Le vacanze: una prova di resistenza per la relazione?

Le vacanze: una prova di resistenza per la relazione?

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Il mese di Agosto è un mese di vacanze che per molte coppie si trasforma anche in banco di prova per la vita a due: quando le discussioni in vacanza mettono in pericolo la relazione e quando diventano un'opportunità?

In particolare, la prima vacanza con il partner è sempre un’emozione speciale: si domanda come sarà andare a dormire e svegliarsi insieme, si pensa ai tanti momenti romantici da condividere e all’emozione di poter trascorrere vicini ogni istante, senza doversi salutare per poi rivedersi qualche giorno dopo. 

Quando si è in vacanza ci si vorrebbe soprattutto rilassare e distrarsi eppure può succedere che fin dal primo giorno comincino a volare scintille. Spesso sono le nostre aspettative ad essere troppo alte: ci imponiamo di essere felici e rilassati. E questo crea pressione.

 

Perché succede?

In vacanza si ha finalmente il tempo di dedicarsi alle cose che tendono a perdersi nella vita quotidiana, cui si aggiunge l'impossibilità di   ritirarsi in se stessi per mancanza di spazio e la maggior parte delle coppie non sono abituate a una vicinanza continua ( nonostante i lunghi periodi di lockdown dell’anno passato). Nella vita quotidiana ci sono il lavoro, l'ambiente sociale e gli hobby a distrarci. Se vengono a mancare questi diversivi, ci si concentra sull’altra persona e la si osserva in tutti i suoi aspetti come attraverso una lente d'ingrandimento. Vivere a stretto contatto un’intera settimana o anche più, mette alla prova la reale voglia di stare insieme lasciando intuire se il rapporto che si sta vivendo sia realmente quello giusto. Per questo motivo, o si torna da una vacanza insieme più uniti che mai o in crisi sui propri sentimenti. E, a sentire i terapisti di coppia, sembra che le coppie in crisi post vacanziera, anche over 50, siano piuttosto numerose.

Scoprire di aver voglia di fare altro mentre si è con il partner non è mai un segnale positivo ed è certamente qualcosa sulla quale è bene interrogarsi a dovere.

 

Questi litigi hanno anche qualche beneficio o rovinano solo l'umore?

Spesso i contrasti iniziano già mentre si preparano i bagagli o all’aeroporto, mentre in attesa di imbarcarsi.

Discutere ha due funzioni: difendere i propri confini dalle interferenze del partner e cercare l’attenzione del partner quando c’è la sensazione che l'altra persona non sia interessata.

Le tipologie di litigio più comuni possono essere ricondotte a quattro.

Nel primo caso ci si svaluta e ci si accusa invece di cercare soluzioni. Nel secondo si respingono costantemente le accuse passando direttamente al contrattacco. Il terzo tipo è un po' più perfido: apparentemente si cerca di mettersi nei panni del partner. Questa pseudo-comprensione, tuttavia, è volto  a colpire il partner mettendosi nei panni del pedagogo sociale: "Sei arrabbiato con me solo perché sei cresciuto in condizioni difficili da bambino”. Il quarto caso ci si mostra disponibili a fare una concessione al partner, ma con riserva: "Cercherò di non parlare con la bocca piena, ma non posso promettere nulla”.

Sono tutte controversie ben poco produttive condotte normalmente con un tono e un linguaggio emotivo e spesso fuorviante e manca inoltre l’elemento dell’autoriflessione che aiuterebbe a non arrivare alla lite.

 

Le vacanze come prove generali della pensione .

Cosa succede se si lavora bene in coppia nella vita quotidiana ma non si sta bene in vacanza insieme?

Se voglio restare con lui/lei "finché morte non ci separi", allora devo pormi la domanda: “Come sarà quando andremo in pensione?”, a maggior ragione se, arrivati e magari superati i 50 anni, questo traguardo non è più molto lontano. Stando sempre insieme è ovvio che capitino anche momenti di noia, nei quali non si sa bene cosa fare o in cui si desidera semplicemente rilassarsi. Quando il tempo per vedersi è poco, si ha quasi sempre un programma da rispettare, cosa che in vacanza tende a svanire lasciando il posto a momenti di vuoto che possono creare delle tensioni. Scoprire come li si vive insieme e se si riesce a godere della reciproca compagnia anche senza far niente, è un ottimo modo per immaginare come potrebbe essere la vita insieme durante la pensione.

In generale, non bisogna dimenticare però che le controversie raramente riguardano un reale problema nella partnership, ma piuttosto una cattiva comunicazione. E su questo si può sempre lavorare.

 

Cosa fare?

Inizia con la pianificazione della vacanza. Solo se conosco sia le mie aspettative che quelle del mio partner posso trovare un buon compromesso.

Chiarire le aspettative e i desideri di ciascuno, informarsi attraverso guide e blog di viaggio, ecc renderà più facile il passaggio dalla vita quotidiana alla vacanza.

Le vacanze sono una prova di resistenza per la relazione: vengono infatti esasperati aspetti già presenti nella vita quotidiana, ma che erano rimasti nell’ombra. Emergono piccoli vizi o manie che fino ad allora il partner è riuscito a nascondere ma che a stretto contatto non può più celare e che, una volta portati alla luce, possono solo essere accettati o presi come spunto per ridiscutere la scelta di vita insieme.

Se non fate altro che litigare, allora una cosa è certa: avete una lista di cose da sistemare domandandovi da dove provenga e perché si è accumulato tutto questo dissapore. I litigi in vacanza non devono essere un motivo di separazione, ma piuttosto uno spunto di riflessione.

 

Quindi litigare può essere anche un'opportunità?

Sì, perché litigare in generale non è sempre sbagliato e arrabbiarsi è normale. Con un litigio, si cerca di uscire dalla simbiosi, di rendere visibile l'io e il tu e discutere può rendere le relazioni più chiare e più intime.

I partner che non litigano affatto, di solito non si occupano a sufficienza di loro stessi, perché il lavoro di relazione parte sempre da un lavoro su se stessi. Ovviamente non ci si deve fasciare la testa ad ogni piccola incomprensione. E  se si sta insieme da poco va tenuto conto il fatto che certi dissapori con il tempo ed una maggior sintonia possono cambiare; fermarsi al primo problema significherebbe non essere predisposti a nessuna storia a lungo termine perché l’amore è fatto anche di compromessi, di comprensione e di empatia.

 

 

Foto: HappyAlex /Adobe Stock

 

EMILIA31, 12.08.2021

KwisatzHaderach
1 | 12.08.2021 21:43

Mah.
Quando vado in vacanza con qualcuno – a cui non devo badare – mi organizzo come per andarci da solo. Così ho sempre le mie cose da fare; se l’altro vuole accodarsi ok, se mi voglio accodare io ok, ma non siamo obbligati a fare le stesse cose. C’è da dire che preferisco le vacanze tematiche, dove si parte già con l’idea di un obiettivo comune, il che sgombra il campo da proposte non gradite. L’ultima settimana in montagna, visto che al mio amico pesava il culo (è molto grasso), le arrampicate me le sono fatte da solo, secondo i miei piani di partenza. Così, la sera, tutti felici e contenti.

Se vado in vacanza in coppia, una cosa da fare in comune ce l’abbiamo sempre, e non annoia nessuno dei due.