„Nostalgia, nostalgia canaglia...“

„Nostalgia, nostalgia canaglia...“

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La fine dell'estate, gli odori dell'autunno incipiente, i ricordi ispirati da luoghi, suoni e sapori....

Tutto ciò non fa che rendere il ritorno dalle vacanze un momento quasi traumatico, condito da pensieri in chiaroscuro, ma soprattutto da quella nostalgia che accompagna ogni trasformazione. E così, anche l'alternarsi delle stagioni, lo spegnersi dell'estate e l'accorciarsi della giornate, può sortire effetti non proprio positivi sulla nostra psiche.

 

L'autunno, il ritorno alla normalità e quell'amore che ci osserva da lontano

Vi siete mai chiesti perché il periodo di fine estate riporta alla mente e al cuore tutte quelle sensazioni sopite, quella malinconia mescolata a ricordi antichi e recenti? L'alternarsi delle stagioni, le fisiologiche trasformazioni cui è soggetta la nostra routine, il ritorno dalle vacanze, finiscono inevitabilmente per mescolarsi ai ricordi, ai rimpianti e a talune cicatrici che riemergono dal passato, come se tutto apparisse più lontano, ma anche più prezioso.

Probabilmente accade anche a voi: non importa quale sia stata la meta delle vacanze e quanto tempo sia durato il vostro soggiorno, non importa se la location fosse da cartolina o meno, se si trattasse di una destinazione sognata a lungo o soltanto di una fuga nemmeno troppo lontana. 

Ciò che resta di ogni viaggio è sempre la solita sensazione: quella nostalgia che prende allo stomaco e rimbalza nella testa. Sarà colpa del distacco dalle piccole abitudini piacevoli che si creano in pochi giorni di permanenza, dei sapori e degli odori che ci accompagnano durante ogni avventura. 

L'ultimo saluto ai luoghi che ci hanno accolto ha sempre un sapore agrodolce, mentre il viaggio di rientro lascia spazio alla nostalgia: e così guardiamo le fotografie scattate soltanto pochi giorni prima e ripercorriamo attimi ed episodi appena trascorsi. 

Purtroppo la nostalgia è canaglia e sbarazzarsene è tanto più difficile quanto più passano gli anni.

 

Il mito del passato

Si tratta di un processo naturale, che riguarda tutti e che ci porta a guardare con occhi nostalgici il passato, remoto o prossimo che sia: il rientro dalle vacanze, i soggiorni al mare con tutta la famiglia, le gite scolastiche, gli amori passati e così via.

La nostalgia, come appurato da un rapporto del Censis, è un sentimento particolarmente diffuso nel nostro Paese. E la colpa appartiene anche a quel detto che recita: "si stava meglio quando si stava peggio". Una frase che ritorna spesso, utilizzata soprattutto per dare libero sfogo a un'immaginazione sempre più limitata dalle restrizioni del quotidiano. 

E in effetti, qualche motivo per rimpiangere il passato esiste per davvero. Gli over50 lo sanno bene, al netto delle proprie esperienze personali. Gli anni '60, con il boom economico, videro materializzarsi il futuro del nostro Paese. I decenni successivi, invece, oltre ai conflitti sociali sempre più forti, videro una marcata propensione al consumo. E una delle conseguenze di quella crescita economica e culturale è proprio la disaffezione degli italiani per il presente. Insomma, il nostro immaginario è più che mai monopolizzato dall'ansia per il presente. La crescita sociale bloccata e la cinghia dell'austerity sempre più stretta, non fanno che acuire questo sentimento. Nostalgia canaglia, quindi.

 

Ma è giusto rifugiarsi nel passato? 

Probabilmente no. 

Certo, la tentazione di crogiolarsi nei ricordi può essere molto forte, ma non può essere la soluzione. Soprattutto per chi, insieme al benessere e all'ottimismo dei decenni passati, ha lasciato indietro anche un amore e con esso una quantità di ricordi dai quali è sempre più difficile districarsi. Si tratta di uno degli scherzi più sadici che la vita possa farci, ma si tratta pur sempre della realtà: assistere alla fine di un rapporto, al rapido disintegrarsi di un periodo felice, durante il quale le soddisfazioni materiali si sommavano a quelle affettive. 

A quanti over50 è capitato? Tantissimi. Sì, perché gli amori finiscono e spesso portano via con sé quell'universo di felicità che faceva loro da coronamento ideale.

 

La nostalgia mitizza il passato anziché scommettere sul futuro

Appartengono all'immaginario della nostalgia luoghi, profumi, sentimenti, ricordi. Elementi da custodire dentro di sé, perché parte del proprio vissuto, ma anche da rinnovare.

La vita non può fermarsi a ciò che si è vissuto in passato e nutrirsi di soli ricordi, per quanto possano essere piacevoli. La vita di ciascuno dovrebbe andare avanti; dovremmo svincolarci dai ricordi ed essere più affamati di esperienze e sensazioni nuove. 

Dovremmo capire una volta per tutte che la nostalgia mitizza realtà, esattamente come siamo soliti fare con un amore non corrisposto, troppo complicato o terminato anzitempo. Nessuno può dirci se quel sentimento tanto idealizzato si sarebbe rivelato perfetto. E allo stesso tempo, nessuno di noi potrà mai sapere con certezza se la prossima vacanza in programma sarà più o meno soddisfacente di quelle appena trascorse.

La vita è così: può riservare grandi gioie anche quando nulla sembra deporre a proprio favore!

 

 

Foto: (c) Simona/fotolia.com 

 

Capita anche a voi di vivere queste sensazioni?  Come si sono modificate negli anni?

 

EMILIA31, 05.09.2019

KwisatzHaderach
0 | 05.09.2019 11:16

Articolo misterioso in cui si accomunano i ricordi della vacanza appena trascorsa e le nostalgie per amori perduti in gioventù. Sembra tratto da qualche lavoro dello Sturm und Drang o il parto di un vecchio russo ubriaco che rimpiange l’epoca di Krushev (quando in URSS costruivano appartamenti con i soffitti più alti sia di prima che di dopo).

Circa il sociale, è vero che negli anni ’60 c’era un’atmosfera che oggi non c’è più, bruscamente interrotta dalla crisi petrolifera del ’73-’74, ma questo è vero a livello mondiale, per cui farne un caso personale appare spropositato e presuntuoso.

Che dire poi degli antichi amori? Beh, c’è una “cura” che ho adottato diverse volte, con amaro successo: vai a rivedere la persona adesso, e vedrai che ti passano le fregole. O non li riconosci più perché ingrassati di 30 kg, o magari ancora in forma perché rincoglioniti come cucuzze. Quei pochi che ancora reggono li sento regolarmente e sono miei amici (amichE, per essere più preciso).

Scommettere sul futuro. Io scommetto SEMPRE sul futuro, che include anche quello dei miei figli. Ma scommetto anche sul presente: tra un’ora ho appuntamento col mio nuovo personal trainer.

Quest’estate ho fatto 3 brevi vacanze in montagna: la prima con un mio carissimo amico delle Medie (infatti ci chiamiamo “fradeo” [fratello]), la seconda con una tipa appena conosciuta, la terza con mia figlia in un posto dove vado ogni anno da 10 anni e dove mi conoscono tutti. Tra due settimane parto per una crociera, con un’altra mia amica (mia ex, peraltro). Questo è il presente, legato al passato. Nostalgia: de che stamo a parlà? Ah, ma forse vi riferite ai disk-jockey della chat... :-D