La festa più pazza del mondo!

La festa più pazza del mondo!

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A Monaco le due settimane dell’Oktoberfest possono essere definite lcome a quinta stagione dell’anno della città, tanto è attesa e vissuta questa festa popolare che è non solo la più grande, ma anche la più pazza del mondo. 

E di cose curiose se ne possono raccontare!

 

Ufficio oggetti smarriti

Dove ci sono tante persone, vengono smarrite tante cose.

Gli impiegati dell’ufficio oggetti smarriti del Wies’n (come viene chiamata dai Monacensi l’area della festa) pur essendo abituati a vederne di tutti i colori, in qualche caso rimangono anche loro senza parole. Di documenti di identità, portafogli, chiavi di tutti i generi, borse e telefoni cellulari ne vengono ritrovati regolarmente diverse centinaia e costituiscono ormai la normalità.

Ma attenzione, l’anno passato sono state consegnate all’ufficio: una tunica da frate, due fedi nuziali con incisione, una dentiera, due remi da canoa, un seggiolino auto per bambini ( per fortuna senza occupante), due glucometri, diverse stampelle, una targa di automobile, e poi ancora un paio di Lederhose (i pantaloni di pelle di cervo tipici degli uomini), un trombone, uno scopino per il wc, un trasportino per gatti (chissà che fine ha fatto il povero felino), uno gnomo da giardino (tipico oggetto con cui si decorano i giardini delle villette) e per finire, una pompa elettrica.

 

„Spiacenti, non vendiamo mutande...“

Al Wies’n sembra proprio che sia rimasta scoperta una nicchia di mercato, nonostante la, a quanto pare, numerosa clientela potenziale. Stando ai racconti dei venditori delle bancarelle di souvenir, sembra ci sia un vivo interesse, o meglio bisogno, di acquistare biancheria intima. Sebbene ci siano a disposizione circa 900 metri lineari di orinatoi e circa 1000 wc, ebbene sì, succede che le file alle toilette siano così lunghe che la  quantità di liquidi ingurgitata non riesca ad essere trattenuta fino al proprio turno, con conseguenze estetiche e olfattive molto spiacevoli. Ecco spiegata la richiesta di poter comprare biancheria pulita ed asciutta.

 

„...e neanche tappi per le orecchie!“

La tenda più grande, quella della famosa Hofbräuhaus, ospita contemporaneamente fino a 10.000 persone che, insieme alla musica dell’orchestra, creano un frastuono insopportabile, almeno per chi non abbia ancora annegato i sensi in più boccali di birra. Ecco quindi che, tra le richieste astruse ai soliti venditori di souvenir, si aggiunge anche quella dei tappi per le orecchie.

 

Un ultimo giro di giostra

Le giostre fanno parte della tradizione del Wies’n, almeno quanto i boccali di birra da un litro e i polli arrosto.

Sono sempre esistite, anche se ovviamente molto diverse da quelle ipertecnologiche di oggi. Pensate che nel lontano passato le giostre smettevano di funzionare a mezzogiorno. 

Perché? La versione originale prevedeva che il carosello venisse spinto a mano da tre o quattro uomini forzuti che sopportavano il loro pesantissimo lavoro annegando la fatica in copiosi boccali di birra. Era inevitabile quindi che, a una certa ora, a girare non fosse più il carosello, ma solo la loro testa. L’introduzione di motori elettrici portò a pieno regime, il funzionamento delle giostre che chiudono alle 23,30, un orario ancora ragionevole.

 

Albert Einstein all’Oktoberfest?

Sembra impossibile ma è vero! Il famoso premio Nobel molto prima che diventasse conosciuto nel mondo per motivi assai più nobili, ha partecipato alla costruzione del tendone storico più famoso, quello in cui ancora oggi il Sindaco della città spilla la prima birra dal barile il giorno dell’inaugurazione.

Il giovane Albert lavorava infatti come apprendista nella compagnia elettrica di suo padre e aiutò nel 1896 ad installare il sistema di illuminazione nella tenda Schottenhammel.

 

La Messa propiziatoria

Che la Baviera sia un Land molto cattolico è cosa nota.

Ma che vi si venga a cercare un’illuminazione spirituale tra fiumi di birra, corteggiamenti poco velati per non parlare delle immancabili scazzottate, sembra davvero strano.

Eppure, dal lontano 1956, i produttori di birra, i ristoratori dei tendoni, i lavoranti e tutti coloro che gestiscono un’attività commerciale sul Wies’n, si incontrano il giovedì della prima settimana dell'Oktoberfest per pregare insieme, battezzare i loro figli, celebrare la loro Prima Comunione o cresimarsi.

 

Accanto a questi aspetti divertenti e tradizionali, non si può non riconoscere con ammirazione l’enorme capacità organizzativa che permette di gestire gli oltre sei milioni di visitatori da tutto il mondo che ogni anno affollano gli spazi del Wies’n e dove in due settimane vengono spillati oltre 7 milioni di litri di birra. Un compito sicuramente non sempre facile.

 

Foto: (c) Melina/Adobe Stock 

 

 

E voi siete mai stati all’Oktoberfest? Volete raccontarci quale è stata la vostra esperienza?

EMILIA31, 26.09.2019

EMILIA31
0 | 26.09.2019 22:47

Anche io, essendo astemia, mi limito a osservare la curiosa umanità che affolla il Wies‘n e tutta la città in questo periodo.
Il vestito tradizionale che indossano le donne si chiama dirndl ed è fatto proprio per mettere in evidenza il decollté femminile e nascondere i punti critici del resto del corpo. Ce ne sono alcuni bellissimi, con tessuti meravigliosi e costosissimi ( possono superare i mille euro).

KwisatzHaderach
1 | 26.09.2019 22:21

ci sono stato. era il '71 (l'anno prima delle olimpiadi) e la città era tutta un cantiere. avevo 12 anni, e la birra mi faceva schifo esattamente come oggi. idem mio fratello, astemio come me e i miei genitori. così facemmo un giretto giusto per vedere come la gente si abbrutisce, e stop.
quel che ricordo con grandissimo piacere, in quell'epoca di esplosione ormonale, erano le enormi tette di alcune cameriere, che con tutta evidenza non facevano nulla per nasconderle sotto la tradizionale camicetta bavarese.