Sono single, ma... Conclusioni.

Sono single, ma... Conclusioni.

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L’insoddisfazione nei riguardi di se stessi, la mancanza di autostima,  possono rappresentare non solo il motivo del fallimento di una relazione, ma anche la ragione per cui non riesce a iniziarne una. Le persone sicure di sé (nella giusta misura) trasmettono un’ allure di positività, proponendosi nell’immaginario del potenziale partner come compagni di vita piacevoli e stimolanti.

Le persone che considerano la propria vita un’esistenza fatta di solitudine disperata spesso si colpevolizzano per il loro stato, cadendo in  una spirale di pensieri negativi. Una situazione che difficilmente lascia spazio alla nascita  una relazione felice e sana.

 

Trovare la persona giusta è difficile e lo diventa ancora di più se si è alla ricerca della perfezione.

Quando eravamo bambini, le fiabe ci raccontavano di principi affascinanti ed eroici e di bellissime principesse che trovavano insieme la felicità eterna.

Ai nostri tempi sono invece i film, i programmi televisivi, Instagram e le riviste patinate a trasmetterci l’immagine della coppia perfetta e di come debbano essere l’uomo e la donna ideali.  

Tuttavia la realtà si discosta molto da tutto ciò che ci viene proposto. Nella vita reale niente e nessuno è perfetto. Sebbene probabilmente solo poche persone ammetterebbero con convinzione di esserlo, allo stesso tempo pretendono invece di trovare il partner e l’amore perfetto.

La via d'uscita da questo circolo vizioso inizia con un respiro profondo e l’accettazione della realtà .

Accettare le cose invece di respingerle regala un atteggiamento più rilassato e quando si è più rilassati, sembriamo più felici e più desiderabili. Ogni medaglia ha due facce, e così anche la vita da single. Quindi, essere soli può significare allo stesso tempo  felicità o infelicità, a seconda del modo in cui vi ponete davanti alla situazione.

 

Conosci te stesso e le tue esigenze.

Una persona infelice non diventerà felice solo grazie ad una relazione sentimentale. Molti scienziati, psicologi, consulenti e autori lo sottolineano continuamente. Ecco perché è così importante concentrarsi prima su se stessi .

Rispondete alle seguenti domande:

 

Cosa è importante per me nella vita?

Faccio cose che mi piacciono?

Cosa ho già fatto?

Cos'altro voglio ottenere?

 

Più sai di te, meglio ti capisci. Diventando l’esperto di te stesso, avrai il controllo e il potere sulla tua vita. Sarai in grado di riempire un vuoto o realizzare i tuoi sogni. Sei tu che puoi e devi renderti felice gestendo te stesso e gli eventi della vita.

In senso figurato, tu sei il pianista e il pianoforte con i suoi tasti sono le aree della tua vita. Il modo in cui gestisci queste aree determina la melodia, la tua felicità. Quindi si tratta di creare un equilibrio, una diversità, persino un'armonia nella vita di tutti i giorni. La felicità è la somma di molti fattori e tu hai l'assoluta libertà scegliere quali. Devi solo iniziare.

 

Vi porto l’esempio di un nostro vecchio iscritto che ci ha raccontato questa storia.

Mario (nome di fantasia),arrivato alla soglia die 60 anni, aveva preso definitivamente coscienza di tre cose: della trascuratezza del  suo aspetto fisico, della mancanza di una partner e dei pochi contatti sociali rimastigli. Un certo numero di dating si sono rivelati un insuccesso e per questo motivo decise di non pensarci più per un periodo e di dedicarsi a se stesso, iscrivendosi in un club di badminton. Si allenava tutti i mercoledì, cosa che, soprattutto all’inizio gli rimaneva piuttosto difficile. Dopo una giornata di lavoro trovava faticoso sia fare sport , sia entrare in contatto con estranei. Dopo qualche tempo le cose cambiarono. Si sentiva orgoglioso di fare sport regolarmente, si vedeva di nuovo in forma ed era riuscito a legare con il gruppo del club. Pian piano il suo essere single non era più un peso e sentendosi meglio con se stesso aveva anche ritrovato il coraggio di mettersi in gioco con una donna e, un appuntamento dopo l’altro, sono diventati una bella coppia.

Spesso sono i piccoli cambiamenti a diventare il punto di partenza per una nuova vita.

 

Diventa attivo!

Esci da casa, pensa a dove puoi incontrare persone. Un nuovo hobby, qualche evento, club di sport o culturali, concerti, festival della città, corsi, viaggi ...  I portali di incontri online ti saranno utili per vincere gli ostacoli della mancanza di tempo o di una eccessiva timidezza.

Ci sono così tante opportunità di incontrare altri single. Pensa a ciò che ti si addice, a ciò che desideri e diventa attivo.

Non esitare a lasciarti coinvolgere nella ricerca di un partner, ma non lasciarti metetre sotto pressione dai membri della tua famiglia, dalle richieste premature di pianificazione familiare, dai media che propinano il quadro perfetto della felicità amorosa e dai tuoi sogni futuri. Non perdere di vista te stesso mentre cerchi un partner. Pensa all'esempio del pianoforte e continua a suonare le tue chiavi lasciando che gli incontri sentimentali siano solo una delle tante componenti della melodia.

 

Come riconosco il partner giusto?

In linea di principio in amore non c'è giusto o sbagliato. L'amore non deve essere perfetto, l'amore non può essere sbagliato, l'amore non deve essere comprensibile, l'amore non deve spiegarsi. L'amore può essere eccitante e venire con le farfalle nello stomaco o essere lieve e silenzioso.

La risposta a questa semplice domanda suggerisce la soluzione al quesito.

 

Fai entrare una persona nella tua vita perché ne hai bisogno o perché la ami?

 

L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. 

L’amore maturo dice:ho bisogno di te perché ti amo.   

(E.Fromm – L’arte di amare)

 

Se conosci bene te stesso, sei in grado di accettare e influenzare la tua vita e la tua felicità, indipendentemente dalla presenza di un partner.

Non si dà vita ad una relazione solo perché non si desidera essere soli o non si è in grado di esserlo. Un partner è colui con cui si vuole stare perché la vita con questa persona sarà ancora più bella.

E c’è una bella differenza tra le due cose!

 

 

Foto: (c) Good studio/fotolia.com 

EMILIA31, 29.08.2019

KwisatzHaderach
1 | 04.09.2019 00:19

Le “mie” conclusioni già le conosci. Se hai impostato la tua vita sin da quand’eri giovane in modo da avere interessi VERI (non transeunte), sei rimasto curioso del mondo e hai un cervello in grado di elaborare pensieri e informazioni che ti arricchiscono e ti aiutano a migliorare il tuo rapporto con l’esistente, non hai bisogno d’altro e i potenziali partner bussano loro alla tua porta senza che tu muova un dito.

Se invece i tuoi ultimi anni sono stati dedicati a a) spegnere le lucine della casa, una a una, finché non ti trovi alla finestra al tramonto e ti chiedi “e adesso?”, oppure b) cercare di inventarti attività estemporanee con perfetti sconosciuti che chiami amici solo perché sono disperati quanto te, E’ SUPEROVVIO che finirai in qualche chat a mettere vecchi dischi della tua giovinezza sperando che anche gli altri li riconoscano e ti dicano “bravo!”.

In altre parole, Emilia, l’articolo parla di cose che per alcuni sono scontate, per altri impossibili.

EMILIA31
0 | 03.09.2019 21:48

Lo spazio per i commenti serve proprio a questo, a dare il proprio contributo al tema trattato.
Ogni giorno ci imbattiamo tutti in persone che non sono quello che ci sono sembrate essere. Le eccezioni sono rare, ma per fortuna esistono e l'età e l'esperienza ci aiutano a districarci nel complicato universo della natura umana.
KwisatzHaderach, perché non scrivi tu le conclusioni? Sarebbe sicuramente interessante leggere un punto di vista differente.

KwisatzHaderach
1 | 03.09.2019 14:47

Se queste sono le conclusioni, mi aspettavo qualcosa di più. Soprattutto in merito alle maschere che la gente indossa – e non sto parlando di personalità webbiche ad hoc.

E’ tutta la vita che osservo la recita di comportamenti e atteggiamenti in cui si cerca di apparire “accettabili”, sociali, beneducati. Appena giri l’angolo, però, le sorprese. Da un lato i Jekyll e Hyde che credendosi non visti o al di sopra di tutto si trasformano istantaneamente in cafoni&cialtroni (e il romanzo di Stevenson proprio di questo parla, criticando aspramente l’epoca vittoriana fatta di apparenze e false virtù); dall’altro coloro che dietro alla facciata non hanno nient’altro, come i paesetti dei film western (o i palazzi vuoti di Ceausescu a Bucarest).
Hai voglia – tu single – a cambiare la tua abitudine nel danzare questi minuetti, che balli appunto o perché dentro sei un mostro o perché dietro non hai un’identità.

Le tue analisi, Emilia, sono sempre a metà, superficiali, affrontando sistematicamente quel che la gente appare e mai quel che E’. Una volta hai detto “lasciamo quelli che cercano sesso ad altri siti”. Beh, quelli almeno sono SINCERI e diretti, benché probabilmente elementari. Perché non fai una disamina tra quanto gli iscritti DICHIARANO sui profili e come poi si comportano nella realtà?

Avete/abbiamo tutti una certa età, qui dentro. Durerà ancora molto, la pantomima? Quand’è che qualcuno prenderà il coraggio di mostrarsi per quel che è, oltre le convenzioni di superficie che rendono tutti “amabili” e completamente indistinguibili l’uno dall’altro? Pensate di avere ancora decenni a disposizione? NO.
Devo ricordarvi io quel che diceva Wilde, a proposito della nostra accettabilità solo in base ai nostri vizi e difetti?

Pane al pane e vino al vino – diceva quell’altro. Quando smetterete di annacquarvi nel Nulla indistinto?