Sono le prime dieci parole a decidere l’esito di un incontro.

Sono le prime dieci parole a decidere l’esito di un incontro.

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La prima impressione quando si incontra qualcuno è più importante di quanto pensiamo.

La ricercatrice comportamentale statunitense Vanessa Van Edwards ci rivela gli errori che molte persone fanno durante il primo incontro e ci suggerisce come fare la migliore impressione possibile. Attenzione: cominciamo col dire che difficilmente si tratterà dell’aspetto fisico.

 

Perché i primi momenti sono così importanti?

La prima impressione è la base di tutto ciò che viene dopo. Non ci piace ammetterlo, ma nella maggior parte dei casi quando incontriamo qualcuno sappiamo in pochi secondi se ci piace, se è degno di fiducia, se ci piacerebbe avere una relazione con lui. Prima ancora che quella persona abbia detto una parola.

 

Si può cambiare la prima impressione?

Molto meno facilmente di quanto si pensi. Nalini Ambady e Robert Rosenthal dell'Università di Harvard, per esempio, hanno scoperto in uno studio che difficilmente cambiamo il giudizio che abbiamo dato su una persona dopo appena pochi secondi averla conosciuta, anche più in là, quando ne sapremo molto di più.

Ma cosa possono dirci di una persona pochi secondi? Come è possibile che siano sufficienti per poter trarre conclusioni sul carattere del nostro interlocutore?

In effetti, sembra che la prima impressione non sia errata così spesso come possiamo pensare.

Ambady e Rosenthal hanno voluto testare questa ipotesi con un esperimento: hanno chiesto a un panel di studenti quale fosse la loro impressione su degli insegnanti, mostrandoglieli solo in video per pochi secondi. Hanno poi fatto chiesto di fare la stessa valutazione a un gruppo di studenti che aveva frequentato le loro lezioni per un semestre. Ebbene, i giudizi di entrambi i gruppi erano in perfetto accordo!

 

Cosa rende attraente una persona?

La statunitense Monica Moore è una professoressa di psicologia sperimentale. Ha scoperto che nei primissimi momenti, l'attrattività di una persona dipende soprattutto da quanto riesca a segnalare la sua disponibilità nei confronti dell’altro.

Facciamo un esempio: se hai un appuntamento in un bar quando lui o lei entrano dalla porta, sarà decisivo il modo in cui lui o lei si avvicinerà a te: questa persona cerca e mantiene il contatto visivo con te, volta il viso e il suo corpo verso di te? Sorride? Cosa fa con le mani? Le nasconde nelle tasche o apre le braccia, magari mostrandoti i palmi delle mani? Tutti questi sono segnali che comunicano disponibilità e più la persona ne manda, più è probabile la troviate attraente.

Il problema è che spesso temiamo di inviare troppi segnali, soprattutto quando incontriamo qualcuno per la prima volta. Pensiamo di sorridere troppo, di cercare troppo il contatto visivo, di muovere troppo le mani. Ci sentiamo a disagio a salutare quando entriamo in un ristorante, quindi per andare sul sicuro, preferiamo fare finta di niente, essere distaccati. Ma la scienza conclude chiaramente che questo non rende una persona più attraente. Al contrario. In quei pochi momenti, si tratta di mostrare la massima apertura possibile.

Una buona o cattiva prima impressione è fatta meno da quello che diciamo e più da come lo diciamo: dalle espressioni del nostro viso e dai gesti e da come moduliamo il nostro tono di voce.

 

La postura e l’approccio.

La postura è un elemento fondamentale nel primo approccio.

Se in una stanza vedi una persona che ti piace e vorresti avvicinarla, poniti frontalmente di fronte a lei assicurandoti che la tua testa, il tuo corpo e le tue dita dei piedi siano rivolti nella sua direzione. Non importa a che distanza di trovi, immagina di essere in piedi su dei binari che portano esattamente alla persona con cui vuoi stabilire una connessione. Questa posizione aperta verso l'esterno e un portamento eretto che ispira tranquillità, ti faranno sentire ed apparire sicuro.

Mostra i tuoi palmi, per esempio alzando la mano in segno di saluto, salutando brevemente, o aprendo leggermente le braccia e girando i palmi verso l'alto mentre cammini verso la persona. Questo significa segnalare disponibilità. Quando siamo nervosi, tendiamo a nascondere le mani in tasca, dietro la schiena o sotto le braccia conserte.

Pensa ai nostri antenati: il mostrare le mani disarmate e aperte era la prova che si stavano avvicinando con intento amichevole. Stabilisci un contatto visivo e cerca di mantenere lo sguardo dell'altra persona. Sorridi. Sulla base di approccio positivo e aperto, potrete cominciare la vostra conversazione.

 

La conversazione.

Pensa a qualche argomento di conversazione con cui ti senti sicuro e a tuo agio. È un vecchio trucco che viene anche insegnato nei corsi di small talk, e funziona: scegli quattro o cinque argomenti di cui ti piace parlare e che ti rendono un interlocutore brillante. Può essere una nuova serie, un libro che ti è piaciuto leggere, un genere musicale che preferisci o ancora una meta turistica che ti entusiasma.

Lascia il tuo cellulare in tasca o, meglio ancora, spegnilo subito. La nostra attenzione è la cosa più preziosa che possiamo dare a un'altra persona. Questo vale in particolar modo per il primo incontro, ma sarebbe bello se fosse valido per ogni occasione.

 

 

 

Foto: Scott Griessel/Adobe Stock

 

 

EMILIA31, 10.02.2022