Due cuori e due capanne

  • Due cuori e due capanne
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    “LAT” è un acronimo che sta per “Living apart together”

    Ne avete mai sentito parlare?

    Simone de Beauvoir e Jaean Paul Sartre negli anni 30-60 sono stati tra i pionieri di un modello di relazione vissuto senza coabitazione, poi durato ( certo, in modo piuttosto anticonformista) per tutta la vita.

    Con “Living apart together”, traducibile con“ Vivere insieme separatamente” , si indica una tendenza nata originariamente in nord Europa ma che sta interessando sempre più Baby Boomers italiani. Pur essendo impegnati in una relazione sentimentale, essi ritengono che la convivenza sotto uno stesso tetto non sia un aspetto fondamentale della vita a due e che il fatto di vivere in case separate non indebolisca il rapporto, anzi.

     

    Cominciamo ad analizzare gli aspetti positivi di questa scelta:

     

    1- Stabilità finanziaria Gli ultracinquantenni avendo ormai superato le fasi più impegnative tipiche dei primi "-anta"  (carriera, casa, famiglia, figli), possono generalmente godersi una situazione di tranquillità economica, frutto del lavoro di una vita. In qualche caso sono anche reduci di una o più separazioni difficili e onerose e, nell’eventualità  di un nuovo legame sentimentale, l’opzione di gestire in autonomia il proprio patrimonio e le proprie risorse finanziarie li mette al sicuro da nuovi eventuali rischi o problemi.

    2- No alla routine! Purtroppo è fisiologico che la quotidianità all’interno della vita di coppia dopo un certo periodo di tempo, rischi di trasformarsi in prevedibile routine. Lasciar fuori dal rapporto le discussioni sulla gestione della casa, sulle bollette o sui capelli lasciati nel lavabo e gli indumenti sparsi in giro per la casa, e poter invece decidere di incontrare il partner solo quando se ne ha veramente desiderio o se ne sente la mancanza, migliora la qualità della relazione e permette di concentrarsi principalmente sugli aspetti positivi e stimolanti della stessa.

    3- Sì all’individualità! Con l’avanzare dell’età, il modo di vivere, di comportarsi e di pensare si  è ormai cristallizzato su parametri molto personali e stabilizzati. Certo si può pensare di poter ancora cambiare, ma ad essere sinceri, pensate davvero che a 50 o 60 anni sia così facile farlo? Abitare in case diverse permette a ciascuno di vivere le proprie idiosincrasie senza sentirsi in colpa, rende più semplice difendere la propria individualità, senza essere costretti a rinunciare o limitare  hobby, amicizie e passioni.

    4- Il ruolo femminile Proprio per le donne, che studi confermano essere le prime a desiderare una “Lat”, questa scelta rappresenta un’opportunità per uscire dal tradizionale ruolo femminile nella gestione della vita in comune con il partner. Permetterà infatti di occuparsi l’uno dell’altro nei momenti trascorsi insieme, e di prendersi invece cura solo di se stessi quando si è da soli. Salute permettendo.

    5- Sì alla passione! Vivere separati sembra avere anche una benefica influenza sulla libido favorendo la passione. Il desiderio, è cosa nota, cresce con la distanza.

     

    Ovviamente vanno presi in considerazione anche alcuni aspetti negativi:

     

    1- Solitudine Purtroppo l’altra faccia della medaglia è il rischio di sentirsi soli proprio nel momento in cui si avrebbe bisogno di un aiuto materiale o psicologico. I telefoni accorciano le distanze e gli amici possono aiutarci a risolvere un problema, è vero, ma niente può sostituire il piacere di una risata a due o il calore di un abbraccio consolatorio della persona amata.

    2- Una scelta di comodo. Scegliere di non convivere potrebbe però rappresentare anche una scusa per non prendere una decisione definitiva e responsabile nei confronti della coppia. Non si lascia spazio all’altra persona per entrare profondamente nella propria vita, e in tal modo si mantiene aperta una comoda scappatoia. Un comportamento tipico delle personalità “Peter Pan” (https://www.club-50plus.it/magazine/amore/come-conquistare-un-quotpeter-panquot-1324.html)

     

    Concludendo, organizzare una relazione secondo questo modello può funzionare, ma solo se vivere separati rappresenta una scelta pienamente condivisa da entrambi i partner ed è sostenuta da un sentimento reciproco autentico e solido.

    Curiosamente sono proprio i più giovani a guardare a questa soluzione con maggiore scetticismo in quanto, dal loro punto di vista, coabitare significa prima di tutto poter risparmiare e ridurre i costi di gestione della casa. Al contrario, tra i maturi Baby boomers la priorità è rappresentata dalla libertà di poter rimanere pienamente se stessi senza compromessi, più che dai vantaggi di carattere finanziario e pratico. Guadagnare e risparmiare sono cose che hanno già fatto per tutta una vita.

     

     

    Foto: (c) Patricia/ fotolia.com

     

     

    Un argomento piuttosto spinoso. Che cosa ne pensate?



    EMILIA31, 10.08.2017


ultimo 1 | 10.08.2017 19:56

  • ultimo
  • Il LAT è una soluzione possibile, ma non per tutti e non per tanti. Ci sono i problemi di lui, i problemi dilei, i problemi della relazione tra loro. Equazione di terzo grado, diciamola così. Se il valore delle incognite è giunto a livello cosciente in modo inequivocabile, la soluzione del problema non dovrebbe essere lontana anche se le situazioni contingenti devono fare poi i conti con la concretezza delle situazioni… dico niente!
    Passando i 70 le cose si complicano e se si è onesti si riassumono un una sola causa: la solitudine. A nessuno è venuto il magone pensando a una bella relazione che non c'è più e che non si ha il coraggio di "tradire"? Nessuno si è richiamato alla prudenza pensando a una relazione passata e andata per il verso sbagliato? Gli elementi in gioco sono per prima cose due persone. Le soluzioni preconfezionate sono cose da supermercato. Anche il LAT è un modello comportamentale da non demonizzare ma nemmeno da prendere a scatola chiusa.  Sarebbe molto interessante un discussione sul Forum del problema solitudine. Perché non ci tenta Emilia31?

EMILIA31 0 | 10.08.2017 21:17

  • EMILIA31
  • Grazie per il tuo interessante contributo.

FrancescoMenotti 0 | 20.09.2017 16:08

  • FrancescoMenotti
  • Ovvio!!!
    Due cuori e due capanne.
    Anzi, meglio: due cuori e 20 capanne affittate in Costa Azzurra!!!
    Eheheh.....

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