Esperienze da single

Esperienze da single

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L’Italia sta diventando un Paese di single: il numero delle persone che vivono da sole è in costante incremento. 

Ma come si vive il proprio status di single individualmente e all’interno di un gruppo?Perché spesso si vengono a creare dinamiche di rivalità tra i single presenti nel gruppo stesso?

 

I “fuori posto”

 

Quando ci si trova ad interagire in un gruppo di amici composto sostanzialmente da coppie, spesso gli argomenti di conversazione su temi famigliari o di convivenza, uniti ad una certa vulnerabilità personale e il continuo confronto con chi è riuscito a trovare l’amore, contribuiscono ad alimentare nel single la sensazione di sentirsi “fuori posto” e in qualche modo “emarginato”.

 

Gli “invidiati”

 

Al contrario può anche capitare di divenire invece la persona più invidiata del gruppo: quella che dispone liberamente e senza compromessi del proprio tempo libero, che “intrattiene” gli altri con i racconti delle ultime conoscenze sentendosi lei stessa protetta all’interno del gruppo. 

Alcuni single si sentono infatti più a loro agio incontrandosi con amici in coppia perché permette loro di non doversi esporre e confrontarsi con la realtà. Non si ritengono in obbligo di cercare altri single con cui iniziare a conversare, né  si sentono come una preda di altri cacciatori. È come se si assopisse la sensazione di “essere alla ricerca di qualcosa” e con essa la relativa ansia.

 

Lo specchio di se stessi

 

In teoria sarebbe meglio evitare di frequentare persone con cui si hanno caratteristiche poco piacevoli in comune. Una persona sola che esce in compagnia di un altro single, trova riflessa nell’altra persona l’immagine di se stessa. Dal confronto, il severo giudice interno che è in ciascuno di noi, non perderà occasione per rendere manifeste le nostre mancanze, ciò che percepiamo di avere in meno rispetto all’altro, arrivando talvolta ad aprire la strada alla rivalità e alla competizione.È anche vero che nel caso in cui l’uscita sia finalizzata a fare nuove conoscenze e richieda quindi una certa dose di performance, vedere il compagno di avventure come un alleato, renderà l'esperienza , al netto di una sana e corretta competizione, più leggera e divertente.

Forse, e la riflessione vale più per le donne che per gli uomini, bisognerebbe riuscire ad aprirsi nei confronti degli altri single, considerarli come un supporto piuttosto che rivali, persone con le quali poter condividere i momenti di sconforto con la certezza che riusciranno a comprendere la situazione e dalle quali ricevere quell’aiuto speciale che, solo chi è nella medesima situazione, è in grado di offrire.

 

“Soli” o “da soli”?

 

Ci si può sentire da soli anche all’interno di una coppia.  Bisogna quindi ben differenziare l'„essere soli“ dal  „sentirsi soli“.

Il primo indica una condizione intima che può anche dare piacere ed appagamento. “Sentirsi soli” contiene  invece una connotazione negativa, di mancanza che porta sofferenza e disagio.

Stando da soli ci si può prendere cura di se stessi, cercare il modo per completarsi e migliorarsi. Solo una volta raggiunto questo stato di armonia personale, si è poi in grado di capire consapevolmente cosa ci sia dietro il desiderio di una relazione, cosa significhi il bisogno di stare con qualcun altro.

La serenità è una condizione strettamente individuale che non dipende dall’essere da soli o in coppia. Chi è infelice e insoddisfatto con se stesso, lo sarà anche con una persona accanto.

Il segreto sembra quindi essere di smettere di considerare l' "1” come la metà di ”2”, ma vederlo come una condizione diversa, ugualmente completa e certamente non di inferiore qualità.

 

 

Foto: (c) Takasu/fotolia.com  

EMILIA31 , 01.02.2018

Michela56
1 | 01.02.2018 14:49

Condivido l'armonia personale raggiunta. Gli interessi gradevolmente coltivati. L'imparare a stare da soli standoci bene. Sentirsi l'1 e non la metà di 2, come dici tu! L'essere padroni del proprio tempo e del proprio spazio.
Una delle cose divertenti è l'andare al supermercato e trovare le "miracolose" porzioni formato single, scimmiottando le superate formato famiglia! Andare in pizzeria o in pausa pranzo e chiedere, come la cosa più normale possibile, un tavolo e...sì sono da sola. Osservare la gente intorno...un po' del mio tempo lo passo, mentre mi gusto un buon tea, ad osservare ciò che mi si muove intorno: dialoghi, gesti, espressioni, dinamiche, vestiti e accessori...osservo, penso, rifletto. Ho tempo, posso farlo, nessuno mi aspetta e non ho fretta. E dici poco?!?
E poi ho tempo, finalmente ho il tempo per me, ho il tempo per dedicarmi a coloro che amo, dandogli tutto quello che posso...perché, finalmente, decido e...lo faccio.