abbiamo fatto o qualche aspetto del nostro carattere. Certo, non è mai facile accettare una critica perché sottintende un giudizio nei nostri confronti, a maggior ragione quando ci si sente attaccati con toni o parole troppo forti.

 

Una critica positiva si riferisce ad un problema specifico e su come possa essere superato. Non va quindi intesa come un attacco personale al quale rispondere con aggressività o chiudendosi in sé stessi. 

Alle critiche possiamo reagire in modi differenti: giustificandoci, arrabbiandoci, sentendoci tristi o in colpa, o ancora con vergogna. Invece di attivare reazioni difensive a quella che consideriamo una minaccia, sarebbe più costruttivo adottare un comportamento assertivo.

Prima di fare muro contro una critica, bisognerebbe analizzare con calma se in fondo ci sia anche una parte di verità in quanto ci è stato detto, cercando anche di capire quali aspettative abbiano spinto l’altro a formularla. Se proviene da una persona cara, allora è probabile che l’intento fosse proprio quello di aiutarci a migliorare.

 

Non è bello per nessuno sentirsi dire "sei sempre in ritardo!“ quando, per esempio, dopo essere usciti di corsa da una riunione, ci siamo precipitati in macchina e abbiamo attraversato la città tra un ingorgo e un altro. Per reagire in modo costruttivo, la prima cosa è non cadere nel circolo vizioso rimprovero-frustrazione-rabbia, ma spiegare con calma l’accaduto, dimostrando di tenere in considerazione l’osservazione che ci è stata fatta, con l’obiettivo che la situazione non si ripeta nuovamente. È anche utile cercare una soluzione comune. In questo caso, ad esempio, potrebbe essere quella di trovare un luogo per l’appuntamento abbastanza vicino al luogo di lavoro di colui che finisce più tardi o che sia facilmente e rapidamente raggiungibile con i mezzi pubblici.

 

Conclusioni

L’ansia e il disagio che si prova quando si affronta il giudizio degli altri in ambiente famigliare, lavorativo o anche tra gli amici, deriva sostanzialmente dal fatto che spesso non sappiamo come far fronte alle critiche che ci vengono rivolte.

Una  critica, che la si pensi costruttiva o meno, è sempre un'opportunità per aprire la strada  a un dialogo con l’altra persona.

Infine, se accettarne le opinioni è fare un passo verso l'altro, in realtà si sta anche facendo un passo verso se stessi, per capire meglio quale sia l'immagine di noi che proiettiamo all’esterno e intervenire su ciò che vogliamo migliorare.

 

Foto: (c) photoschmidt/fotolia.com 

 

A voi capita di essere "criticoni"? E come reagite quando invece siete voi a essere criticati?

EMILIA31, 06.12.2018

KwisatzHaderach
1 | 18.12.2018 09:17

L'esercizio della critica è alla base del pensiero occidentale. Occorre aggiungere altro?
Forse che la gente in genere è poco abituata alla critica, per tutta una serie di ragioni che vanno dall'incapacità di organizzare una risposta basata su criteri logici (anziché reattivo-emotivi) alla capacità della critica di porre in evidenza aspetti di sé che si preferisce tenere sotto il tappeto.
L'assenza dell'esercizio critico genera illusioni fideistiche e il Sonno della Ragione (Goja, su Kant). Non è un caso se il pensiero critico è avversato da qualunque dittatura, come elemento più pericoloso dei proiettili alla sua sopravvivenza.
In un contesto più blando, l'assenza di un un ambiente critico porta ad adagiarsi sulle proprie posizioni e al'organizzazione di forti forme reattive contro ogni visione difforme da quella mainstream.
Solitamente, dopo una certa età l'esercizio della critica si affievolisce, perché viene meno la curiosità sul mondo e il prezzo da pagare per la rimessa in discussione di molti elementi della propria vita è troppo alto. La gente insomma smette di pensare, ammesso prima lo facesse.
Nell'emersione di questa verità sperimentale questo Club è prezioso, perché dimostra inoppugnabilmente quanto le persone si rincoglioniscano col passare del tempo, tranne poche e nobili eccezioni.

Michela V.
1 | 07.12.2018 18:55

Critica diretta e costruttiva: la accetto e la rendo. Detesto coloro che criticano indirettamente escludendoti dalla possibilità legittima di poterti difendere. Detesto coloro che criticano negativamente, aggredendoti e senza "pensare" ad una soluzione in positivo.
La critica sana è quella che ti fa "capire", ti fa mettere in discussione e ti avvia verso una soluzione migliore.
Aggiungo inoltre che non bisogna mai dimenticare il rispetto per l'altro, in qualsiasi caso, e mai abbandonare la capacità di "capire" l'altro...anche se l'altro può darti fastidio, farti innervosire o rattristare. Occorre self control e empatia e poi, a tutto si trova una soluzione!