„ Che male fa la gelosia „

„ Che male fa la gelosia „

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“Che cos'è l'amor” recita la famosa strofa di un brano di Vinicio Capossela, ma l'interrogativo rimane circoscritto tra le trame del desiderio, dell'ingegno e del bisogno che l'uomo avverte di sentirsi parte di qualcosa di più grande, di colmare il suo vuoto nello specchio dell'altro. Ma che cos'è l'amore se non il rispetto? È sicuramente una variante che dovrebbe rimanere salda negli occhi di due persone che si amano, ma non sempre è così purtroppo, perché molto spesso, troppo spesso, l'amore diventa qualcos'altro e si trasforma in tragedia, violenza, sfregio, abbandono e tante volte… morte.  

 

 

Che cos'è la gelosia? 

 

La gelosia, se controllata e gestita bene, può essere il motore che ravviva un rapporto, che fa sentire desiderati e che dona un senso di protezione al partner. Se invece vengono a mancare quelli che sono i punti cardini del rispetto nei confronti del partner, può tramutarsi in possesso, un'emozione forte, incontrollabile, un tormento, una tempesta che s'impadronisce del soggetto e che si tramuta in patologia, che purtroppo (molto spesso) implica il coinvolgimento di più parti: colui che viene invaso dalla gelosia, la persona che la subisce e che diventa oggetto ossessivo dell’amore e una terza persona che scatena il tutto e viene percepita come minaccia, in quanto ha il potere di portar via l’oggetto ossessivo del desiderio. 

Il “rivale” in amore non sempre è una persona reale, ma spesso si tratta della proiezione di qualcuno a cui si vorrebbe assomigliare, di colui che “potrebbe riuscire a dare al partner tutto ciò che io vorrei avere e invece non ho”. 

La parte gelosa rivendica “l’oggetto” patologico dell'amore e perde i lumi della ragione, le azioni che compie sono tutt'altro che lucide e possono degenerare ben oltre lo sfregio in vera e propria violenza, fino all'esito più tragico.  

 

Il femminicidio è la vendetta tragica dell'amore. 

 

Se in teoria l'amore tra due persone dovrebbe essere arricchimento dell'anima, condivisione, rispetto, dare senza pretendere di ricevere, molto spesso si tramuta invece nel suo proprio incubo, diventando ossessione, possessione senza limiti. Clamoroso il recente caso di un paese vicino Napoli, dove una donna è stata assassinata in modo feroce, davanti la scuola dove aveva appena accompagnato la figlia, con un'esecuzione degna dei peggiori atti camorristici. A colpi di pistola si è consumata la tremenda vendetta da parte del marito da cui ormai si stava separando. Questo è solo l'ultimo tragico esempio che si aggiunge alla cronaca nera degli omicidi messi in atto per gelosia.

Nella maggior parte dei casi chi compie il delitto è una persona insicura, che mostra vari segni di squilibrio e che ha già manifestato atti violenti nei confronti del partner.

 

Chiedere aiuto.

 

Allertare fin da subito le forze dell'ordine può aiutare ad evitare il peggio.Se i femminicidi rappresentano la tragica vendetta dell'amore, esistono possibilità di poter limitare i danni e fermare le sciagure. La prima cosa da fare quando ci si accorge che il proprio compagno mostra segni di squilibrio e possessione oltre misura, è denunciare. Non bisogna mai pensare che un atteggiamento violento sia un caso isolato, perché oltre la mera illusione, è quasi sicuro che si ripeterà, fino ad assumere connotati disastrosi e irreversibili. Denunciare senza perdere tempo, senza esitare, è un modo che può sicuramente aiutare ad evitare il peggio. Quando la gelosia diviene ossessione patologica si presenta come impossibile da controllare, dunque attuare misure di sicurezza e allertare le forze dell'ordine è un primo passo per mettersi al sicuro, anche se molte situazioni hanno evidenziato come neanche questo tipo di provvedimento sia totalmente efficace. 

 

Come comportarsi nei confronti di chi mostra segni di gelosia ossessiva?

 

Bisogna diffidare sempre dalle vane promesse. Chi nega che un atto violento si ripeterà, sta mentendo a voi e a se stesso. È molto importante evitare di avere contatti con persone ossessive, basta anche il minimo segnale a far intendere che quella persona è in realtà una mente violenta e che non concepisce l'amore come libera interazione e arricchimento dello spirito, ma come possessione morbosa e oggettualità del sentimento. Bisogna evitare nella maniera più assoluta di rimanere soli con persone che si sono già dimostrate violente nei vostri confronti, di farli entrare in casa, meglio ancora sarebbe evitare ogni tipo di contatto.

 

Un altro fattore molto importante da non sottovalutare, riguarda proprio il criterio con cui si cerca e si sceglie un partner. Evitare dunque di avere rapporti con persone insicure e sospettose di natura, che hanno bisogno di continue rassicurazioni o che danno segni evidenti di possessività, egoismo e mancanza di sensibilità.

Se chi teme di perdere il proprio partner arriva a usare violenza, vuol dire che c’è qualcosa che non va. In lui.

 

 

Credere che il nostro partner non ci appartenga non vuol dire che non lo amiamo, anzi. 

Esiste forse una dimostrazione d’amore più grande del fatto che la persona che ci sta accanto è felice e libera di decidere ciò che vuole?

 

 

Foto: (c)krissikunterbunt/fotolia.com 

 

 

E voi cosa ne pensate di questo tema purtroppo sempre alla ribalta delle cronache ?

EMILIA31 , 05.04.2018

Michela56
1 | 06.04.2018 20:51

"Le cose sono di chi sa prendersene cura, non di chi le possiede"(Roberta Marasco-"Le regole del te e dell'amore")