Il digiuno intermittente: è davvero utile?

Il digiuno intermittente: è davvero utile?

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La guerra alla "pancetta" e ai "fianchetti" si combatte su molti fronti: ci sono folte schiere di adepti che affrontano la battaglia al seguito di strateghi delle varie scuole di pensiero. Ognuno garantisce di poter sconfiggere il nemico e raggiungere il benessere totale con il minimo dispendio di energia, soldi e tempo, oltre che - ben inteso - con il minimo sforzo "psicologico".

 

Una di queste strategie che vanta antiche ed ammirevoli ascendenze mediche e storiche, oltre a un ampio canestro di successi da esibire in ogni congresso, è il "digiuno intermittente".

 

Nonostante la sua presunta capacità di ringiovanire l'organismo, il digiuno intermittente è una dieta dedicata principalmente a chi ha fretta di dimagrire. La promessa è una perdita di peso rapida, ottenuta attraverso una forte stimolazione del metabolismo. Chi la consiglia sostiene si debbano alternare 16 ore di digiuno completo a 8 ore intervallate da 3 pasti. Il metodo 16/8 abbandona gli abituali cinque pasti al giorno e ne propone soltanto tre, possibilmente da completare con un po’ di attività aerobica. Nonostante le premesse siano interessanti, è necessario fare molta attenzione poiché, come tutte le diete estreme, va eseguita con cautela e sotto stretto controllo medico.

Ciò vuol dire che anche gli over 50 dovrebbero pensarci bene prima di inaugurare uno stile alimentare di questo tipo, considerato che soprattutto dopo quella soglia anagrafica l'organismo va protetto da eccessi di ogni genere.  

 

Come funziona

Trascorse le sedici ore di digiuno è finalmente possibile tornare a mangiare. Durante il lasso di tempo nel quale è permesso aprire il frigorifero, ognuno è libero di mangiare ciò che preferisce, a patto di limitare il più possibile gli alimenti ritenuti dannosi, quali zuccheri e alcolici. Inoltre, vanno tenuti sotto controllo i grassi e i carboidrati. Nella lista degli alimenti consigliati figurano ovviamente quelli più sani: cereali integrali, carni magre, frutta e verdura. Chi pratica questa dieta ha molte possibilità a disposizione: ognuno, infatti, è libero di scegliere gli orari durante i quali mangiare oppure astenersi dal cibo, in base alle proprie abitudini ed esigenze. Alcuni consigliano di nutrirsi da mezzogiorno alle 20, saltando la prima colazione; altri, invece, considerano la colazione irrinunciabile e preferiscono terminare i pasti un po' in anticipo, intorno alle 16, per poi saltare la cena e massimizzare il consumo di grassi durante la notte.  

 

Vantaggi e pericoli

Come in ogni trend legato all'alimentazione, anche il digiuno intermittente rischia di essere pericoloso, soprattutto se protratto per molto tempo. Alcuni nutrizionisti indicano tra i benefici principali di questo stile alimentare un consumo di grassi sostenuto, causato dal mancato utilizzo dei carboidrati come fonte energetica primaria. In tal modo, l'insulina tende a diminuire rapidamente, facilitandone la combustione. Di contro, aumentano il glucagone (l'ormone che tiene sotto controllo il livello di glucosio nel sangue) e il testosterone, entrambi responsabili di un deciso incremento del metabolismo. Anche le percentuali di grelina, l'ormone che regola la fame, tendono a normalizzarsi, migliorando la sensazione di sazietà. Inoltre (e questo non è sempre un bene, soprattutto nel caso degli over 50), il sistema nervoso considera il digiuno come un momento di stress, condizione che causa un netto aumento di adrenalina e noradrenalina, sostanze che incrementano il dispendio energetico anche durante il riposo.  

 

Cenni storici

La cosiddetta digiuno-terapia ha origini lontanissime, sebbene il primo a parlarne in termini "terapeutici" fu il medico statunitense H. Shelton nel libro intitolato "Il digiuno può salvarvi la vita", nel quale attribuiva a questa pratica la capacità di ringiovanire l'organismo. In Russia, gli studi relativi al digiuno terapeutico risalgono al XVIII secolo, tanto che alla fine del XIX secolo fu addirittura introdotto nel sistema sanitario statale. Oggi, questo metodo è stato abbandonato perché non ritenuto adeguato.  

 

Quando va assolutamente evitato il digiuno intermittente?

Il digiuno intermittente è sconsigliato alle donne in gravidanza o in fase di allattamento, ai ragazzi nell'età della crescita e a chi soffre di patologie pregresse. Ma questo regime è pericoloso anche da un altro punto di vista: il rischio, infatti, è quello di promuovere una certa diseducazione alimentare, in contrasto con quanto consigliato da medici e nutrizionisti, nonché con i capisaldi della dieta mediterranea, ad oggi ritenuta tra le più valide ed equilibrate al mondo. Inoltre, il digiuno intermittente non sempre permette di assumere le giuste quantità di nutrienti. A volte, riducendo l'apporto calorico si rischia di andare incontro a gravi carenze nutrizionali, che possono palesarsi attraverso sintomi quali affaticamento, stress, agitazione e gonfiore addominale.

 

Il digiuno intermittente è una moda trend in grado di causare una rivoluzione metabolica ed ormonale difficile da gestire: proprio per questo va tenuta sotto stretto controllo medico.

 

 

 

Foto: (c) BillionPhotos.com/fotolia.com 

EMILIA31, 07.02.2019

Michela V.
1 | 07.02.2019 18:59

Personalmente non l'ho mai fatto e non so se ne potrei essere capace. Conosco persone che lo fanno e lo sanno fare, persone informate e attente. Sono d'accordo sull'utilità di essere seguiti da un medico, come per ogni dieta seria! Testimonianze di chi lo sa fare e lo fa nel modo corretto : si sentono molto bene, sentono il metabolismo rianimato e nuove energie. Che dire?! Beati loro. Anche questo può essere un modo di ricaricarsi e rigenerarsi!
Io preferisco il benessere dello stare a contatto con la natura e di una SPA rilassante.....sarò profana!:)