La seconda "prima volta" dopo la separazione.

La seconda "prima volta" dopo la separazione.

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 „Distrugge i propri nervi l'essere amabile ogni giorno con lo stesso essere umano”, scriveva il politico e scrittore britannico Benjamin Disraeli.

 

Stare insieme per tanti anni richiede alla coppia ovviamente amore, ma soprattutto impegno e pazienza. Tra i problemi più frequenti che si trovano ad affrontare le coppie di lungo corso, c’è sicuramente il calo della libido e una sbiadita routine sessuale. E questo nel migliore dei casi, perché può anche succedere che il sesso diventi un vero e proprio peso.

Quando un matrimonio si sta avvicinando al capolinea, il sesso è sempre lo stesso e si cade in una comoda routine. Non esiste (tranne rarissime eccezioni) storia d’amore in cui nel tempo non svanisca il desiderio.

Secondo quanto afferma l’“Huffingtonpost“, la fine di un matrimonio o comunque di una lunga relazione, regalerebbe nuove opportunità alla vita sessuale.

 

Allontanamento dei partner.

La ragione più comune per il divorzio dopo i 50 anni è l'allontanamento dei coniugi che può derivare dal cambiamento delle aspettative, dei valori o della personalità di uno o entrambi i partner.

Se una tale evoluzione è percepita negativamente dal partner, è invece considerata positiva da ciascuno degli interessati.

La mancanza di vicinanza e un senso di complicità finiscono col manifestarsi in una mancanza di comunicazione. La coppia non parla abbastanza, viene a mancare l'espressione verbale dell'affetto, non si trova più molto da dire e ci si limita a vivere sotto lo stesso tetto. Svanito pian piano l’interesse verso l’altro, i partner non si riservano più attenzioni e persino scambiarsi una carezza, un gesto tenero o qualsiasi altra forma di comunicazione non verbale, diviene estremamente difficile. L’idea di potersi avvicinare sessualmente diventa a quel punto una chimera.

 

Almeno per quanto riguarda il sesso quindi, ci sono buone possibilità che dopo una separazione possa riprendere una connotazione positiva.

 

Il cambiamento.

Dopo aver condiviso per tanti anni lo stesso letto con la stessa persona, trovarsi con qualcun altro può essere quasi inebriante. Finalmente ci si sente nuovamente una donna o un uomo desiderati! Conoscere nuove persone  e la loro sessualità può rendere finalmente palese ciò che mancava sotto le lenzuola nella passata relazione e contemporaneamente dà una iniezione di fiducia in se stessi.

Il sesso durante il matrimonio, spesso ripetitivo e quindi prevedibile, ha lasciato insoddisfatta l’autostima dell’uno o dell’altro partner. Non si ha avuto il coraggio di chiedere qualcosa di diverso e si ha continuato ad aspettare qualche cambiamento che non è mai avvenuto. Sapere e soprattutto sentire quanto qualcuno desideri nuovamente il vostro corpo diventa una sensazione magnifica.

 

Meno inibizioni.

Questo punto non è necessariamente vero per tutti.  Ammettiamo che nel corso di una (lunga) relazione uno dei partner voglia provare cose nuove in camera da letto, può capitare che non sappia come proporlo al compagno/a. Potrebbe infatti persino succedere che il partner creda che le nuove idee sessuali siano state ispirate da un’esperienza extraconiugale. E dato che ciò accade-purtroppo- soprattutto alle donne, nel momento in cui cominciano ad avere una nuova vita sessuale dopo la separazione, diventa un sollievo poter esprimere liberamente i propri desideri senza sentirsi giudicate.

 

Sentirsi come adolescenti.

Si rivivono le emozioni dei 16 anni con tutta la loro leggerezza:  gli sguardi, la sensazione di avere le „farfalle nello stomaco“, i maliziosi giochi di parole...Ebbene sì, quando si ricomincia, tutti questi sentimenti ritornano! Adesso come allora il primo bacio provocherà un certo nervosismo, ma un po’coraggio vi farà sopravvivere, adesso come allora.

 

L’esperienza.

Anche se siete stati sposati e hai fatto sesso con lo stesso partner per anni, avete più esperienza di prima del matrimonio. Si hanno le idee più chiare su cosa aspettarsi e sui propri desideri e si è pronti a ritrovare il piacere dell’intimità e della complicità giocosa, fattori importanti che fungono da collante di una relazione sentimentale.

 

Conclusioni.

L’atteggiamento di chi sa „vedere il bicchiere mezzo pieno“ è fondamentale per raggiungere un’impostazione di vita positiva, soprattutto superata una certa età. Si gode momento per momento ciò che buono offre la vita senza lasciarsi infastidire dagli inevitabili imprevisti. E questo vale anche per il sesso, innanzitutto quando si è reduci da un radicale cambiamento di vita come è una separazione dopo molti anni di relazione.

 

 

Foto: (c) pikselstock /fotolia.com 

 

E voi cosa ne pensate? Come è stata la vostra seconda “prima volta?”

EMILIA31, 04.04.2019

KwisatzHaderach
1 | 04.04.2019 22:48

Per prima cosa, nel corso degli anni molte amiche e conoscenti mi hanno confessato che i loro partner facevano sesso “stile leprotto”, senza un minimo di fantasia e varietà, come leggere sempre il medesimo raccontino giorno dopo giorno, anno dopo anno. In queste condizioni è logico che ci si stufi (e – dico io – non serve molto tempo prima che accada). Ovvio che appena trovi un altro che invece di farlo così lo fa cosà sbarelli positivamente. Io vedo il sesso come un gioco di costruzioni – che sia Lego o Meccano – in cui ogni giorno aggiungi qualcosa, modifichi qualcos’altro, incrementi la “visione” complessiva, e lo si fa in due. Mai stufato di una partner, essendo che quelle che a priori non avevano la stessa visione a priori le escludevo dai giochi. Il sesso è mentale ed è una ricerca. Il ricercare è di per sé dinamico, evolutivo, e previene la noia. Non è che chi gioca a scacchi dopo un po’ di stufa, nonostante i pezzi siano sempre quelli e le mosse anche: si va avanti lo stesso. I pittori non si stancano di dipingere, i musicisti di scrivere musica… perché dovrei stancarmi di un partner con cui sto costruendo una storia sessuale? Se invece faccio il leprotto, ci stanchiamo entrambi.

Detto questo, la “seconda volta” non è diversa dalla prima, se non che si riparte da zero. E – come per la prima volta – devo trovare chi la veda e viva come me. Forse non è facile, ma non è neanche così difficile.
Che poi le donne non parlino di cosa vogliono mi è abbastanza indifferente: a indagare ci penso io, a fatti e non a chiacchiere.