Il collezionista di donne.

Il collezionista di donne.

1 | 211 Visite

Che tipo di uomo è il collezionista di donne? Quali “armi” mette in gioco? Da dove nasce il suo bisogno ossessivo di sedurre? È pensabile che un giorno cambi? E se no, qual è il modo migliore per lasciarlo? Tutte le donne, almeno una volta nella vita, si sono lasciate affascinare da questo tipo di uomo, ma attenzione a credere che il problema sia esclusivamente lui. 

C’è chi fa raccolta di libri rari, chi di vinili, chi di orologi. E poi c’è il collezionista di donne, una tipologia maschile senza limiti di età che si butta in flirt e avventure per il solo gusto di testare le sue abilità di seduttore e gratificarsi con le emozioni che ne derivano. È come un pescatore che lancia la canna tutti i giorni, affascinato più dalla sfida che dal tipo di preda che abboccherà. E una volta conquistata una donna, è subito pronto a rilanciare l’esca per la prossima cattura.

Oggi, grazie ai social network, il suo raggio di azione si è ampliato a dismisura, permettendogli di assecondare ancora meglio il suo bisogno di conquista.

 

Si tratta normalmente di personalità con tratti di narcisismo seriale, tende infatti a ripetersi nella tipologia di prede che sceglie e nei comportamenti per catturarle. Un uomo del genere non ama le donne e non le conosce, perché non è interessato a scoprire veramente chi ha davanti e a instaurare un rapporto. Ogni incontro è solo un’occasione per confermare a se stesso la sua capacità di piacere e compiacersi per il potere che ne deriva. Ma come è possibile che molte donne finiscano per restare imbrigliate in queste non-storie che quasi sempre si lasciano dietro sofferenza e delusione, soprattutto verso se stesse? E non è questione di età o esperienza!

 

Come si comporta il collezionista di donne? 

Normalmente non improvvisa, ma si rifà a strategie già testate. Usa frasi, atteggiamenti, modalità seduttive prestabilite, è ossessivo e per questo cerca di replicare basandosi sulle sue esperienze passate vincenti.

In rete può incontrare molte donne differenti e questa diversificazione gli permette di inventare tutte le identità che non ha, di trasformarsi in chi vorrebbe essere, ma non è. Così crea dei personaggi funzionali alla situazione, che a volte sono sempre gli stessi, altre cambiano. Il suo scopo è fare numero mettendo in atto, forte dell’anonimato, giochi intriganti e irrinunciabili. 

 

È tutta una una mistificazione.

Questa tipologia di uomo è solo una brutta copia del vero seduttore, spesso una figura interessante e complessa, che maschera le sue scarse abilità nelle relazioni virtuali, ottenendo risultati facili che nella vita reale gli richiederebbero invece grandi sforzi.

 Quello di collezionare donne e portare avanti queste relazioni sui social è un proprio mestiere, è un vero lavoro, dovendo curare le follower e tenere alta l’attenzione e l’interesse, affinché il gioco non si interrompa.

 

Il bisogno compulsivo di sedurre.

Questo tipo di comportamento della maggior parte dei seduttori seriali nasce da un vuoto interiore, da una mancanza di identità e di obiettivi da riempire con una serie di comparse femminili che hanno il ruolo di attestarne il fascino.

 

Le donne „prede“.

L’altra faccia di questa dinamica che sono le donne, che si lasciano affascinare da questo maschio senza grandi qualità. Una donna che abbia un minimo di identità, che abbia un po’ di senso si sé, non cede al primo che le si presenta sulla rete. Chiaramente c’è un vuoto che attrae un altro vuoto.

Non sono donne che cercano un uomo con cui costruire realmente una relazione, anche se alcune magari non hanno il coraggio di ammetterlo nemmeno a se stesse. Cercano piuttosto una figura maschile che tolga loro quel senso di frustrazione dovuto alla vita e al bisogno di distogliersi dai problemi reali. Vuole divertirsi, non pensare a nulla e la soluzione è a portata di mano, basta accendere il computer o collegarsi sul telefono e il risultato, talmente facile da raggiungere da diventare compulsivo.

D’altra parte capita anche di non cercare una persona, ma l’amore, a prescindere da chi si ha davanti e da tutto quello che ne consegue. È sufficiente sapere e rincuorarsi che c’è qualcuno che telefona, che dà il buongiorno e la buonanotte, qualcuno su cui poter fantasticare e proiettare le proprie aspettative.

 

Sono persone anaffettive? 

Ai seduttori seriali non interessa veramente la donna che hanno davanti, non provano empatia, cercano un rapporto superficiale dove non mettere in gioco i sentimenti. La rapidità e l’immediatezza portano a non dare valore all’altro, perché è troppo semplice ottenerlo.

Il vero seduttore invece brama all’idea di scoprire chi è la figura femminile che vuole avere. Casanova diceva: “l’amore è salir le scale”. Nella conquista c’è tutto un lavoro di pensiero, di affascinazione per quella donna. “Salir le scale” vuol dire domandarsi come sarà, come mi accoglierà, che profumo porterà, che vestito avrà, dove saremo… C’è tutta una fantasia legata all’incontro, pieno di amirazione e desiderio per la donna.

 

Senza pentimento.

Nella rete tutto è virtuale, anestetizzato. Pensare di far ravvedere riportandolo alla realtà una personalità tanto narcisistica, è un’illusione. Dal canto suo, la psicologia afferma che nessuno cambia nessuno. Duro da accettare, ma vero.

 

Concludiamo dicendo che, come in un gioco delle parti,la figura malinconica del collezionista continuerà ad esistere finché potrà interfacciarsi con un mondo femminile altrettanto malinconico. 

 

È un tema che farà certamente discutere. Voi cosa ne pensate?

 

 

Foto: Kaspars Grinvalds/Adobe Stock 

 

 

EMILIA31, 23.07.2020

Michela V.
1 | 25.07.2020 07:15

Come difendersi?
Ne avevo sposato uno. Seduttore, narcisista vampiro, aveva creato un harem. Quando riconosci il collezionista e ti rendi conto della trappola....ci stai male, soffri, ti senti il cuore spezzato ma devi reagire, raccogliere le forze e andare o mandarlo via. Non rinsavisce, anzi! Lui sta benissimo così.
Ho conosciuto un altro paio di collezionisti : se stai al gioco della seduzione iniziale, vivila finché non ti sta stretta e appena puoi allontanati.
La frase finale dell'articolo, fotografia malinconica lo descrive in pieno. Attenzione a non cadere nella ragnatela e a non lasciarsi sopraffare dalla sconfitta. Non tutte le donne riescono a rimboccarsi le maniche e riprendere in mano la propria vita.
Personalmente combattiva, ricordo sempre la scena finale del mio matrimonio col seduttore: mai se ne sarebbe andato, avendo comunque bisogno di una stabilità, mi aveva sí spezzato il cuore e con tutte le mie forze l'ho letteralmente sbattuto fuori casa con le valigie. Io ho ricominciato una nuova vita con coraggio e tenacia e due figli piccoli....lui....continua a collezionare donne! C'est la vie!

KwisatzHaderach
1 | 24.07.2020 23:19

"Mancano consigli per difendersi da questo tipo di uomo "

cap. 6 del Manuale delle Giovani Marmotte, da pag. 217 a pag. 269.

Sciazzi
2 | 24.07.2020 14:15

Mancano consigli per difendersi da questo tipo di uomo

KwisatzHaderach
1 | 23.07.2020 19:33

cosa penso? che la frase finale ”la figura malinconica del collezionista continuerà ad esistere finché potrà interfacciarsi con un mondo femminile altrettanto malinconico”
è splendidamente fotografica.