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Questo articolo è scritto in modo scherzoso e provocatorio, ma nello stesso tempo sono sicura che a ciascuno di noi è capitato di agire almeno una volta come leggerete nelle righe successive.
Ormai è fatta, siete usciti insieme per il primo appuntamento, vi sentite sicuri e convinti che anche l’altro ricambi, ora è momento fatidico per capire effettivamente dove condurrà la vostra frequentazione e soprattutto se continuerà.
Utilizzare la messaggistica in questa fase è una scelta valida, ma l´importante è non fare passi falsi per non fare errori in questo momento decisivo.
1. Cucu, ci sei?
La situazione è una delle più classiche. Dopo il primo appuntamento ripercorriamo la serata con lui/lei: l´incontro, la cena, i discorsi, le risate: tutto nella nostra mente sembra andato a meraviglia eppure l´altro si è chiuso in un fastidioso silenzio.
Il tipici messaggii del tipo: “Se ci sei batti un colpo” o “Ciao! Ma sei ancora vivo?”, passando per i vari ”Hei.. come stai?” fino alla proposta “Ti va se ci rivediamo?“ “Sei libero domani sera?” in questa situazione sono quanto meno inopportuni.
Escamotage più o meno validi sono invece: cancellare temporaneamente il numero dalla rubrica, farsi requisire il cellulare da un’amica, iscriversi a un corso di kung fu o fuggire in Thailandia per ingannare l’attesa: qualunque sia l’espediente che decidiamo di adottare, deve servire a non farci regredire allo stato di quindicenni alla disperata ricerca di conferme.
2. Complimenti vivissimi
Questa è una regola d’oro del giorno dopo aver trascorso la notte fuori di casa con lui/lei. Nonostante sia una regola implicita di buon costume e di amor proprio, anche i migliori inciampano in questa trappola, stiamo parlando del “messaggino del giorno dopo”. In questa categoria rientrano tutti quei messaggi il cui invio avviene solitamente il minuto successivo all’essersi congedati. Il “Ieri sera sono stata davvero molto bene” e simili tradiscono in realtà un’ansia di fondo che dall’altra parte appare lampante e – nemmeno a dirlo – potrebbe incutere addirittura timore. Se a ciò si aggiunge poi il fatto che tali frasi appaiono come una stretta di mano metaforica post-sesso, la cui risposta standard – a meno di non imbattersi in un partner assai creativo – è un impersonale “anch’io” o un imbarazzante silenzio…, beh, allora si commentano da soli.
3. Stop alle ansie
Regola generale: l’ansia è una brutta bestia che nuoce – oltre che a noi stessi – anche a tutte le nostre relazioni, siano essere sentimentali, lavorative, familiari o d’amicizia. Corollario del punto precedente: l’ansia comunicata via messaggioè il male assoluto che farebbe scappare via a gambe levate chiunque.
Perciò eliminate dai vostri messaggi tutti i vari : “Sicuro che vada tutto bene?”, “Non ti fai mai sentire se non ti scrivo io”, “Ho fatto qualcosa che ti ha infastidito?”, perché sono generalmente controproducenti, pena il silenzio o risposte (giustamente) secche e lapidarie. Ovviamente sono tutte domande che è lecito porsi, ma mai – dico mai – da mettere per iscritto in un messaggio.
4. Errori (in)volontari
Alzi la mano a chi non è mai successo di scrivere un messaggio circa l’esito di un appuntamento, di una discussione, di una vacanza o anche solo di un’avventura di una notte, corredato di tutti i dettagli imbarazzanti e i commenti censurabili, con l’intenzione di inviarlo alla propria amica-confidente e – in maniera assolutamente involontaria – mandarlo invece all’uomo in questione, oggetto del suddetto reportage.
Come uscire da questo impasse e dalla tentazione di sparire? Probabilmente scherzarci su con un paio di battute è l’unico modo intelligente per uscirne psicologicamente illesi.
5. No alla Divina Commedia
La semplicità ha il dono della sintesi. È confermato che al giorno d’oggi le persone tendono sempre di più ad avere difficoltà nella concentrazione della lettura di un testo. Perciò rileggete sempre quello che state scrivendo e eliminate tutte le informazioni non necessarie. Fatto? Siamo sicuri che ora il testo apparirà più leggero e scorrevole e chi lo riceverà non si troverà davanti a un messaggio lungo e illeggibile. Il perché si spiega da solo: se non riusciamo a condensare ciò che vogliamo dire in poche rapide battute, allora a quel punto non è meglio una telefonata?
6. Messaggi alcolici
Siete a cena con le amiche, la prima bottiglia di vino è finita. Ecco questo é decisamente il momento di mettere via il telefono, chiuderlo qualche parte e gettare via la chiave. Come dicono gli americani “don’t drink and text” scrivere messaggi da ubriachi o alticci, per quanto possa darvi coraggio a scrivere quello che normalmente non scrivereste, non è mai una buona idea e sicuramente finireste per pentirvene la mattina dopo.
7. Viaggiare con le aspettative.
Ok, a un primo appuntamento ne è seguito un secondo. E poi un terzo. E anche un quarto. Ma ciò non significa – nonostante lo desideriamo ardentemente – che esista già un “noi” e che possiamo iniziare a fare programmi di viaggi a due attorno al mondo. Trattenetevi dall’utilizzare plurali e di programmare la realtà come se fosse un film in cui in 2 settimane i protagonisti hanno già presentato le famiglie e trascorrono romantici weekend sul lago nella casa degli zii.
In questi casi, giocate d’astuzia e lasciate la prima mossa all’altro, per poi agire di conseguenza. Meglio andarci con I piedi di piombo e inserire il filtro “prudenza” nelle lenti dei nostri occhiali, non sia mai che sia la volta in cui riusciamo non solo a cogliere i frutti ma anche ad assaporarli.
Foto: oasisamuel/Adobe Stock
EMILIA31, 05.02.2026