La distanza emotiva

La distanza emotiva

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Vi sentite emotivamente vulnerabili rispetto a chi vi sta intorno? Avete avuto una relazione con un partner che non riusciva ad aprirsi nei vostri confronti? Sia che vi siate trovati dal lato del dare o del ricevere di una tale dinamica, c’è un’alta probabilità che vi siate trovati a confrontarsi con la vostra mancanza di disponibilità emotiva o con la difficoltà di entrare in contatto con qualcuno che vi è vicino.

Essere presenti emotivamente può essere difficile, soprattutto per quelle persone che sono state ferite in passato. Con un po’ di impegno, tuttavia, è sempre possibile lavorare sui sentimenti e modificare gradualmente il proprio comportamento.

 

Sono emotivamente indisponibile?

Alcuni di noi possono credere di essere emotivamente disponibili, anche se in realtà non lo sono affatto. La mancanza di connessione emotiva può manifestarsi in vari modi: tenendo a distanza le persone che manifestano affetto o amore nei nostri confronti, o faticare ad accettare un aiuto che ci viene offerto o ancora chiudendosi di fronte ai tentativi di comunicazione altrui. Anche lo sviare continuamente discorsi seri con amici o famigliari, con battute o cambiando argomento, può essere un segnale di indisponibilità emotiva. È difficile impegnarsi seriamente in qualsiasi relazione, anche di amicizia, che richieda sincerità e dedizione.

 

Perché sono emotivamente indisponibile?

Non c'è una sola ragione per cui si diventa distanti emotivamente. In molti casi, accade per reazione a eventi della nostra vita passata o presente. Alcuni di noi hanno sperimentato la perdita e l'abbandono durante gli anni dell'infanzia, altri possono essere stati aperti e fiduciosi negli anni della loro giovinezza, per poi chiudersi a causa di tradimenti o abbandoni inaspettati. Molti di noi possono poi sentirsi emotivamente distaccati in determinate circostanze, come in periodi di forte pressione nella vita personale o lavorativa, fatti che possono gettarci in una spirale discendente di ansia e depressione e a chiudere fuori i nostri contatti, compreso il partner.

 

Prendetevi un attimo di tempo per riflettere sulla vostra disponibilità emotiva. Usate delle scuse per distaccarvi dagli altri? Vi allontanate per proteggere voi stessi? È un'abitudine che dura tutta la vita o qualcosa che si è sviluppata nel tempo?

 

Diventare più disponibili emotivamente dipende in ultima analisi dalla consapevolezza di sé che si è in grado di raggiungere, impegnandosi a riconoscere quando e perché ci si allontana. Siate onesti con voi stessi! Molti per esempio, giustificano i propri modi distanziati, con la volontà di avere un atteggiamento "indipendente" e "autosufficiente". Essere vulnerabili e ammettere apertamente che abbiamo bisogno degli altri è una parte fondamentale dell'essere emotivamente disponibili. Lavorate prima di tutto sull'essere aperti con amici e familiari, permettendovi di essere“deboli“ e chiedere aiuto.

È probabile che la mancanza di disponibilità emotiva abbia danneggiato anche la vostra capacità di entrare in contatto autentico con le persone che vi circondano. L'esservi chiusi in voi stessi può avervi portato, ad esempio,  a trascurare le esigenze emotive delle persone vicine. 

Valutate se e quanto vi sentite allineati alle esigenze del partner o, se siete single, pensate se stiate o meno partecipando ai sentimenti dei vostri famigliari e dei vostri amici. Rispondendo alle esigenze emotive degli altri, probabilmente imparerete che potete anche voi abbassare la guardia. Diventare una persona emotivamente disponibile non avviene da un giorno all'altro. Fate piccoli passi verso l'apertura. 

A poco a poco si ridurrà il muro che avete costruito intorno a voi. Permettete a un amico di farvi un favore, lasciate che il vostro partner vi veda in disordine, fate un respiro profondo e mettete da parte la paura di un rifiuto, dando agli altri la possibilità di offrirvi il loro sostegno emotivo e cercate di fare lo stesso per coloro che vi circondano.

La disponibilità emotiva è costruita sull'onestà. Se avete iniziato da poco una nuova relazione, dimostratevi aperti sul vostro passato e su chi siete. Mettete da parte il "piano di riserva" che avete predisposto qualora vi foste sentiti abbandonati o traditi. Invece di preoccuparvi dei "se", concentratevi sull'impegno totale da riservare al nuovo partner. Ogni relazione potrebbe finire, certamente, ma è anche molto più probabile che accada se si tiene un atteggiamento distanziato e negativo.

 

La presenza emotiva reciproca.

Essere presenti emotivamente per il vostro partner vi aiuterà a creare un rapporto sano e duraturo in cui il sostegno è reciproco. Tenete presente che quando un partner si tende a distanziarsi emotivamente, nell'altro partner spesso si accresce il bisogno di presenza e proprio la percezione di questa maggiore pressione può indurre la persona a ritirarsi ulteriormente. Interrompete questo ciclo parlando con il vostro partner e occupandovi delle sue esigenze emotive. 

Quando i bisogni fondamentali dei due partner sono soddisfatti, entrambi gli individui si sentiranno più sicuri, permettendo lo sviluppo di un rapporto sano e interdipendente in cui poter sbocciare come un fiore e crescere sia all'interno della relazione che al di fuori di essa.

 

 

Foto: Image by doodlartdotcom from Pixabay 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EMILIA31, 02.04.2020

KwisatzHaderach
1 | 02.04.2020 22:04

ho riletto per scrupolo. mi sa che è un problema tuo. non è che ti sei abituata troppo allo stile sproloquiale di un tuo amichetto?

Michela V.
1 | 02.04.2020 21:23

Emotivamente indisponibile, personalmente proprio non direi.
Mi capita da tempo di non avere difficoltà a mettere l'altro a proprio agio. Spesso, anche in una normale sala d'attesa, in un viaggio o in un luogo pubblico...ecco che un perfetto estraneo inizi a parlare, parlare..confidarsi, raccontarsi, aprirsi. Sarà la mia postura, sarà il sorriso, sarà l'accogliere il dialogo, sarà l'empatia, a volte mi sorbisco anche vita morte e miracoli tanto che non vedo l'ora finiscano! Questo verso le altrui persone.
In famiglia e con gli amici, a volte può subentrare quella sorta di pudore che non ci fa oltrepassare un certo limite. Non è distacco emotivo. È porsi, appunto, dei confini.
Con i partner...mi piace ascoltare, capire, cercare di arrivare insieme a un dunque.
Credo che sia fondamentale il buon senso per far rispettare il confine e per non incorrere nei cosiddetti"vampiri energetici": coloro che si nutrono delle energie altrui. Ma questo è un altro argomento anche abbastanza vasto.
Quindi, mettersi in ascolto e aprirsi all'altro , sì ma quando occorre, saper dire no!

Estate56
1 | 02.04.2020 20:11

Scusa Kwis perché hai scritto in modo così strano!
Ci vuole un grande impegno per capire quello che hai scritto!
Ci proverò!!!!!!

KwisatzHaderach
1 | 02.04.2020 16:22

Tenere emotivamente (alcuni) altri a distanza è un conto, essere incapaci di empatia è un altro.
Con amici e parenti non ho alcun problema empatico, mentre mi infastidisce molto il quasi sconosciuto che vuole per forza e a tutti i costi "entrare in contatto". Lo prendo come una violazione personale, aggravata dal fatto che quasi sempre la persona con problemi è lui: è lui ad avere questo disperato bisogno di vicinanza emotiva con chiunque e quantunque.
Il bisogno di entrare in questo piano di comunicazione è soprattutto femminile. Sono soprattutto le donne a voler imporre una vicinanza non sempre richiesta e gradita, con tutte le inerzie positive e negative che ne conseguono: entusiasmi improvvisi e finti, intromissione del "sentire" nella vita professionale, litigi scaturiti dal nulla e rotture drammatiche e definitive con l'amica/o del cuore fino al giorno prima. 'Sti caroselli degli "animi zenzibbili" del genere o tutto o niente sono uno dei problemi della socialità imposta.