Breve storia del calendario dell'Avvento.

Breve storia del calendario dell'Avvento.

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Quando arrivai a Monaco di Baviera, ormai venti anni fa, scoprii alcune tradizioni natalizie fino ad allora a me sconosciute. In particolare rimasi colpita la prima volta che ricevetti un calendario dell’Avvento. Mi piacque tanto che da quell’anno iniziai anche io a prepararlo non solo per mio figlio, ma anche per alcune persone adulte a me care.

Negli ultimi anni mi sembra che questa tradizione stia prendendo piede anche in Italia, sebbene riguardi, almeno per ora, principalmente i bambini.

 

Allora perché non scoprire qualcosa in più su questa usanza dei Paesi d’oltralpe?

 

Il periodo dell’Avvento.

La storia del calendario dell'Avvento inizia verso la metà del XIX secolo. Il vero significato di Avvento (latino adventus: arrivo) è la preparazione spirituale alla   solennità cristiana dell'anno, la nascita di Gesù nella notte del 25 dicembre.

L'Avvento include le 4 domeniche prima di Natale a partire dalla prima domenica dopo il 26 novembre e termina il 24 dicembre dopo il tramonto, all'inizio della serata santa. Nella chiesa romana, inizialmente c'erano tra le quattro e le sei domeniche in Avvento, fino a quando Papa Gregorio Magno stabilì il loro numero a quattro.

 

Gli inizi del calendario dell’Avvento.

Il calendario dell'Avvento è venuto alla luce nel corso del XIX secolo nel mondo di lingua tedesca. A quei tempi i cattolici celebravano l'Avvento in chiesa recitando le preghiere quotidiane del periodo avventizio, mentre invece tra i protestanti il ​​raduno e la contemplazione avvenivano all'interno della famiglia leggendo passi della Bibbia, pregando e cantando insieme.

Poichè il tempo è un'entità astratta difficilmente comprensibile per i bambini, intorno al 1840 i genitori iniziarono a pensare come potessero far partecipare i loro figli all’atmosfera speciale e festosa dell’Avvento.

Alcune famiglie cominciarono dunque ad appendere sui vetri delle finestre o in casa un’immagine al giorno, fino ad arrivare alle 24 raffiguranti motivi natalizi.

Ci fu poi chi pensò di dipingere sui davanzali di casa o sulle ante delle finestre 24 aste disegnate con il gesso, evidenziando quella riferita alla domenica con un colore e un tratto diverso. Ai bambini spettava quindi il compito di cancellare un’asta ogni giorno.

Un’altra tradizione prevedeva invece piccoli abeti (alcuni dei quali venivano scolpiti in modo semplice e stilizzato dai falegnami) servissero da "alberi dell'Avvento".

Ogni giorno poi, con l’accompagnamento della lettura dei versi della Bibbia, veniva appesa una piccola decorazione all’albero. Alcune famiglie aggiungevano invece una candela che veniva messa sull’alberello e accesa. L’albero così decorato, diventava ogni giorno più luminoso, e veniva assunto come simbolo dell'imminente arrivo della Luce dell’universo, Gesù Cristo.

O ancora in alcune aree cattoliche del Paese, i bambini che avevano fatto una buona azione nella giornata, potevano mettere uno stelo di paglia o una piuma nel presepe in modo che il Bambino Gesù avesse un giaciglio comodo e morbido. Questa tradizione è ancora oggi attiva in alcune scuole monastiche.

Verso la fine del XIX secolo, furono realizzati i primi cosiddetti orologi natalizi. Su un disco circolare diviso in 24 parti, i bambini potevano spostare ogni giorno la lancetta in avanti di un posto. Nelle diverse sezioni trovavano scritti versetti della Bibbia o altri testi a tema.

Su questo orologio i bimbi potevano contare il tempo rimanente alla Vigilia di Natale, godendo della gioia dell’attesa.

 

 Il calendario dell’Avvento stampato.

Il primo "Orologio di Natale" stampato per bambini è stato realizzato ad Amburgo nel 1902  ed è stato pubblicato dalla casa editrice della libreria protestante Friedrich Tümpler.  Nel 1908 Gerhard Lang stampò il suo calendario dell'avvento nella casa editrice Reichhold & Lang. Da quel momento furono introdotte sul mercato tantissime varianti, compresa una in braille per i non vedenti.  Negli anni '30, il calendario dell'Avvento era si era ormai diffuso in gran parte della Germania.

 

Durante la guerra.

Nel 1941 arrivò da parte della Chiesa il divieto alla stampa dei calendari dell’Avvento. In compenso, il NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei) fece produrre e distribuire al popolo il proprio calendario nazionalsocialista consistente in un piccolo opuscolo con racconti, canzoni, detti e elementi di pittura e artigianato. L’obiettivo era una reinterpretazione del periodo dell'Avvento con la sostituzione die fattori religiosi cristiani con elementi della nuova ideologia che si basava su presunte radici germaniche. La corona dell'Avvento divenne così la corona del solstizio, il bambino Gesù divenne il „Lichtkind“ e la parola tedesca Vorweihnachten sostituì la parola latina Avvento, mentre San Nicola (celebrato il 6 Dicembre) dovette cedere il passo al Schimmelreiter l’uomo dal cavallo bianco, riecheggiante al culto del dio Wotan.

 

Dopo la guerra.

Già nel Natale del 1945 si tornò a stampare i calendari dell'Avvento. C’era un grande desiderio di tornare ai valori cristiani e alle antiche tradizioni, così, le aziende che non erano state distrutte durante il conflitto, ripresero la produzione dei calendari con i motivi classici in uso prima della guerra.

 

Si può dire che al giorno d’oggi i calendari dell’Avvento abbiano perso la loro funzione originaria e, almeno qui in Germania, rappresentino ormai un lucrosissimo business prenatalizio destinato non solo ai più piccoli, ma in misura sempre maggiore, anche agli adulti.

 

Foto: Lyubov IIyushina/Adobe Stock 

 

E voi conoscete la tradizione del calendario dell’Avvento? Pensate che  questa usanza possa affermarsi anche in Italia?

 

 

EMILIA31, 28.11.2019

Gioia59
1 | 29.11.2019 13:56

Tutti i bambini(anche noi lo siamo stati) aspettano trepidanti l'arrivo dei regali di Natale, calendari cioccolatosi ecc ecc ecc

 In realtà,  è sparito il vero significato del Natale ! Che non dovrebbe essere solo ricevere, ma anche dare/donare, esserci per chi ha bisogno e questo a prescindere, non solo a Natale..... Rimango dell'idea che il Natale è solo /esclusivamente una festa commerciale. cercando di  accaparrarsi l'affetto pagano...

Personalmente , adesso da grande sono attratta dalle luminarie e dall'eco ancestrale delle zampogne che arriva dal paesino vicino al nostro ma per me finisce quà,     ah no, anche il concerto di Natale che fanno su canale 5 e capodanno on ice ,stupendo ecco...
Profitto ( per non demoralizzare ancor di più Precaria ) per aggiungere che da bambina odiavo il raduno (ipocrita) parentale , dovevo salire sulla sedia e leggere 3 poesie, ma per favore.....! Dopo un mesetto li sentivo bisticciare al telefono...

Michela V.
1 | 28.11.2019 19:21

Al di là dell'uso commerciale dei prodotti dolciari abbinati al calendario dell'avvento, io parlo per esperienza scolastica personale.
Nel mio settore educativo di bambini dai 3 ai 5 anni ogni anno costruiamo con loro il nostro calendario dell'avvento e ci mettiamo tanta cura, tanti messaggi di amore, solidarietà, fratellanza...ecc. ecc.passiamo tutto il periodo che precede il Natale a diffondere parole, piccole storie, filastrocche e canzoncine sull'essere buoni, il volersi bene, l'essere generosi, il...."donare". Ogni casella del calendario racchiude un piccolo pensiero del bambino e in esso , anche con una sola parola, c'è tutto quello che di positivo ci auguriamo di trasmettergli.
Poi.......a casa loro fanno altro, e i genitori gli prendono quello Kinder!
Noi, da educatrici, cerchiamo di trasmettere i piccoli valori della vita. Loro, piccoli tesori, ascoltano, sorridono e cercano di comportarsi al meglio! Ci sorprendono con rimandi positivi . E poi, a casa aspettano soltanto di mangiare il cioccolatino del giorno! :-)
Noi insegnanti la tradizione la coltiviamo. I frutti, in un modo o nell'altro, presto o tardi li raccogliamo.

KwisatzHaderach
1 | 28.11.2019 17:21

penso che ognuno, riportando le proprie esperienze, abbia una visione biased. secondo la mia, il calendario dell'Avvento è una delle pietre miliari del periodo festivo. questo perché sin da bambino molto piccolo lo avevo, ed era tipico mangiarsi le caramelle o i cioccolatini nascosti da ogni finestrella ben prima che l'Avvento terminasse.
anni dopo ci ha pensato la Kinder, e ogni anno vedo puntualmente i supermercati pieni di calendari. non mi risulta che la Kinder lo faccia per bontà d'animo, quindi li vende perché in molti li comprano. e questo dovrebbe rispondere alla domanda sul "ritorno" dei calendari nella tradizione italiana: non c'è nessun ritorno perché non c'è mai stata una partenza.