"Se permettete parliamo di donne"

  • "Se permettete parliamo di donne"
    0  | 237 Visite

     

    Ormai da qualche settimana i giornali riportano quotidianamente storie di donne che dichiarano di essere state molestate sul posto di lavoro da capi o colleghi o addirittura ricattate da "potenti" di turno nei diversi campi in cui svolgevano o avrebbero voluto svolgere la propria attività lavorativa.

     

    Un cambiamento significativo

     

    Alla luce di quanto sta succedendo e al grande risalto che viene riservato da tutti i media alle vicende, possiamo affermare che si stia effettivamente assistendo ad un’evoluzione del modo di partecipare delle donne alla società forse addirittura più importante e concreto di quanto sia stata l'esplosione del "femminismo" oltre 40 anni fa. Le marce delle ragazze di allora accompagnate da slogan e bandiere, bloccavano per ore le strade delle città; oggi non ci sono manifestazioni così ingombranti come allora, ma si ha la sensazione che i tempi siano maturi per un reale cambio di passo. 

    Oggi la società dei Paesi occidentali tende ad accettare come cosa ovvia  che le donne partecipino a tutti i livelli lavorativi e professionali e che i criteri e i fattori per la valutazione di merito, lo sviluppo di carriera, l'esposizione ai rischi, siano sostanzialmente indifferenziati. Ne consegue logicamente che tra questi fattori non possano e non debbano essere “inquinati” da simpatie o “interessi” extraprofessionali. 

    Purtroppo  non è ancora sempre e dovunque così, ma la strada sembra avviata.

     

    Un ritardo di secoli da recuperare

     

    La grandinata di "outing" relativi a fatti talvolta risalenti ad alcuni decenni fa, lascia capire che oggi si vedono le cose in modo diverso.Tuttavia non ci si può illudere che siano del tutto superate le resistenze maschili che, magari in modo  inconscio, automatico o perfino nascosto nell’etimologia delle parole, continuano ad esistere. La parola"donna" che deriva dal latino "domina", non significa solo "signora", ma ha la stessa radice di  "domus" cioè "casa" e trasporta con sé il significato di "signora della casa", richiamando quindi la sua prima vera destinazione: gestire la casa. Guardando ancora al passato, il "gineceo" greco era l'ambiente sostanzialmente destinato alle donne di casa. 

    E' un ritardo di secoli quello che ancora attanaglia i rapporti tra uomini e donne e in molti Paesi, soprattutto del sud; sembra impossibile, ma continua a sopravvivere ancora qualcosa del rapporto di "proprietà" del maschio di casa nei confronti della femmina e i numerosi omicidi (femminicidi) ne sono la tragica testimonianza.

    In tutti i resoconti antichi degli assedi di città nemiche, si raccontano le ruberie e le violenze dopo la capitolazione e non manca mai una descrizione delle violenze alle donne, considerate parte del bottino. L'ultima, almeno dalle nostre parti, è stata quella seguita alla disfatta di Caporetto nel 1917, con violenze da parte dei soldati invasori e schiere di bimbi nati fuori dalla famiglia spesso condannati a essere cresciuti negli orfanotrofi.  

     

    A che prezzo?

     

    Oggi in società complesse ed articolate come quelle occidentali, si vede il progressivo formarsi di nuovi rapporti tra maschi e femmine, in grado di valorizzare le rispettive peculiarità. L’ingresso massiccio delle donne nelle professioni che un tempo erano tipicamente maschili - cosa peraltro già ampiamente in atto nei Paesi del Nord Europa –non dovrebbe però comportare una forzata riduzione dell'appeal femminile. Essere sullo stesso piano, considerarsi pari - con uguali diritti e opportunità di scelta - non significa trasformarsi nell'altro, entrando in competizione, né rinunciare a sé stessi. Puntare sulle caratteristiche tipiche del proprio genere, senza rinnegare né rinunciare alla propria femminilità anzi, esaltandola in modo conforme alla sobrietà richiesta dall'ambiente di lavoro in cui ci si trova ad operare: Idealmente dovrebbe essere così, ma la realtà com'è?

    Si può ottimisticamente sperare che col tempo, le notizie relative a comportamenti irrispettosi, o peggio, violenti nei confronti delle donne, non rappresenteranno più discriminazioni di genere, ma potranno essere declassati a mere espressioni di maleducazione personale, diventando via via meno frequenti.

    Prima di concludere è doveroso fare cenno a un altro aspetto importante, o meglio, a un altro fattore che condiziona pesantemente la positività di quanto detto fin'ora: si tratta della situazione economica della donna nelle diverse fasi della vita e di fronte a certi avvenimenti che possono modificare e talvolta stravolgere un percorso di vita che sembrava positivo: disoccupazione, divorzio, malattia ecc. In certe condizioni, diventa realisticamente difficile per una donna difendersi dalla sopraffazione e dalla violenza che si può presentare in modi diversi, talvolta subdoli e poco riconoscibili. In questi casi non rimane che sperare nella certezza della tutela attraverso una chiara e inflessibile azione della giustizia.  Purtroppo anche sotto questo aspetto, c’è ancora un ampio margine di miglioramento.

     

     

    Foto: (c) Fusolino/fotolia.com

     

    Il discorso rimane molto ampio e si apre a molteplici considerazioni, commenti e, perché no, polemiche.

    Voi cosa ne pensate? 



    EMILIA31, 23.11.2017


EMILIA31 0 | 23.11.2017 22:06

  • EMILIA31
  • Grazie per il suo intervento

archimede51 0 | 24.11.2017 11:13

  • archimede51
  • Condivido al 100% con quello scritto da TonyManero, complimenti-

    cordiali saluti

tonymanero 0 | 24.11.2017 16:12

  • tonymanero
  • ....E a proposito di "Moda delirante"...
    Commentatemi questo! #vogliosperaresiaunafakenews

    http://www.corriere.it/esteri/17_novembre_24/al-bando-bella-addormentata-principe-molestatore-idea-una-madre-fa-discutere-londra-c09834a0-d10d-11e7-a924-c9d9ad888b7b.shtml

EMILIA31 0 | 24.11.2017 19:17

  • EMILIA31
  • Vorrei dare anche io un contributo alla discussione.

    Ma perché dobbiamo sempre adagiarci sul peggio e non possiamo pensare al meglio, se non attuale, almeno come meta prevista verso cui tendere sia come individui sia come società complessiva?

    Può darsi benissimo che non tutte le denunce attuali siano del tutto sincere, ma sicuramente danno il senso di una presa di coscienza, direi, di un percorso che è stato avviato, sia da parte delle donne - certamente non tutte - e forse, appunto, non tutte con uguale sincerità, sia dall'opinione pubblica - certamente non tutta (e la sua risposta lo dimostra) - ma sicuramente da una opinione pubblica che cerca di superare antichi stereotipi, per andare verso un valore e una dignità della persona, che sia almeno in linea con quanto indicato dalla Costituzione Italiana, che all'articolo 3 recita: " Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge....".

tonymanero 0 | 24.11.2017 23:27

  • tonymanero
  • Cara Emilia31,
    non vorrei passare per il guastafeste del sito, ma Lei per caso crede che interessi a qualcuno la famosissima “Costituzione Italiana”?
    Se veramente essa fosse tenuta in considerazione, non dico da tanti, ma almeno da oltre il 50% della popolazione, io penso che la situazione nella nostra bella patria sarebbe completamente diversa.
    A cominciare dai politici: non una sparuta minoranza i disonesti, ma, al contrario, forse sono gli onesti da cercare col lanternino.
    E le pari opportunità? Dove le mettiamo?
    Ancor oggi io col mio misero (e sottolineo misero) lavoro do da mangiare a centinaia di individui che non sanno manco come contarli i soldi che nemmeno si ricordano dove li han messi (alla Corona…fra sottotetti, cantine e solai, sotterrati in qualche giardino, in fondo al mare davanti qualche villino sulla spiaggia….) mentre costoro dovrebbero contribuire al benessere del paese dando il loro “giusto” contributo.

    Cara Emilia31,
    io non vedo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: lo vedo con un contenuto del 50% di liquido.
    Qua non si tratta di avallare consunti stereotipi, ma di evitare di sdoganare le “furbette del quartierino”.
    Ma lei conosce la storia delle Olgettine?
    E che ne pensa della “Ruby Rubacuori”? Vittima o Carnefice?

    Io, se me lo concede, rimango dell’ idea che certe cose si vanno a cercare e che non accadono mai per caso, ma proprio mai.
    Fra gente perbene il problema proprio non sussiste, ma a certi livelli quelle storie sono la normalità.
    Anzi, forse oggi, fra internet, i mezzi multimediali e la tecnologia che galoppa molti si guardan bene a fare i maiali disinvoltamente.
    Vogliam pensare al medioevo o qualche tempo ancora prima e a come era facile abusare di chiunque (non solo di giovin pulzelle) senza problemi?
    Un po’ come il discorso della mortalità infantile: quando ero io piccolo era la normalità che in una famiglia ci fossero bambini o infanti morti (spesso non riuscivano ad uscire nemmeno vivi dal grembo materno in sala parto o a casa dove normalmente si partoriva. Io stesso in famiglia ho due o tre “zie” morte piccolissime) e nessuno ci faceva caso.
    Oggi quando anche un solo bambino muore durante il parto o dopo in ospedale ecco il caso mediatico che riempie per giorni pagine e pagine di giornali.
    Se è per questo poi: quanti adulti di oggi sono figli delle varie “guerre”?
    E il Ciro nero di “Tammurriata Nera” cos’era? Un esperimento genetico andato a male?
    Come mai nessuna donna abusata dai vari “nemici o amici” in divisa (o meno) ha fatto poi “outing”? Vergogna? O gli andava bene così? (T’è piaciuto flirtare col bel marines afroamericano, vero???)

    Si rilassi Emilia31, non esistono veramente oggigiorno tutte queste violenze ed abusi reali sulle donne. O almeno, son sicuro che con l’andar degli anni, almeno in Italia fra Italiani, questo tipo di delitti sono diminuiti alquanto.
    E quelli di cui veramente dovremmo occuparci…ahimè…probabilmente non ci verranno mai sottoposti in quanto…mai denunciati!

NewsScientifiche 0 | 26.11.2017 20:15

  • NewsScientifiche
  • sig.ra Emilia 31,
    in merito all'oggetto della discussione mi permetto solo di dire che:
    A)in famiglia un rapporto competitivo tra uomo e donna non mi piace perché degenera. La relazione giusta è sinergica, di collaborazione, di comprensione, di aiuto reciproco, di sacrificio per l'altro e i pensieri violenti devono essere trasfigurati a livello artistico.

    B) A livello lavorativo e sociale la donna intelligente non accetta la competizione come unico strumento di confronto/scontro con gli altri ma studia la situazione e si tiene alla larga dai pericoli e dalle violenze. Faccio l'esempio concreto. Il comandante donna del sommergibile argentino che sta affondando nelle acque dell'oceano Atlantico in queste ore ha fatto una scelta molti giorni fa. Ha preferito essere competitiva e un grande comandante perché, pur al comando di un sottomarino "bagnarola" e in avaria, ha deciso l'immersione. Invece avrebbe dovuto essere un comandante non eroe e valutare tutti i rischi, rimanere in superficie dove, probabilmente, i soccorsi sarebbero stati efficaci. Ciò che fa la differenza nella vita è l'intelligenza, la capacità di valutare le situazioni contingenti, i rapporti di forza e le proprie effettive capacità e potenzialità. Questo vale per la donna come per l'uomo. Potrei fare altri casi concreti a sostegno di ciò. Episodi accaduti nella seconda guerra mondiale e altre tragedie.

EMILIA31 0 | 27.11.2017 11:41

  • EMILIA31
  • Per Tonymanero: per errore è stato cancellato il suo primo commento all'articolo. Potrebbe ripubblicarlo?

tonymanero 0 | 28.11.2017 13:04

  • tonymanero
  • Ecco fatto. Qua è come col maiale #nonsibuttavianiente ;-)

    Post del 23/11/2017

    Personalmente io rinominerei il post:
    “Parole, Parole, Parole (tra noi)”.

    Onestamente?
    Io dico che “La grandinata di "outing" relativi a fatti talvolta risalenti ad alcuni decenni fa” fa parte delle tante mode che circolano e che, veicolate da Internet, si propagano alla velocità della luce.
    Ricordate il “petaloso” di qualche mese fa? Per settimane si ci dovette sbattere il grugno (petaloso era citato ovunque) e si dovettero sorbire le varie filiazioni della specie (da ciccioloso a musicoso e via via con corbellerie “cosmicose”….).
    Prima ancora venne fuori l’outing sui gusti sessuali: anche gli etero a volte si son dichiarati “omosex” per far cassetta o tanto per non rimanere con le mani in mano (e dire che una volta si faceva il frocio solo per attirare una bella figliuola con l’inganno!!!)
    Adesso la moda è quella di “fare la vittima”, di “esser stata abusata dal mostro di turno”.
    E così facendo non solo si rischia, ma di sicuro si mettono da parte i veri problemi del caso e si minimizza sulle vere eventuali vittime di stupri/abusi/molestie.
    Si, perchè non ci crede nessuno a tutte quelle “ochette del campidoglio” che se ne saltano fuori dopo cent’anni a denunciare questo e quello.

    Ne ho già discusso da qualche parte sul forum e lo ribadisco: ci sono differenze abissali fra stupro, stupro e violenza (no, non che lo strupro non sia una violenza, intendo quando assieme allo stupro la vittima subisce percosse o sevizie in aggiunta: conosco donne prima stuprate e poi conciate male proprio per intimidirle e metterle in condizioni eventualmente di pensarci prima di una vera e propria denuncia…), molestie e semplici avances avanzate.
    Malgrado la legislatura oggigiorno in Italia dica differentemente non si può in nessun modo paragonare una mano sul sedere o un bacio rubato sul collo.
    E non lo dico da maschilista. Son cose assolutamente differenti.
    E’ altresì vero che in Italia se rubi una mela perchè hai fame finisci alla gogna e poi incarcerato, se uccidi, truffi e fallisci per miliardi al massimo puoi contare su una tiratina d’orecchie, ma ti in compenso diventerai un personaggio famoso e sarai intervistato, avrai rilievo su tutti i media e le donne (o gli uomini se sei donna) sbaveranno per te!
    Mi fa letteralmente ridere il racconto di una Asia Argento: una che ha passato la vita a cercare di stupire volgarmente cercando di far parlare di se che adesso vorrebbe sdoganarsi come donna abusata che ha fatto quel che ha fatto a causa delle cose successe anni fa.
    Eppure nessuno la ha costretta. Ci si è infilata lei dentro con tutte le scarpe in quella situazione.
    Come diceva Nancy Brilli in una intervista recente a riguardo “bisogna anche sapersi comportare e dire qualche no”.
    Io stesso ho ricevuto attenzioni da pedofili e da preti quando ero alle medie, ma ho subito saputo come comportarmi. Sono io straordinario…o gli altri deficienti?
    Penso la seconda che ho detto.
    Ovviamente non sto parlando di forzature, ma di proposte “indecenti”. Se fai questo ti do questo.
    Ne ho visti a decine di coetanei vendersi…per un pallone…per delle figurine della Panini. Che vuoi che ti dica un ragazzino che non si sa comportare….se mi fai X ti porto al cinema… e lui via al cinema tutto felice! Tanto quel che ha fatto…cosa gli costa?
    Si, come dice Morelli, le donne la prostituta la hanno dentro… e io condivido.
    Perchè se è pur vero che ci sono uomini peggio delle bestie (e anche li è tutto un mondo di violenze e soprusi: basta vedere, che so, tanto per dire, i gatti come si approfittano delle femmine….) è anche palese che ci sono donne che se le appelli “puttana” rischi coltellate nello stomaco, ma poi, come la “hostess” del centro commerciale di Lunedì, si permettono il lusso di venire a proporti una offerta telefonica di basso costo letteralmente vestite da pornodive, con pantaloni di pelle strettissimi senza intimo sotto, con tette esplosive seminude che ti buttano in faccia, con un trucco che manco Santa Moana utilizzava …cos’è questo se non adescamento? Di cosa parliamo se non di “prostituzione”?
    L’ultima ridicola veramente? Quella che ha incolpato Tavecchio.
    Senza voler scendere nei dettagli (io non sono qua un giudice e questo non è un tribunale), ma come mai questo “tempismo” sospetto?
    Te lo dico io perchè: prima, dall’alto del suo potere decisionale, Tavecchio ancora poteva far comodo. Adesso, dopo che gli han appioppato il solito calcione nel sedere ed il signore è diventato un uomo inutile, ecco la denuncia.
    Ormai il tipo non può più servire alla signorina: vediamo se si riesce a spillargli dei soldini e mettersi in luce con la faccenda.
    Che pena…..

    Concludo col mio pensiero di sempre.
    Le femmine non saranno mai uguali ai maschi per diversi aspetti.
    Primo dei quali: a loro non interessa veramente esserlo.
    Lo dicono per darsi un contegno.
    Mister Adriano Celentano lo cantò qualche secolo fa e le parole rieccheggiano profetiche ancor oggi:
    “Io amore mio non capisco perchè, tu vuoi fare il gallo, poi fai l’uovo com me sul lettescion!”

    Discorso chiuso.
    Che tanto, passata la "ola", non se ne parlerà più della storia.
    E i porconi continueranno indisturbati a palpare.
    E le aspiranti veline a farsi abusare.....magari con l'aiuto della mamma orgogliosa e ruffiana!

Nuovi utenti



Impressum | Termini e condizioni | Privacy | Help e contatti | Partner | Programma per i partner | Storie d'amore | Stampa | Pubblicità | Lavora con noi
© 2005-2017 50plus-Treff GmbH